martedì 23 febbraio 2016

Piuma nel vento

Un ricordo è come una piuma nel vento,
volando prende spazio in un sogno e si posa su di una panchina,
Sola e leggera,
aspetta l'indomani
in un altro luogo,
perché un amico è un porto sicuro con cui parlare nel silenzio,
e la piuma un indicatore del flusso del vento
Vale

lunedì 30 novembre 2015

L'alba


Quello che mi manca è questa... questa foto... che ho scattato in cammino mentre percorrevo i Pirenei... quest'alba... Che potevo vedere da vicino... tra le montagne e il silenzio... e il freddo... e il buio che poco a poco si sfumava... e non c'era niente... c'era tutto... C'erano le persone... Ma persone diverse... Non  alieni come quelli che vedi qua... Le capivi... dico io... le ascoltavi mentre camminavano... Ma non sentivi le voci... I passi quelli si... che dicevano molto... Erano in cammino come te... erano consapevoli... seguivano un sentiero... Ognuno con la sua ragione... ognuno con la sua motivazione... e chi...  una motivazione non l'aveva... ma era partito... perché non c'era motivo... Perché il motivo non era motivo... ma una chiamata... numero sconosciuto. Ti svegliavi ogni mattina dopo il parto di una notte...ed era vita nuova... Cosi diversa... senza niente... con tutto... con tanto peso sullo zaino...e poco spazio... così ti accorgevi... di quello che credevi ma non serviva... le cose importanti,quelle sì piano piano si formavano... e non avevano bisogno di grandi spazi... erano già di per se sparse... ovunque... nell'aria... nei fiori... negli alberi... nella fatica.. nella stretta dei denti...erano importanti.. così che anche l'animo pesasse meno... e si perdesse... per ritrovarsi. E l'alba, che aspettava... Aspettava i passi... I respiri... La voglia di camminare... Stanchi ma decisi... Per una meta...Per il viaggio... Per una consapevolezza... e il ritrovo di un sole che si innalzava tra la foschia... ma che non avevi mai visto...  perchè non avevi occhi... Ma solo convinzioni... idee... pensieri... che dovevano essere normali...comuni... altrimenti sei diverso... fai paura... la gente ti guarda storto... e ti fa del male gratuito... non hai diritto di essere... ma di fare... di fare credere,di dovere... invece il cammino... toglieva gli schemi... le distanze... ti faceva ricordare... la memoria che hai sotto pelle... la forza... di avere le gambe... di non essere normale...che fortuna... di avere un cuore che batte in petto..una libertà, un movimento in corpo che è ritmo... Che è musica nell'aria... movimento nella terra... nel vento... e il freddo lo sentivi ma non era un problema... altre cose erano ghiacciate... e poi le strette di mano... scioglievano... i sorrisi...i respiri... gli abbracci con le proprie sensazioni... abbracci con il proprio nome che tornava finalmente a firmarsi... con un inchiostro indelebile... una nuova speranza... nel nuovo incontro...
in un mondo di bambini... meravigliati all'alba...


Vale

domenica 1 novembre 2015

I quattro rabbini

Questa è la storia dei quattro rabbini,che secondo me invita a una lunga riflessione. Molto più di una storia, dal libro "donne che corrono coi lupi" la riporto qui:

"Una notte quattro rabbini furono visitati da un angelo che li risvegliò e li condusse alla Settima Volta del Settimo Cielo. Là contemplarono la sacra Ruota di Ezechiele.
A un certo punto della discesa dal Paradiso alla Terra un rabbino, avendo veduto tanto splendore, perse il lume della ragione e vagò senza meta fino alla fine dei suoi giorni. Il secondo rabbino era estremamente cinico: <<Ho semplicemente sognato la Ruota di Ezechiele, ecco tutto. Nulla è davvero accaduto >>. Il terzo rabbino continuò a pensare a quanto aveva visto, perché ne era ossessionato. Teneva conferenze e non avrebbe mai smesso di raccontare come il tutto era costruito e quanto significava... e così si smarrì e tradì la sua fede. Il quarto rabbino, che era un poeta, prese un foglio e una penna e sedette accanto alla finestra a scrivere una canzone dopo l'altra, lodando la colomba della sera, la sua bimba nella culla, e tutte le stelle del cielo. E visse la sua vita meglio di prima."

lunedì 26 ottobre 2015

Sogni di altri mondi

Forse abbiamo tutti quel momento in cui la paura prende il sopravvento. E così, i nostri pensieri si vestono d'ali per volare con leggerezza dentro ai sogni più nascosti della nostra anima. D'improvviso il nostro cuore torna bambino e lo stupore con esso torna a risplendere dentro attimi dorati e viaggi infiniti. Mi immagino ancora occhi ingenui, volti colorati di persone non segnati dal tempo e dai ricordi tristi. Un luogo magico dove il tempo non esiste e con esso l'orologio, dove non esiste la frenesia e il programma. Allora ci ritroviamo a vivere l'eternità di un attimo, a rincorrerci come bambini in un prato di fiori bellissimi che non strapperemo. Ascolteremo il vento soffiare tra i fili d'erba formando danze magnifiche e lente, e come onde del mare ci spargeremo a riva in un giorno di sole. Immaginate quanto bello sarebbe prendersi per mano senza mai toccarsi, avvolgersi in un abbraccio e non avere piu paura. Ci ritroveremo avvolti in una ingenuità d'amore. Noi uomini saremo di nuovo fratelli, senza più paura di perdersi, vivi in un mondo di compassione che non conosce tradimento. E solo allora come neve al sole le nostre paure più profonde si scioglieranno, lasciando spazio ad un tappeto infinito di cristalli luminosi che si estenderà sotto ai nostri piedi nudi.
Non saremo più pietra, ma anima e corpo in un unico fuoco, agli albori della vita.  L'anima potrebbe finalmente sentirsi a casa e mai più in pericolo ma questi, forse, sono solo sogni di altri mondi.
Vale

lunedì 12 ottobre 2015

Come pietra

Non ricordavo più 
perché ti chiamavano dolore
poi d'improvviso
ovunque
nei muri,nei cieli,nell'asfalto,
nei pensieri.
Il vino ti è sfuggito.
Ora ti ricordo.
Ricordo la rabbia,
 la paura,
La notte.
Non ho timore di te,
ma del mio ritorno.


Vale



mercoledì 16 settembre 2015

Paura e sofferenza

Ci sono certe teorie riguardo al dolore e alla paura che sento di condividere per dimostrare quanto possano essere importanti e fondamentali per passare ad un passaggio successivo di miglioramento personale e di fiducia nelle proprie capacità. Sono due aspetti diversi ma altrettanto simili, sono due porte per una comprensione più spontanea verso se stessi , che spesso sottovalutiamo o peggio pensando che siano aspetti puramente negativi e inutili. Il dolore non è mai un elemento di benessere mentre lo viviamo, ma è una perla racchiusa in un'ostrica poi, quando lo rivediamo dalla giusta prospettiva riuscendo quasi ad apprezzarlo e a toccarlo per quello che porterà poi in un futuro non troppo lontano. Una delle cose più difficili è proprio quella di sedersi ad ascoltarlo e passarci attraverso lasciando a casa le aspettative e le convinzioni che ci hanno trapanato nella testa da sempre. Molti affermano che il dolore corporeo sia una chiave per riuscire a toccare il limite assoluto e arrivare così a sentire quel nocciolo di verità racchiuso dentro di noi ma offuscato da questa società che allontana, standardizza, suddivide e divide da tutto quello che siamo stati all'origine dei tempi. Quando il dolore diventa fisico ma anche spirituale si arriva a sentire una sensazione di vuoto, un vuoto grande che abbiamo perso e che ci riporta a quello che siamo,  ci spoglia e ci porta ad ascoltarci come mai non siamo riusciti a fare. Ecco perche ci hanno sempre fatto credere che il dolore deve essere necessariamente curato con qualsiasi tecnica o farmaco, e in altri casi anche prevenuto. In questo modo creiamo la massa e diventiamo macchine telecomandate a distanza senza alcuna consapevolezza e se non pensiamo al dolore come a un qualcosa che deve essere evitato come la peste diventiamo pericolosi, sempre più vicini a sensazioni proibite che trasformano e migliorano, e che danno consapevolezza  all'uomo di essere vivo.
Ovviamente ci sono diversi dolori , i quali ognuno con caratteristiche che andrebbero approfondite in maniera diversa. Il dolore di per se non è bello eppure se abbiamo un lato positivo dentro di noi riusciamo quasi a trovarne uno scorcio essenziale. Come si può riconoscere il senso del benessere senza soffrire un po, e  la felicità senza attraversare un po di dolore ? Una frase di cornice ma un pochino fa riflettere. Ci sono poi alcune definizioni interessanti riguardo alla salute, cos'è davvero? Chi ha definito il termine "salute"? È sempre "valido"?
Qui si apre un mondo di cose, consiglio di leggere tanti libri al riguardo che sono davvero costruttivi. Magari riproduco qui una delle cose che mi è successo di trovare riguardo alla salute, a grandi linee diceva cosi:
"Un uomo può definirsi sano quando non è malato, un uomo ritorna in salute quando la malattia cessa, perciò la salute non può esistere senza essa" questo fa pensare un bel po,  non trovo del tutto sbagliato queste frasi (che ho riscritto secondo ciò che ricordo)  che mi riportano alle porte di un pensiero su cui credo cioè che in questo mondo ogni cosa è collegata e che spesso una non può esistere senza un'altra. Ora non vorrei essere linciata per questa affermazione, ne sento di dare una medaglia al dolore ma penso che sia molto importante sentire la sofferenza che ci accade, non nascondiamola, non sopprimiamola per una vergogna ma soltanto siamo un attimino più consapevoli di quello che siamo. Il problema è che spesso diventiamo delle pecore nere e magari con le dicerie di oggi portiamo anche sfortuna a chi ci sta intorno. Ma la domanda che mi sporge spontanea è: CHI CI STA INTORNO?
Forse qualcuno che non riesce sentire le vibrazioni giuste, che no sa ascoltare le onde che emaniamo nel silenzio.  Forse qualcuno che la sfiga ce l'ha nell'arroganza di sapere tutto di tutti. Allora forse sono queste persone che hanno bisogno di un po di sofferenza, non intesa come male, ma come momento, ed esperienza, da vivere ,che può regalare un nuovo paio di occhiali permettendo una vista più estesa delle cose. Non è sicuramente semplice trasformare una sofferenza in un'esperienza importante da custodire ma a volte non restano altre soluzioni, e per questo motivo ci spingiamo un po oltre.
Per qualche tipo di esperienza vissuta mi sento di dire che lo stress fisico quando va oltre i limiti corporei può spalancare dentro di noi grandi vuoti e luoghi misteriosi dove i sensi si affinano, diventano più attenti, dove dentro di noi si sviluppano forme astrali così primitive, così selvagge e così spoglie da portarci direttamente al centro di quello che noi siamo. C'è proprio un momento in cui il corpo affaticato spinge a una trasformazione, e avviene tutto in modo molto naturale e spontaneo, come quando sbocciano i fiori,  o la farfalla esce dal bozzolo. È come se la sofferenza d'improvviso cominciasse a smantellare tutti i pensieri e le paure inutili e in quel momento l'unica meta a formarsi nella testa sia una fine, la fine di quella sofferenza, un porto sicuro dove riposare, ma non si vede  la fine di tutto quel grande mare in tempesta. Cosi non ci resta altro che sopravvivere e per farlo, si diventa amici del nemico. Passare tanto tempo in uno stato di zona rossa porta ad ascoltarlo, ad entrarci dentro e viverlo a contatto diretto per conoscerlo, capirlo, per imparare ad amarlo. È difficile da spiegare e non posso dimostrare come accade a parole, ma  succede. Succede e basta. E d'improvviso ci si ritrova più coscienti di se stessi. È una sensazione unica, un contatto con la vita unico e prezioso e poco conosciuto, magari spesso sottovalutato. Penso comunque che ognuno debba provare a cercare, per trovare una connessione con la propria anima attraverso il mezzo che ritiene più opportuno. Almeno una volta, provare ad incontrare se stesso.
La sofferenza può, a mio modo di vedere le cose, trasformarsi in una chiave di vita importante quanto difficile da comprendere. La paura fa altrettanto, come campanello d'allarme ci avvisa che stiamo entrando in zone buie non conosciute,ci sbarra la strada come sasso e macigno. Ma senza di essa non potremmo mai dire di essere riusciti a camminare oltre.
Vale

sabato 29 agosto 2015

Il sole della notte

Ci sono notti bellissime in cui mi prendo dei momenti per accarezzare il mio cuore e sentirmi, e mentre guardo la luna costruisco intorno a me uno spazio tutto mio cosi importante tanto intimo e sincero da farmi sentire piccolina in questo spazio immenso di Cielo. Sono momenti importanti, spazi di profonde sensazioni che non hanno nome ne racconto, attimi di musica dentro di me. In questi momenti ho l'occasione di accogliere la mia solitudine, di sentirla e di farle uno spazio nella sedia in cui siedo perché lei è l'unica amica che non mi abbandona che di me non ha paura. Questa mia solitudine dolce mi fa sentire unica in contatto con un universo che mi osserva e mi lascia sospesa in un vuoto che è come vibrazione. Il cielo sembra un prato blu e le stelle i fiori che danzano, tutto sembra prendere parte a un movimento che è dolce quiete. I pensieri non fanno più rumore, il corpo è immobile nella sua danza mentre l'anima vola con le sue grandi ali intorno al suo silenzio.  Molto spesso in questi momenti un viaggiatore si rende conto che la via delle stelle e delle nuvole della notte non è paese, non è autostrada trafficata ma direzione che porta all'unicità dell'essere, al suo cammino senza confine strappando via quei cordoni ombelicali terreni che legano alla disperazione. L'uomo negherà di averne perché egli crede che tutto va bene, che tutto va come dovrebbe andare  come se la vita fosse un grande dizionario dove ad ogni parola e a ogni situazione esista una pagina correlata dove vengono spiegate le istruzioni e il senso. L'uomo difficilmente andrà oltre perchè il buio della notte,che nessuno ha mai potuto insegnarci, spaventa anche il più intrepido dei viaggiatori. La paura della paura a volte è più forte del coraggio ma con la giusta calma e la giusta quiete anche il cielo con le sue nuvole potrà essere scalato. Non esistono cammini senza meta ne montagne senza cima. Questo è il mio pensiero importante perché spiega che ad ogni salita , dopo tanti passi e dopo tanta sofferenza ci sarà un punto di arrivo in cui si potrà finalmente stringere la mano a se stessi, a  quello che siamo e siamo stati.  Nel frattempo, i nostri occhi lucidi di emozione si aprono alla luna piena,rimasta a ricordarci che anche lei è luce, è il sole di una notte .

Vale

venerdì 31 luglio 2015

Capire chi siamo

Una delle cose più belle quando incontri una persona è l'idea che questa possa capire qualcosa di te a un livello profondo e intimo, tanto da renderti nuda anche sotto la pelle più coperta. Una sensazione che ha valore  ed è sacra ma che spesso sottovalutiamo e quasi pretendiamo da chi ci sta attorno. È cosi bello... pensare che qualcuno possa davvero sentire... quella cosa che batte nel tuo petto...capire il ritmo  del suo silenzio...ballare con esso . È cosi bello...  Ma  succede a volte di capitare in cose che ci fanno male. E poi, nel tempo che usi per la tua riflessione comprendi che non sono le persone a farci del male, ma le aspettative che noi abbiamo di esse. Una persona ci fa male quando ha un'arma, ancor di più quando noi pensiamo che lei stessa lo possa diventare. Allora eccola lì che scatta, la paura, scatta ancora prima che tu possa sentirla. Mangia la tua energia e ti lascia vuoto. Ma allora come si fa a fermare tutto questo? Nell'istante in cui la tua consapevolezza affiora comprendi che l'unica arma davvero temibile è la dipendenza da qualcuno. Questo è il coltello sulla nostra carne. Ne abbiamo cosi tanti dentro di noi e sono tutti vestiti da convinzioni che la nostra mente ci detta. Questo sì che è temibile. Dovremmo avere paura di quello che a volte ci accorgiamo di essere. Dovremmo avere paura dei dolori che attribuiamo alle persone, e questo lo sto capendo solo adesso. Ogni persona agisce secondo una cornice di un quadro pressoché complesso, e non sempre questa cornice corrisponde con la nostra. Ma non c'è nulla per cui allarmarsi. Due cornici possono... devono confrontarsi. Due persone, come due dipinti, avranno bisogno di una cornice più grande, più ampia e più spaziosa che possa lasciare il libero arbitrio ai due dipinti di esprimersi nella loro unione e complicità. Perciò non devono distruggere il loro legno ma unirlo l'uno con l'altro, così come fanno i pensieri pur essendo qualche volta diversi l'uno dall'altro .
A volte deludiamo le nostre aspettative ed ecco che ci facciamo male, ci scontriamo. Ma noi non dipendiamo da esse, noi dobbiamo imparare ad essere felici per i colori che ci portiamo addosso. Ma non è sempre cosi semplice. A volte ci sentiamo puntare il dito contro. Veniamo scambiati per armi, ma non lo siamo. Siamo solo due persone che si sono avvicinate, due persone che si vogliono capire. Ma questa è l'impresa più grande di tutte,  la meta irraggiungibile dettata dall'amore . A volte pretendiamo di essere capiti. È un errore, per come la vedo io.  A volte non è solo una meta ma è anche un percorso, quando qualcuno ti tiene per mano e decide di creare un'unica strada, un unico sentiero passo dopo passo, ecco che lì,  accade la meraviglia, momenti di rara follia in cui decide di ascoltare il tuo cuore e di accompagnarti sulla strada della verità rifiutando quella della menzogna. Solo allora capirai, senza avere chiesto nulla,  che x un attimo, qualcuno è riuscito davvero a capire capire chi sei, senza che tu debba elemosinare una parte di te.
Senza che tu debba chiedere la verità.

E a volte dovremmo lasciare andare l'idea che la nostra felicità dipenda da qualcuno, ma non è sempre facile soprattutto quando ti accorgi che i sorrisi più belli li fai quando condividi qualcosa di importante con la persona che segue il tuo sentiero, e che prova nelle intemperie a capire chi sei.
Vale

martedì 9 giugno 2015

Cristalli

Qualche volta piango lacrime silenziose e io non so come poterle trasformarle in meravigliosi cristalli da donarti ,  ma posso spargerle al vento della speranza, aspettando il momento in cui esse ti accarezzeranno fragili lo spirito, per svegliarti con dolcezza nella prima luce tenue del mattino .

Per te che ascolti le mie paure non troppo vicino da sapere che ogni flusso di pensieri, come acqua, nasce da una sorgente, da un briciolo di segnale colto , forse, male.

Vale

mercoledì 20 maggio 2015

Temporali di silenzi

Alcune volte viene semplice sentirsi parte di un forte temporale, di una calma in tumulto che sconvolge l'ordine illusorio delle cose. La mente non riesce a trovare un riparo sicuro e il cuore soffre tanto nel suo silenzio. In questi momenti lo spirito si sente fratello del vento, figlio dell'ignoto e compagno del dolore. Inevitabile è il susseguirsi di pensieri un po' tristi e di frammenti di delusioni che hanno lasciato il segno nel caos della vita e proprio in questi momenti viene la voglia di abbandonare tutto quello che è stato costruito qui e che crediamo di possedere,  partire: lontano verso nuove destinazioni, lontano, dai volti di carta, dalle persone che ci hanno fatto del male e ritrovare finalmente il nostro spirito che si era perso in tanta nebbia di false identità .
La società? una brutta bestia che ti condanna all'infelicità in una strada con impronte standard, e dove le radici sono lontane dalla terra e i piedi non hanno forma.
C'è chi si porta dentro questo silenzio e questa voglia assidua di incontrare, se stessi, in giorni senza regole e in giorni senza vincoli,lasciare l'idea di una vita di vetro con relazioni,modi,stili ed azioni sempre uguali e ... normali. Questo è quello che ci insegnano: a essere normali.
Ma non si può , se si è ribelli una parte di se è già in cammino,una parte di se è consapevole mentre l'altra è disfatta e ha paura, tanta, di rinascere.
Un circolo di ideali ci è stato imposto senza fare rumore e poi succede che, nel temporale di maggio, il dolore ci chiama e noi non possiamo fare altro che ascoltare, e sperare , in un coraggio che non ha eguali .
Vale


Un giorno la paura bussò alla porta,il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Goethe)

mercoledì 15 aprile 2015

Un fiore di papavero

Una rosa di papavero 
nel campo del silenzio
annida stati emotivi lontani dal tempo e 
si conserva nel buio,
solitaria e  selvatica 
Cantando con voce di infinito il  nome di un ricordo .
Mi porge il rosso acceso
del suo petalo
così come nel vento fa mostra della sua danza:
Rimane il sospiro lungo un filo
d'un ricordo di anime vicine e
il sole in un istante 
porge alla mia mano 
quello che è stato,
un  fiore di inchiostro e di intenso 
nel campo dei papaveri di primavera 

Vale




giovedì 26 marzo 2015

Eremo

Nella notte, le stelle coperte dalla pioggia del cielo.
Ogni respiro una goccia terrena
sei Tu, il suolo
e il sentiero di questa valle,
l'Eremo d'amore
che sovrasta imponente
le pietre .
Vale

venerdì 13 marzo 2015

venerdì 27 febbraio 2015

Strepitosa..

Ho trovato questa frase che per me è bellissima, e vera :
"Se deicidi di innamorarti di me... Fammi ballare anche se non c'è musica"..

Strepitosa..

Le persone vicine ci fanno dono a volte di questa, bella, musica, e siamo tanto fortunati. Dovremmo però ricordare a noi stessi di aiutarci per creare il ritmo perfetto e diventare così meraviglia dell'universo. 
Dovremmo tutti ballare.. Danzare all'amore..

Come ci comunicava Osho "Fa semplicemente qualcosa che genera in te una canzone e crea un ritmo, intorno a te, di celebrazione."

Grandi parole.. E a volte bastano davvero piccole cose, per sentirci bene, a volte basta una sfida con se stessi o una strada su cui correre, liberi.

Vale

venerdì 20 febbraio 2015

Sospiro

Sospiro, nel prato immenso. Il vento muove quello che l'occhio non vede , quello che l'uomo non sente. Muove le foglie, muove l'invisibile. Muove il sospiro della Terra. Questa grande carezza di Dio, placa i pensieri, asciuga il viso dalle lacrime come una carezza di madre. Non c'è conforto in questo giorno perchè non c'è giorno in questo buio. 
Vale

venerdì 13 febbraio 2015

QUELLO CHE NON SAI

Quello che non sai
sono le parole , queste 
parole tra le righe .
Quello che non sai
è l’aria che respiri
nei colori delle stagioni che cambiano ,
come gira il mondo e
il mondo che cos'è.
Quello che non sai
è come brilla il sole 
sui rami della tua gentilezza ,
e nessuno sa  
il volo
di una farfalla che vive
un giorno solo .
Quello che non sai
è come io mi sento
quando abbracci il mio corpo
che, corpo, solo 
non è  .
Quello che non sai
sui miei pensieri 
fili spinati  sospesi ,
paure
al confine delle mura ,
fuggo dagli archi di guerra ,
e in un leggero tocco
dalla tue mani
la libertà.
Quello che non sai è che
mentre io ti guardo 
bramo  
accolgo
il buio nei tuoi occhi 
per la perla del fondo ,
per l’acqua del pozzo,
per il senso perduto
e mai trovato.
Quello che non sai
sono io ,
curiosa di te.
E ancora, non sai 
che parlo mentre taccio
e che nel silenzio
io canto di te.
Quello che non sai , amore mio ,
alla fine ,
non è tanto ciò che non ti ho detto
ma quello che già sai ,
una carezza fatta piano sul tuo viso
e un sospiro in un orecchio  .


Vale

Per Christian





mercoledì 4 febbraio 2015

Sui cigli di notte

Distesi su sensazioni al crepuscolo
Lievi e freddi di giorni 
gli occhi degli innamorati si attizzano di luci ,
sui finestrini la pioggia ,
la notte lunga ha le sue strade di sospiri
che accudisce come in grembo
le voci e i battiti degli amanti. 
Cosa guida il fervore delle mani
e del cuore di chi si vuole bene ,
cosa incalza i rami ad intrecciarsi
gli ulivi ad innalzarsi
l’unione dentro a riflessi
volteggianti
come in danze di maestri ,
e che cosa porta
le labbra a sfiorarsi
nel senso perduto,
le menti a toccarsi, nel cuore
stanzino della notte
dove il buio adula e  il silenzio ripara .
Io chiedo che cosa spinge ,
questo amore
ma mai fu per me cotanto mistero
ne droga migliore
sui cigli di notte.

                                                                                                                   Vale


lunedì 26 gennaio 2015

A volte vorrei essere terra, albero e vento. Vorrei tornare a quello che sono stata, distante dalle incomprensioni degli uomini,  da questo pane vuoto e tornare a quella che è polvere di vita.

Vale

mercoledì 21 gennaio 2015

Il Porto

Mi sono fermata su di un porto un tempo, dove il soffio del vento, dolcemente portava i profumi di quella zona e io ne ho amato il sapore per lunghi anni.  L’acqua marina si mostrava illuminata, su di un lento movimento di onde colpite come da un fascio di luce di un faro. Ho passato notti lunghe ai piedi del porto: parlavo alle sue mura, scrivevo su pezzi di carta fissa nella sedia del mare. Sentivo il vento sulla mia pelle e io facevo l’amore con i suoi canti. Percepivo i fremiti e il dolore e sorridevo da lontano dentro lacrime nere di solitudine. Urlavo spesso, sottovoce, e  Il freddo della notte gelava il mio corpo inerme, mentre dentro di me scorreva il sangue caldo di una passione ramata di follia, e cercavo invano di riscaldarmi con le poche stelle dalla luce fioca rimaste a guardarmi, immobili e lontane.  Ero sola, in quel porto dove anche solo per un attimo la vita sembrava perdere peso e avvolgersi di magia con contorni di incomprensibili emozioni. E io mi chiusi nel silenzio bussando, ogni tanto, alla porta del faro . Ogni sera nel palmo della mano la speranza, inutile, mi trascinava sugli abissi di quel mare nero e io aspettavo la nave per salire ma non passò mai per quell'orizzonte. Rimasi lo stesso fedele  alle mie emozioni , sedendo ogni sera all'alba di un tramonto che non si tinse mai di colore,  sulla  riva sbagliata e sullo di sfondo di un porto eminente che non scavò mai le mura della roccaforte del cuore.  Il mare mi faceva paura, e io non avevo altro che il rifugio di quel posto tanto conosciuto.  Il tempo  poi , allontanò da me la via di navigazione tanto mirata e così salii su di una zattera spartana, e un po’ rovinata,  tra brandelli di legno sparsi un po’ ovunque di là e di qua. Partii.  Non avevo cibo ne acqua, nessun segno di vita attorno a me ma poi, all'improvviso e in lontananza, per un breve istante,  il porto sospirò. Dietro di me alla fine, il suo respiro si sparse al vento e come brezza , fu per me, linfa per i giorni avvenire.
Ricordo come un saluto la vibrazione, che io misi, poi,  nel bagaglio e suonava così:  
 “ogni tanto, però, riemergono pensieri e attimi che,come vecchi amici, ci riconducono a quello che siamo stati.  A noi la scelta e la capacità di fare tesoro di tutto questo.”


Rimasi a riflettere sulle onde di un nuovo mare , mentre la zattera si allontanava lasciandomi alle spalle quello che  fu Porto sicuro e Amico.

Vale


lunedì 19 gennaio 2015

Un nulla totale

L'essere umano ha un potere sicuro: si costruisce una gabbia con ferro invisibile. Mette in tasca la chiave, entra dentro. Sconfitto dal nulla resta lì. Poi in attesa. Di cosa. Di nulla.  non si sa di preciso.

Vale.

lunedì 12 gennaio 2015

Gabbiano libero

Uccello marino trascinato alla deriva, sei preda e predatore nella tua migrazione, tu voli mentre il tempo delinea il mare nel territorio infinito con le grandi onde che infrangono gli scogli, e il tuo volteggio è sinfonico, fra i colori intensi del mare. E non importa la diversità, se c'è distanza tra le ali dei migratori ricorda c'è distacco ma c'è complicità. 
Tu non sai di contenere il mare ed il silenzio e che nel volo del vento, tu sei gabbiano libero.


Vale
(vecchie frasi incomplete che avevo scritto e mai pubblicato)

domenica 11 gennaio 2015

Questo sentiero portava in un punto panoramico interessante, ho visto la vastità sopra il dirupo e, in un solo quadro, l'immenso sopra al baratro.
Vale
Monte Cecilia

domenica 4 gennaio 2015

Vorrei riuscire a dare voce ai miei silenzi
in questo mare di lacrime che mi scorre addosso e  assomiglia a torrenti in cui l'acqua passa risoluta sulla roccia.

Vale

Pensieri d'inverno

Ci sono sogni nella notte che fanno male e il freddo avvolge improvvisamente tutta la rugiada, e nel mattino dopo, gelandola. Così perde, il suo riflesso caldo e svanisce, lentamente lasciando spazio a fredde e dure impressioni di vuoti di grigio e di azzurro cristallino che tingono le lacrime, di un gelo ardente come un tramonto che è distante.

Vale

Vento

Ci sono pensieri tristi a volte che sbiadiscono l'orizzonte davanti e gli occhi non vedono la luce,  e così il richiamo del vento si fa strada sempre più intenso, tra le vie di un ricordo di notti sepolto e sbiadito dal tempo

Vale

domenica 28 dicembre 2014

Preghiera

Gridi soffocati in lunghi anni di prigione,
Sui muri di dolore
gli schianti di lacrime in polvere
risuonavano fortemente
nella gabbia.
Mio universo che hai udito e
mi hai mostrato il tuo potere
dalle mani tue pulite nasce il senso del mio cuore.
Lui è salvezza dalle mie paure
salvezza dentro di me,
è la mia preghiera. 
Vale

martedì 23 dicembre 2014

ALI DI UNO STESSO GABBIANO

Sul vasto cielo della vita 
noi siamo ali 
sul blu dell'orizzonte
sospesi
lontani e liberi 
noi siamo ali,
ali di uno stesso gabbiano. 

Vale

 Vetta del Monte Pirio, C.Euganei

martedì 16 dicembre 2014

Tutto ciò che è lui

Mani ghiacciate e respiro lento 
sono le tre di notte nella mia stanza vuota e 
qui, nel silenzio di una tarda serata aleggia il suo profumo dolce
su  ogni mio angolo. 
Lui è il suono delicato della pioviggine di questo sedici dicembre,  
è la melodia di queste finissime goccioline che si infrangono, nel vetro di un muro di incanto e lì , in uno spazio di luci e di ombre  il suo volto è riflesso nella pienezza di un sorriso. 
Lui è la pioggia fuori e dentro di me, è l'acqua che ristora nel bosco della solitudine è quel fiore che spunta all'improvviso tra le mani gelide di inverno, perché lui è sempre lui  ed è il gusto dolce della notte e il desiderio più forte. 
E poi, giunge il suo sapore e la sua essenza che si riverberano in me sotto la pelle  sotto le stelle ed io sento tremare il cuore a un ritmo veloce e che nessuno sa'. 
Il pensiero mio esplode in una corsa selvaggia, come bestia feroce, mangia il tempo tra i sentieri più intimi della notte. 
Lui è tutta questa energia che trabocca dal vaso, è una cascata di limpide emozioni che si spargono al vento in una danza di ricordi di baci e di carezze che riscaldano il mio corpo e la mia mente. 
Non ho più mani ghiacciate e respiro lento, ho lui,  fisso nel mio centro.  

Valentina.

domenica 14 dicembre 2014

Il cielo del12 dicembre

nuvole di casa mia

sguardi su sentieri di nuvole lungo la strada infinita, 
è il dodici dicembre 
tra i sospiri degli angeli con le loro danze invocano alla luce e invitano alla soglia 
di un mondo che non c'è.



Vale

martedì 9 dicembre 2014

La paura

Ho trovato queste righe riguardo alla storia zen del burrone,

[È sempre la paura il sentimento che si oppone al nostro risveglio: la paura di essere autonomi, la paura dell'ignoto, la paura di perdere il proprio ego, la paura della responsabilità. Eppure, per colmare il divario, per raggiungere l'altra riva, è necessario affrontare l'abisso; e questo non può essere fatto se non si eliminano i mille timori che ci accompagnano nell'attraversamento. Il coraggio è indispensabile sulla Via della liberazione, come, d'altronde, in tutte le imprese fondamentali della vita. Come recitano dei versi di Wu-men, si tratta di "Camminare sul filo d'una lama, correre sulla cresta del ghiaccio, non preoccuparsi della scala, lasciare il sostegno sul precipizio."]


... Quante volte la paura blocca e nega la vita
Poi quando apriamo la mano e la guardiamo per un attimo, ci accorgiamo che restano poche scintille di coraggio, e prevalgono tante polveri di paure e di timori che lasciato segni neri sulla pelle. Il tempo alla fine, porta via tutto come vento.

Vale


domenica 7 dicembre 2014

Il volto della luna

Questa sera prima di rientrare a casa, ho fatto una piccola deviazione verso la luna.  Sono rimasta ad ascoltarla sulle note di un violino e il mio cuore è diventato gelido e duro come la pietra, parte di esso strappato, e donato a lei in un richiamo di ombre e di luci.  E poi, uno sguardo fisso verso l'universo di nuvole nere che mi hanno dato la chiave per un mondo nuovo, lontano e solo.  Un richiamo più forte del vento e della marea in questa sera di silenzio dove parte di me ha vibrato nel cielo,  e  le nuvole veloci e buie come pozzi infiniti, mi hanno avvolto completamente in un gioco di volti di dolore. E così ho visto il volto della luna. 

Vale

lunedì 1 dicembre 2014

L'amicizia oltre

Credo che in un'amicizia a volte sono importanti le parole non dette, quelle sussurrate, portate oltre il confine mai perse al vento, e sentirsi vicini, anche quando le strade della vita  portano in direzioni diverse, perché due amici sono legati,  come il cielo e la terra-il fuoco e l'acqua, stretti in uno sottile contatto naturale, e destinato. È un legame molto forte e indissolubile che non da spettacolo ma anzi, vive nel silenzio di ogni giorno anche quando le evoluzioni dei rapporti allontanano fisicamente e sono inevitabili. Bisogna accettare e comprendere che nel corso del tempo risuona un perché, ma stando sempre attenti a non perdersi nel cercarlo, piuttosto fermarsi un momento ad ascoltare. Quante cose ho capito nel corso degli anni dove tante mani, diverse, hanno toccato il mio cuore. A volte ho addirittura azzardato a chiamare queste sensazioni "illusioni". Può sembrare un controsenso (sensazione-illusione), ma non è così semplice il concetto. Mi piace molto ciò che si contrasta, ciò che oltrepassa gli schemi, penso che vive molta più verità in un affermazione in grado di negarsi da sola. Perciò non posso chiamare i rapporti umani soltanto "pure illusioni" ma dire che la forza del sentimento,qualunque esso sia, è una delle forze più grandi e misteriose dell'universo. Ecco perché mi ostino a crederci e a perdermi, spesso, in essi. Soprattutto nella amicizia nonostante le ripetute delusioni che ho avuto..... Tante e senza fine. Ma ormai l'ho capito: prima o poi arrivano per tutti, in un modo o nell'altro, le maledette delusioni. Però devo dire che, per quanti sbagli, per quante carognate ho subito e a volte magari, fatto senza volere, ci sono platee di memorie e ricordi belli e brutti, che riescono ancora a suscitare delle emozioni come fossero vive e ben presenti. Questa è la vita, quante volte agisce senza un evidente motivo, eppure ci si sforza a cercarlo, c-o-n-t-i-n-u-a-m-e-n-t-e. Senza risultati consistenti
Mi capita di rivedere volti, nella notte, di amici che sono e sono stati, e di pensare che cosa ci abbia portato a dividerci nel tempo, alcuni motivi sono chiaramente evidenti, altri no, ma tutti lasciano un po di amaro in bocca e rimangono costantemente senza un PERCHE'. Divento matta se continuo a cercarlo, oh si...  Perciò rimango immobile,tante volte, dentro a un ricordo galleggiante. Infine ciò che rimane del e nel tempo è proprio e soltanto questo: un RICORDO. Le persone se ne vanno, il fisico scompare, le voci i sorrisi le mani se ne vanno... A volte mi prende l'istinto di tornare ad esserci ,esserci per molte persone, parlo in senso fisico, di ritornare con la mia presenza sperando di nuovo in uno scambio costruttivo. Ma poi lascio, passo oltre. Non si può tornare a quello CHE E' STATO, lo sanno tutti, il passato non può essere futuro (frase che troviamo spesso nei cioccolatini). Ma c'è una cosa importante da dire: una vera amicizia va oltre il tempo, va oltre a quello che succede qui e ora. Il segreto è proprio questo. Nel silenzio di ogni giorno, da lontano, il cuore riscalda una piccola parte di pensiero e di sentimento. E come dire: tu non sai che ci sono amico o amica mia, ma sono QUI. Non lascio. "Perdo la parte materiale di te, la presenza fisica (se così vogliamo chiamarla) ma non perdo l'essenza." Quando il cammino di due persone è destinato ad incrociarsi non può svanire l'effetto dell'amore. Due amici si amano. Ci sono diversi modi per dimostrare un affetto, ma quando il percorso finisce non è più necessario "fare slogan all'amore". L'impronta svanisce dietro di se, più si avanza, più diventa lontana e sbiadita, ma nessuno passa a cancellarla. Nessuno ha tale potere, o diritto. La strada è tua, ed il terreno su cui sondi è TUO PER SEMPRE. 
Tutto questo ho sentito di scriverlo perché, al di là delle svariate esperienze, in questi giorni ho risentito una mia vecchia amica, per telefono, che aveva lasciato in me per un bel periodo di tempo parecchia delusione. Ma sono riuscita ad andare oltre e a ripulirne le impronte, a risentire per un attimo il gusto di quei vecchi sentimenti che credevo oramai perduti. Non c'è dubbio, mi sento amica anche se ho deciso (io o il destino non lo so) di mettere uno stop. Per me l'amicizia ha un senso delicato che non è quello del sabato sera in discoteca o quello dell'alcool condiviso,(questa è compagnia ed è un'altra cosa) ma è quello in cui due cuori delicati si sfiorano e riescono così a comprendere e a comprendersi, nel dolore dei giorni, al di là del tempo e della semplice compagnia. Non esiste l'amicizia a metà. Due cuori devono viaggiare nella stessa onda per amarsi. No?
E di nuovo: non c'è bisogno...... di fare "slogan all'amore". 

Vale.

martedì 25 novembre 2014

Aspettando te.

Sono qui tra me e me, nel reparto ospedaliero in piedi sulle mattonelle di un pavimento abituato  alle impronte. Sto aspettando mia sorella in visita per il suo bambino, quello che tiene dentro alla sua pancia e che si muove senza fare rumore, che respira senza aria, quello che ascolta senza vedere e che vede senza ascoltare ed è quello che  i suoi spediti battiti li fa sentire in una cornice di pensieri che da qui a qualche giorno tamburellano la testa di noi amici e parenti rimasti ad aspettare il suo prezioso arrivo.
"Fra quanto nascerai piccolo?  Sembra tutto così strano sai, pensare di averti qui, di vederti con occhi veri e lucidi, di pensare alla tua vita...   a dove tutto comincia. questa cosa mi manda fuori di testa, mi chiedo: ma come fanno? Come ?  Tutti quegli infermieri, con i loro lunghi camici bianchi intoccabili, e dico bianchi, che svolazzano di qua e di là, con passi spediti, senza sguardi persi ne distrazioni, solo e ancora passi spediti e marcati in questo enorme pavimento di silenzio.  E mi chiedo come fanno... Ad abituarsi a tutto questo. Sai, io non ci riuscirei. Dico no non ci riuscirei a vedermi passare sotto il naso tutti questi universi in miniatura. Non ne ho il coraggio ti direi, di abituarmi. Proprio no. Ti dico... Ricordo quando è nato tuo fretello 4 anni fa lo ricordo ancora bene, io prima di quel momento non sapevo cosa fosse un bambino. Si ok, li vedevi passare a manina con gli adulti o li vedevi piangere da lontano i bambini, ma non sapevo che cosa fossero. Poi è nato Tommaso... E ho capito tante cose. Ora arrivi tu e il mio bagaglio diventa più grande. Ti amo come fossi mio figlio lo sai questo...
Sai la vita scorre... furiosa... ancora prima di accorgertene e ti sentirai vecchio, un giorno. Ma non ti spaventare. Non devi avere paura... non devi avere catene... non farti prigioniero di te stesso. Vorrei tanto dirti sottovoce che l'orizzonte di fronte a te è infinito, e che tu, sei infinito.   Vorrei dirti che la vita e facile e non fa domande ma in questo caso non ci credo nemmeno io. Vorrei dirti tante cose ma non sono tante, sono poche."

Ore 10.44  "sai... Mentre scrivevo queste righe, è uscita un'infermiera e mi ha chiamato dentro. Da te.  Ma tu ancora sei nascosto. Sono scesa a prendere le valigie. Lo so che giochi, e ti diverti. Non avere paura. Questo potrebbe essere il tuo giorno...  E le mie mani non smettono di tremare. Sono qui da sola eppure sento un mondo attorno a me, sento che tutti ti aspettano con il cuore in gola. Dio, che momenti. Mi riesce a scrivere per allentare un po di tensione... Non voglio darla a vedere, perche voglio essere forte per la tua mamma. Eppure lei è in lacrime. Dentro lo sono anche io.  Oh si che lo sono.  Non so dirti pero il gusto che hanno, non è dolore, non è gioia... sono e basta. Sono li, in bilico per te.
Ti stanno aspettando. Piene.
Senza riserve.
Forza."

La tua zia.

martedì 18 novembre 2014

Tu mi porti in paradiso anche solo con un respiro... Ti... Voglio un bene dell'anima.

L'OGGI SENZA RITORNO

Domenica 16 novembre

Sono morta, distrutta. La mia mente esplode di pensieri e ricordi, azioni ed emozioni come scene di un grande film che scorrono senza pietà e senza ritegno nella testa più assopita, dopo avere trascorso una giornata piena colma di emozioni che hanno lasciato con l'inchiostro la firma nei ricordi. E credetemi, se vi dico che dentro al mio stomaco è scoppiata una bomba. Strage. La mia vita cambia, continuamente, in un silenzio immane e ad un ritmo sorprendente. Mi sono persa in questo universo di giochi. La mia energia ha seguito le leggi. Dio, grazie.
È arrivato lui. Sono arrivata io.
Oggi, sono stata nei colli con il mio gruppo escursionistico,  ben 10 ore in uno continuo scambio di
storie, in compagnia di tantissime persone. Tanti suoni di vita uniti in una bella armonia. Anche se è presente sempre la sua presenza, a tenerti a braccetto, a stringerti la mano quando te ne dimentichi, la solitudine. Ma è bello anche così, camminare. L'importante è continuare a muovere l'energia che scorre dentro come ruscelli boschivi di acqua fresca fra i sentieri dell'animo umano. E' importante e bello anche ascoltare la propria carica fisica ed emotiva che si volge verso molteplici direzioni. La strada non è facile da percorrere,in tanti lo sanno, ma tanti sono anche i piedi che lasciano il segno nella terra sottostante e rendono più sereno il viaggio. Se sono davanti li segui, se sono dietro li perdi o son ricordi, se sono accanto li vivi... Oggi, tanti passi attorno hanno riecheggiano nel silenzio del bosco e io mi sono incantata ad ascoltarli con attenzione. Tutta quella gente che lascia un rumore e un'impronta: ricorda un po la trama della vita, anche se con diverse sfaccettature. Così mi sono lasciata avvolgere dall'entusiasmo improvviso dei rumori nel silenzio. Poi sappiamo che ci sono burroni che partono dalla testa ai piedi, quelli dentro alle persone, e non è facile avanzare verso di loro con non chalance. E'complicato. E non sempre è facile fare entrare qualcuno nelle tue strade perché hai paura a volte, di farlo precipitare dalle tue altezze pericolose, dai tuoi baratri senza fine. Ma la giornata di oggi è stata tutto sommato un viaggio alla scoperta di tante cose belle tra gli alberi e le foglie di novembre che tanto hanno stupito i "bambini infiniti". E' STATO UN VIAGGIO SENZA RITORNO, perché una grande parte di me e di quello che sono stata è rimasta lassù, tra il verde e il blu. E' rimasta dove i sorrisi della gente hanno portato lievi raggi di sole e dove tante parole si sono perse nel vento della fratellanza, dove tanti occhi di bontà han sfiorato parti nascoste di cuori tristi e dove le lacrime infine sono scese inevitabilmente, con dolore sino alle labbra delicate di un uomo grande come il mare che è riuscito a stringermi nell'abbraccio della sera tra le luci calde, sopra al mondo di frontiera. 
Tanti amici e  tanti pensieri  intrecciati tra di loro, oggi hanno caratterizzato il cielo delle nuvole e gli entusiasmi puliti hanno colorato di mille tinte diverse questa esperienza baciata dal sole. Questa è la somma della giornata, la "cima della montagna": Una grande rete rimasta appesa tra i colli dimenticati e sulle strade infinite del cielo (una rete diversa da quella che va di moda oggi e che è mondezza di esibizionismo).


Vale


Monte Vendevolo. Spettacolo senza confini
Monte Vendevolo. Tappeti di foglie

lunedì 10 novembre 2014

Mi chiedo

A volte me lo chiedo che cos'ho io di così strano e insensato da sentire il dolore tutto improvviso e di chiudermi sepolta sotto una montagna di sabbia bagnata e non riuscire a muovermi. Mi chiedo dove sta l'errore e vorrei capire che cosa mi spinge alla solitudine più buia tanto da respingere anche le persone più care. Mi chiedo se quello che emerge in più momenti della mia vita è soltanto male dolore e sbagli e poi mi chiedo dove sta l'errore. E me lo richiedo, fino allo sfinimento. Fino a quando a dividermi dal mondo reale non sono più soltanto i muri della mia camera. Vorrei fuggire lontana distante dalla mia malinconia che purtroppo mi segue ovunque io vada, qualsiasi strada io prenda. E me lo chiedo e richiedo perchè ho bombe di dolore dentro al cuore. Tante delusioni, tanti tunnel mentali senza uscita mi hanno caratterizzato. E il mio nome mente: FORTE E VIGOROSA. Ma dove? Non so uscire senza perdermi, mi ritrovo e poi mi perdo di nuovo. Gioca in questo modo la vita? Che schifo a tante cose.

Vale

...

"Sto sorridendo perché sei un universo di cose belle. E mi capisci, sai quello che voglio e quello che mi fa stare bene e lo fai dandomi quel rispetto che mi commuove dentro in ogni silenzio che passiamo assieme. Anche io non voglio fare errori, guastando ogni momento. E' bello quello che stiamo vivendo, è bello perché si nutre di cose semplici e pulite.  E l'intimità che abbiamo io e te non ce l'hanno nemmeno quelli che al primo appuntamento finiscono a letto insieme."
Vale

giovedì 6 novembre 2014

Correre nella pioggia

immagine dal web

Ci sono momenti in cui la mente, il corpo e lo spirito disperano, e si perdono. Non resta che uscire e prendere l’auto per arrivare all'entrata di quella strada tanto attesa, che sola, sa dare un lieve senso a quello che da giorni vibra dentro, laddove il cuore si ferma all'improvviso, sepolto da vecchie lacrime amare di un passato non molto lontano.  E questa vibrazione 
                                                 spaventa,
                                                               disarma,
                                                                           distrugge
ogni singolo muro di cemento costruitosi  attorno con violenza da tanto,troppo tempo ormai.  Il corpo trema dentro alle barriere perché lo sa: è nudo e fragile e solo. Sente il bisogno di scendere dall’auto, dal quel confortevole “sedile” che per tanti anni ha privato l’uso delle gambe. Così, dal grigio di lassù, dove attorno le nuvole preannunciano la pioggia, il richiamo scende sulla pelle così come scende la prima goccia sul viso e sui vestiti ancora asciutti.  Cade Lieve e gentile, ad ogni passo sempre più intensa ma mai pesante, accompagna  la corsa libera di chi parte in compagnia e arriva in solitudine tra le strade desolate, fra i campi circondate, dove sotto ai piedi la resistenza dell’asfalto scorre veloce e, fuggono i pensieri in un passo dietro all’altro a liberar la mente, bisognosa di quegli spazi aperti ma pieni, di voci silenziose. Questo è il messaggio segreto della vita che tocca il cuore, quando arriva a conoscere realtà sconosciute e nuove. Ora, soltanto il rumore delle gocce dove tutto scompare e loro si infrangono, si dibattono a terra e sì, ballano, senza costumi e senza scarpette. Trasparenti come il sentimento che dà alla corsa. E quante volte, quante volte, nei piedi una direzione senza meta porterà, insaziabilmente, sugli  spazi immensi e complicati dell’anima. Correre, correre e correre con le braccia aperte alla pioggia dove lo sguardo sotto i capelli bagnati tocca il punto che non c’è, dove il fuoco e la sua brace sciolgono dal freddo, dove anche il vento accarezzerà un cuore di cemento.
  
E' bello bellissimo arrivare ai punti segreti dell’anima dove ogni lacrima, si mescola con la pioggia.
Dove anche il cielo piange senza velo.


Vale

martedì 4 novembre 2014

Le cose più assurde sono anche le più vere, 
perché vivono... In più realtà...



                                                                                                                 Vale

venerdì 31 ottobre 2014

La ricerca

Prima di dormire esplodono i pensieri, mentre tu rivedi i giorni in uno scorrere del tempo incessante, dove il meccanismo appare sbiadito e confuso in un istante che, marcato come in una vecchia mappa al tesoro, rilascia le tracce di chi è partito con te e di chi, scava a fondo, con le mani nude, la terra che racchiude il tesoro. 
E  durante la ricerca mi accorgo che quando, prima, il mio cuscino asciugava le mie lacrime perse, ora non può che ammirare da lontano il mio lieve sorriso che scriverà indubbiamente nella tela una lezione argentea:

"non può finire una cosa che non ha inizio".

Pensiero importante quanto l'oro.

Vale.

giovedì 30 ottobre 2014

Il sole ☀

Piano piano sto ritrovando il sole che avevo dentro e che si era spento, per tante ragioni e per lungo tempo, rimasto incatenato in un tramonto senza colori.
Sto costruendomi un interruttore per accendere le più calde sensazioni, per riscoprire, e riscoprirmi,  in questo grande cielo che è la vita.
La salita non sarà semplice con temporali   di dolore, ma se il primo passo sarà compiuto allora la mente avrà già scalato metà percorso, ed il cuore sarà, finalmente, alle soglie delle porte che condurranno alle sfumature di un arcobaleno.

Vale.

lunedì 20 ottobre 2014

Orche del grande mare

Siamo un po’ anche noi orche del grande mare,
in bilico tra le luci di un tramonto ed il buio di un fondale.
Osserviamo abissi nei silenzi di ogni giorno, nella quiete della notte dove il chiarore della luna appare distante e inverosimile, inverosimile.
Usciamo a volte dalla tela che ci incatena, per respirare il vento e ballare fra le onde in una continua alternanza di prospettive e di cambiamenti ed apriamo le pinne alla speranza, per un tempo senza fine.
Come i grandi pesci del mare ci tuffiamo,  oscilliamo all'improvviso, al di là dell’equilibrio per restare, sospesi nell'attimo di un istante che è sale di un esistenza a bassa pressione. 
Ed io penso:
colui che vivrà nella superficie sarà sempre diviso a metà, vuoto nella sua simmetria
perché non vedrà le luci e le ombre
e non ascolterà i suoni e i silenzi.
L’impatto con la vita sarà un’esperienza sempre più lontana e la forza del grande mare resterà sepolta nella sabbia, dove le orche non potranno scavare.

Vale

                                 

domenica 19 ottobre 2014

Esistono grandi mari, lassù fra le montagne dove il pensiero, nella nebbia, naviga a passo d'uomo, con i piedi ancorati alla vita.

Vale (Foto dai colli 19 ottobre)

domenica 12 ottobre 2014

Attimi dorati 
su sentieri d'autunno
incredibili colori e dolci profumi di ottobre
avvolgono il cuore nei veli di foglie
con gentilezza aprono le porte del sole
a quella che io chiamo 

LA PIù BELLA STAGIONE

Foto che ho scattato nei colli :-)





Vale

lunedì 6 ottobre 2014

Un piccolo piacere dei sensi

foto di aprile dal parco delle ginestre






 
Mi sdraio in un prato e mi lascio cadere nell'erba morbida, questo è sempre un momento di grande emotività che esulta, in parte, un piccolo piacere dei sensi. Fra i fili di erba aleggia una connettività incredibile e tra il corpo ed il verde nasce un contatto, in grado di allentare per un po la tensione e tutto quel carico di pensieri che bacchetta la testa di continuo, rendendola stanca e prevedibile come la trama di una fiction. Ciò che si vede però, una volta indirizzato lo sguardo all'insù, rende libera la mente ed è molto bello, incorporato di espressioni magiche anche nelle piccole parti, nelle piccole cose. Attorno a me tanti alberi, e li sento e mi gusto la loro presenza umile e avvolta da questa calda sensazione mi "riverso" sui rami, e le punte alte nel cielo, allungate ad indicare la direzione di crescita,  incrociate a mostrare una connettività intima priva di volgarità e di qualsiasi altra forma di esibizionismo. Perché la natura è come il pane quotidiano senza il bisogno del lievito, è un aquilone che si alza in volo anche senza vento, perché ha l'asso nella manica e la verità nella tasca. Non fa sconti a nessuno e presenta i conti. Mostra e nasconde, prende e regala. È lei stessa una contraddizione anche quando segue, sempre, una via e muove il suo ciclo. E che fortuna ho io, di accogliere il regalo dolce sopra la mia testa: la connettività quasi paradossale  cielo e terra. La fortuna di osservare ciò in uno stesso quadro, due entità così diverse, eppure appartenenti l'una all'altra come si appartengono  il seme e la terra, le nuvole e il cielo. Come in una foto vedo rami e foglie verdi nuotare in uno sfondo azzurro e limpido, colori mescolati quasi a provocarmi come voglie artistiche su carta bianca. E rimango incantata a fissare il nulla, riparata da presenze paterne quali gli arbusti, e da presenze materne quali i canti dei fringuelli. 
Non sono più lì, a terra. Sono altrove, dove non c'è nome ne pressione, dove la mia anima vola senza giudizio ne direzione,  senza meta da fissare senza ali di cartone. Nessuno a sferzare il mio silenzio di argento, che porto al collo sul petto. Vicino al cuore che non ha paura di sentirsi solo perché anche la solitudine offre un occasione. Nessuno.

Vale

giovedì 2 ottobre 2014

Lontani silenzi

Bussano alla porta degli spazi immensi
tra colori e profumi di autunno
Lontani silenzi
portano il cuore su grandi altezze
e tremano all'instabilitá
giù
lungo le discese erte
dove tutto appare buio ed
coperti da una voce cristallina

accarezzano la superficie di acque limpide
con riflessi di luce che appaiono
sempre più distanti 
dove il silenzio si perde nell'abisso
si sbriciola nel blu.