La solitudine è una compagna essenziale per il mio cuore, è un’amica silenziosa che mi accompagna ai piedi del buio, sulle soglie: tra i ruscelli,nei sentieri profumati di legno,sulla spiaggia di notte,nella luna, nel cielo e nelle sue stelle. Dopo avermi fatto visita si siede con me e aspetta. La pace, la quiete. Vale
venerdì 11 novembre 2016
giovedì 27 ottobre 2016
Pensiero libero
La luce della luna entra dolce nella mia stanza, tra gli scorci della finestra ad illuminare i miei pensieri di notte qualche filo di luce si posa sulla mia pelle,e nel frattempo i miei pensieri volano spiegando le ali alla ricerca di una libertà vana in questa gabbia di folli esistenze che hanno perso il senso delle stelle. Prigionieri invisibili del giorno e degli impegni,di un tempo che ha perso valore,vaghiamo senza meta come zombie dettanti sentenze e convinzioni. E io di questa vita lascio volare lontano il mio pensiero, tutto ciò che mi rimane di adesso e nel lento movimento di un filo d'erba si perderà,nel fresco vento della sera,nel chiarore d'un riflesso nell'acqua calma di un lago montano, e là si sentirà, finalmente,libero.
Vale
martedì 6 settembre 2016
Se tu avessi le mie braccia
Puoi abbracciare tutto il mondo
ma non puoi abbracciare te stesso.
Vorrei che per almeno un secondo
tu potessi avere le mie braccia,
per poterti sentire
per poterti stringere tutto in una sola volta,
ma una volta non basta.
Se tu avessi le mie braccia
ti stringeresti la vita per sentire il corpo,
le mani lungo la schiena per salire
una cascata, che in piena stravolge,
e sui fianchi per scenderla.
Sentiresti il cuore in un orecchio,
dentro alla tua testa
il tuo cuore,
e rimarresti lì, appoggiato in te,
nel tuo petto caldo,
al sicuro, al riparo
ma anche al centro di un uragano.
Le sensazioni ti avvolgerebbero improvvisamente, trascinandoti alla marea, lungo fiumi senza argini.
Vorrei che ti abbracciassi almeno una volta, una, infinita,
perché è questo ciò che è.
Ciò che sei. Ma tu non la sai.
Se tu potessi avere le mie mani, mentre salgono il tuo collo e le tue guance,
quanti brividi sentiresti,
li sentiresti come il cibo nello stomaco quando hai fame,
come l'acqua nella gola quando hai sete,
come il sole nella punta dell'Everest.
Te lo assicuro li sentiresti e basta, senza tante spiegazioni, dai 4 punti cardinali,
da nord,sud,est,ovest,
ovunque dal tuo tocco, così gentile e buono, che manca tanto dal mondo,
che manca tanto dentro di me.
In un tuo abbraccio ti sentiresti molto piccolino, più piccolo di un metro e cinquanta, e ti domanderesti se sei tanto da poter avere tanto. Ti sentiresti grato,e anche fortunato.
Se solo tu avessi le mie braccia per un attimo, saresti te,
ma anche me
mentre ti amo.
Vale
martedì 23 agosto 2016
lunedì 22 agosto 2016
Le persone cattive possono fare tanto male. Ma tanto male devono avere per essere tale. La vita è breve, e ogni giorno ci dobbiamo un sorriso. Amo la vita e amo l'amore e non mi vergogno a dirlo. Le cattiverie sono come il vento, prendi il colpo sotto le macerie ma poi passa e torna la calma, il sole caldo, e la gioia in un piccolo cuore .. povero
Vale :-)
martedì 9 agosto 2016
Il sogno di notte
È un sorso d'acqua in una mano che ha avuto sete di carezze,
sotto il caldo di un deserto arido
è un percorso all'incurvo della duna.
Un silenzio inaspettato,
atteso alquanto controverso
che diventa un pensiero corrugato
mai compreso
mai nato.
In un terreno incolto
è anche pianta rampicante
che avvolge tutta l'anima
e la rilascia nuovamente arsa
sperduta e senza mappa.
E durante una tempesta
il vento sorseggia sabbia accesa
Gialla,arancione,dorata;
poi si muove dentro il vuoto
e comincia a soffiare,
Sconvolge i capelli
Ed è quello ribelle,
ma è anche tutta la testa.
È l'amuleto al collo del viandante
che incanta gli occhi
su quel che sembra una lontana figura.
Forse un volto dal sorriso sofferente.
E così diviene una porta
spalancata all'eden
ma il giardino è così come lo è sempre stato:
solitario,
buio e senza scorrimano
dai contorni celati.
Sembra quasi un salto quantico che viaggia dal deserto al mare senza confini,
è sicuramente un'onda d'impeto
che distrugge tutti i castelli
ma non tocca mai riva.
Rimane lì,
a navigare in un mare
che sembra senza porto,
che cos'è!?!
È un pensiero,
è un ricordo,
è quel che resta del sogno
della notte.
Vale
domenica 17 aprile 2016
La sensazione più bella
La sensazione più bella che può rimanerti nel cuore e nella mente è quando senti ancora le sue braccia scorrere lungo le tue e stringerti in un abbraccio delicato ma intenso, e infinito; Quando ti senti ancora avvolgere eppure lui non è con te in quel preciso istante, ma la sua protezione la senti ancora viva e presente e nei tuoi occhi il ricordo del tuo capo stretto nel suo petto, fra le sue mani come se volessero tenerti loro per sempre. In quei momenti ti senti la testa come se fosse al riparo dal ghiaccio e dai pensieri e tutto scompare. Voi due, e la vostra forza nello stringervi sfocia in una unione di due corpi che diventano uno. E le parole e le spiegazioni non servono più, cosi come le tante cose futili che usi nei rapporti con le persone. Il vostro silenzio complice diventa il vostro riparo dalle intemperie e il senso del viaggio. Diventa il vostro abbraccio infinito, ed è quella la sensazione più bella che puoi provare nell'amore. Poi l'abbraccio ti rimane addosso più del suo profumo. Questa secondo me è la vita fatta a momenti, da assaporare fino in fondo, e nella tua solidità improvvisa godèrti ancora le sue mani e il ricordo che hai di lui.
Sono consapevole che, nel corso del tempo molte cose potranno cambiare, in quanto la vita o meno per quel che no sto cercando di capire è fatta di molte fasi e di cambiamenti continui. Tutto ciò è importante e non ne tolgo valore ma in molti sanno che le trasformazioni possono anche fare male. Il tempo ci potrà togliere lucidità, anni ed occasioni, ma non potrà mai togliere ad un cuore innamorato (un grande libro) un ricordo che è scritto fra le sue pagine. E basterà semplicemente aprirlo per riscoprire quelle sensazioni ed essere abbracciati ancora e ancora, ricordando però, ad entrambi i due nomi, di non lasciare il libro alla polvere, o peggio, calpestrarlo al fango dimenticando la favola che racchiudeva....
Penso: Non è poi cosi difficile vivere bene se tutti quanti rispetassimo i sentimenti dell'anima e ne avessimo la giusta cura. Ma oggi sono più importanti le custodie dei telefonini, ma io ci credo ancora e sto con una persona d'oro che spero continuerà a crederci con me.
Vale
lunedì 4 aprile 2016
Con lei la primavera
Può succedere. Dico io. Di sentirsi cosi. Di non esserci più. Non so da cosa derivi, ma succede. Succede qui o dove?
Ci sono volte in cui le parole non riescono più ad esprimere il flusso del nostro cuore, che come un mare in tempesta, s'infrange su scogli di pensieri, tormenti, paure e dubbi carichi di gusci di razionalità. E come una conchiglia ti ritrovi a navigare, perdendo la sponda a cui tanto ti eri aggrappato. Non scompare, perché la vedi ed è presente, eppure, la perdi all'improvviso chiudendoti in te come se fosse tutto ciò che ti rimane. Ed è proprio questo il cammino segreto. Quando tutto diventa sbiadito, e i contorni perdono la loro delineazione, è in quel momento che affondi la mano nel dipinto e la tua forma si muove, muta, cambia, cresce. Sono questi i momenti in cui il tuo cuore, il tuo sentimento e la tua razionalità si mescolano creando un quadro che non è perfetto. E tu, da fuori, sembri il pittore osservatore che se ne sta in silenzio, che sembra quasi auto-osservarsi rendendosi conto di ciò che ha davanti senza davvero conoscerne il senso. E sai che è sbagliato mescolare il tutto. Sai che ciò che si muove non è la fiamma, ma la cera, sai che non sei fuoco ma il risultato sciolto di troppe cose, sei la parte bruciata che si muove e che spera ingenuamente di tornare ad essere. È proprio in questi momenti che prende nuovamente strada la ricerca, che si mette le scarpe e continua il suo cammino segreto, personale ed intimo In cui nessuno può entrare perche chi ti ama davvero, può bussare, può allacciare la sua scarpa e partire con te, ma non può mettersi i tuoi piedi. Quante volte pensiamo di avere diritto? Troppe. Troppe volte vorremmo entrare nelle persone, per cercare di comprenderle. Ma non ci sono metodi, perche il metodo non è metodo. È un incrociare il cammino, è uno scegliersi a vicenda, per strada, osservandosi in silenzio, da lontano da vicino, ma mai legandosi a lucchetti dai quali non possiamo più liberarci ma a volte ne siamo dipendenti. A volte abbiamo quasi bisogno di sentirci cosi stretti. Ma questo non rispetta l'amore. Non rispetta il rispetto. E allora ti sleghi per un attimo scorgendo il vento liberatorio che ti trasporta nei meandri dell'essere, dell'amore vero verso il proprio cammino. E chi comprende questo comprende se stesso, e chi addirittura arriverà ad amarti cosi, sarà il sole danzante sopra la collina, il fiore aperto alla primavera, il canto dell'usignolo lungo il cerchio dell'arcobaleno. Chi saprà amare, non cercherà di capire, ma smetterà. E in quel momento ti vedrà come fosse per la prima volta, ti sentirà come mai prima d'ora e ti ascolterà mentre tu percorri il sentiero di terra fresca.
Può succedere di ritrovarsi in blocchi emozionali, di non sapere quale sia la strada da prendere che conduca al senso delle cose, alle certezze tanto attese e improvvisamente diventi freddo nelle relazioni. Non sai più dire un ti amo alla persona amata, non sai più quali siano le tue paure, i tuoi sensi perduti, le lacrime che hai versato e il dolore che hai cercato di fare scivolare via. Non sai più perche diventi il ghiaccio di primavera. Sono momenti particolari ai quali non sai nemmeno dare un nome, ma succede di sentirsi cosi a volte e non lo sai spiegare. Non sai nemmeno tu che cosa si cela dietro la tua insicurezza. E non sai spiegarlo, a nessuno, che cosa senti realmente. Sembra quasi uno trasformarsi di stato, di forma. Un mutamento necessario che non va sciolto, mentre aspetti qualcuno che resti ad ascoltare, che resti ad aspettare con te il sole e che ti dica non temere. Non è colpa. È il corso naturale, perché è questo quello che senti, lieve. E nel frattempo il tuo blocco rimane in piedi e sei sola mentre cerchi di amarti.
Con difficoltà a volte, per la paura che non va piu via, per la fiducia che ci lascia da soli, che vorremmo ma che ci tradisce. Per la paura del futuro e l'unico grande pensiero che si riesce a fare è quello di non meritare, di non saper amare abbastanza,di fare male perché schiacciati da cosi tanti boschi bui personali. Ma non saremo mai distanti dal nostro sentiero, la ricerca di noi stessi sarà per tutta la vita.
E se vogliamo stiamoci accanto possiamo aspettare insieme il sole caldo, con la stessa speranza di non restare bruciati al freddo da questo nostro viaggio.
Stai con lei, per lei è una nascita, e con lei la primavera.
Vale
martedì 23 febbraio 2016
Piuma nel vento
volando prende spazio in un sogno e si posa su di una panchina,
Sola e leggera,
aspetta l'indomani
in un altro luogo,
perché un amico è un porto sicuro con cui parlare nel silenzio,
e la piuma un indicatore del flusso del vento
lunedì 30 novembre 2015
L'alba
domenica 1 novembre 2015
I quattro rabbini
Questa è la storia dei quattro rabbini,che secondo me invita a una lunga riflessione. Molto più di una storia, dal libro "donne che corrono coi lupi" la riporto qui:
"Una notte quattro rabbini furono visitati da un angelo che li risvegliò e li condusse alla Settima Volta del Settimo Cielo. Là contemplarono la sacra Ruota di Ezechiele.
A un certo punto della discesa dal Paradiso alla Terra un rabbino, avendo veduto tanto splendore, perse il lume della ragione e vagò senza meta fino alla fine dei suoi giorni. Il secondo rabbino era estremamente cinico: <<Ho semplicemente sognato la Ruota di Ezechiele, ecco tutto. Nulla è davvero accaduto >>. Il terzo rabbino continuò a pensare a quanto aveva visto, perché ne era ossessionato. Teneva conferenze e non avrebbe mai smesso di raccontare come il tutto era costruito e quanto significava... e così si smarrì e tradì la sua fede. Il quarto rabbino, che era un poeta, prese un foglio e una penna e sedette accanto alla finestra a scrivere una canzone dopo l'altra, lodando la colomba della sera, la sua bimba nella culla, e tutte le stelle del cielo. E visse la sua vita meglio di prima."
lunedì 26 ottobre 2015
Sogni di altri mondi
Non saremo più pietra, ma anima e corpo in un unico fuoco, agli albori della vita. L'anima potrebbe finalmente sentirsi a casa e mai più in pericolo ma questi, forse, sono solo sogni di altri mondi.
Vale
lunedì 12 ottobre 2015
Come pietra
mercoledì 16 settembre 2015
Paura e sofferenza
Ovviamente ci sono diversi dolori , i quali ognuno con caratteristiche che andrebbero approfondite in maniera diversa. Il dolore di per se non è bello eppure se abbiamo un lato positivo dentro di noi riusciamo quasi a trovarne uno scorcio essenziale. Come si può riconoscere il senso del benessere senza soffrire un po, e la felicità senza attraversare un po di dolore ? Una frase di cornice ma un pochino fa riflettere. Ci sono poi alcune definizioni interessanti riguardo alla salute, cos'è davvero? Chi ha definito il termine "salute"? È sempre "valido"?
Qui si apre un mondo di cose, consiglio di leggere tanti libri al riguardo che sono davvero costruttivi. Magari riproduco qui una delle cose che mi è successo di trovare riguardo alla salute, a grandi linee diceva cosi:
"Un uomo può definirsi sano quando non è malato, un uomo ritorna in salute quando la malattia cessa, perciò la salute non può esistere senza essa" questo fa pensare un bel po, non trovo del tutto sbagliato queste frasi (che ho riscritto secondo ciò che ricordo) che mi riportano alle porte di un pensiero su cui credo cioè che in questo mondo ogni cosa è collegata e che spesso una non può esistere senza un'altra. Ora non vorrei essere linciata per questa affermazione, ne sento di dare una medaglia al dolore ma penso che sia molto importante sentire la sofferenza che ci accade, non nascondiamola, non sopprimiamola per una vergogna ma soltanto siamo un attimino più consapevoli di quello che siamo. Il problema è che spesso diventiamo delle pecore nere e magari con le dicerie di oggi portiamo anche sfortuna a chi ci sta intorno. Ma la domanda che mi sporge spontanea è: CHI CI STA INTORNO?
Forse qualcuno che non riesce sentire le vibrazioni giuste, che no sa ascoltare le onde che emaniamo nel silenzio. Forse qualcuno che la sfiga ce l'ha nell'arroganza di sapere tutto di tutti. Allora forse sono queste persone che hanno bisogno di un po di sofferenza, non intesa come male, ma come momento, ed esperienza, da vivere ,che può regalare un nuovo paio di occhiali permettendo una vista più estesa delle cose. Non è sicuramente semplice trasformare una sofferenza in un'esperienza importante da custodire ma a volte non restano altre soluzioni, e per questo motivo ci spingiamo un po oltre.
Per qualche tipo di esperienza vissuta mi sento di dire che lo stress fisico quando va oltre i limiti corporei può spalancare dentro di noi grandi vuoti e luoghi misteriosi dove i sensi si affinano, diventano più attenti, dove dentro di noi si sviluppano forme astrali così primitive, così selvagge e così spoglie da portarci direttamente al centro di quello che noi siamo. C'è proprio un momento in cui il corpo affaticato spinge a una trasformazione, e avviene tutto in modo molto naturale e spontaneo, come quando sbocciano i fiori, o la farfalla esce dal bozzolo. È come se la sofferenza d'improvviso cominciasse a smantellare tutti i pensieri e le paure inutili e in quel momento l'unica meta a formarsi nella testa sia una fine, la fine di quella sofferenza, un porto sicuro dove riposare, ma non si vede la fine di tutto quel grande mare in tempesta. Cosi non ci resta altro che sopravvivere e per farlo, si diventa amici del nemico. Passare tanto tempo in uno stato di zona rossa porta ad ascoltarlo, ad entrarci dentro e viverlo a contatto diretto per conoscerlo, capirlo, per imparare ad amarlo. È difficile da spiegare e non posso dimostrare come accade a parole, ma succede. Succede e basta. E d'improvviso ci si ritrova più coscienti di se stessi. È una sensazione unica, un contatto con la vita unico e prezioso e poco conosciuto, magari spesso sottovalutato. Penso comunque che ognuno debba provare a cercare, per trovare una connessione con la propria anima attraverso il mezzo che ritiene più opportuno. Almeno una volta, provare ad incontrare se stesso.
La sofferenza può, a mio modo di vedere le cose, trasformarsi in una chiave di vita importante quanto difficile da comprendere. La paura fa altrettanto, come campanello d'allarme ci avvisa che stiamo entrando in zone buie non conosciute,ci sbarra la strada come sasso e macigno. Ma senza di essa non potremmo mai dire di essere riusciti a camminare oltre.
sabato 29 agosto 2015
Il sole della notte
Ci sono notti bellissime in cui mi prendo dei momenti per accarezzare il mio cuore e sentirmi, e mentre guardo la luna costruisco intorno a me uno spazio tutto mio cosi importante tanto intimo e sincero da farmi sentire piccolina in questo spazio immenso di Cielo. Sono momenti importanti, spazi di profonde sensazioni che non hanno nome ne racconto, attimi di musica dentro di me. In questi momenti ho l'occasione di accogliere la mia solitudine, di sentirla e di farle uno spazio nella sedia in cui siedo perché lei è l'unica amica che non mi abbandona che di me non ha paura. Questa mia solitudine dolce mi fa sentire unica in contatto con un universo che mi osserva e mi lascia sospesa in un vuoto che è come vibrazione. Il cielo sembra un prato blu e le stelle i fiori che danzano, tutto sembra prendere parte a un movimento che è dolce quiete. I pensieri non fanno più rumore, il corpo è immobile nella sua danza mentre l'anima vola con le sue grandi ali intorno al suo silenzio. Molto spesso in questi momenti un viaggiatore si rende conto che la via delle stelle e delle nuvole della notte non è paese, non è autostrada trafficata ma direzione che porta all'unicità dell'essere, al suo cammino senza confine strappando via quei cordoni ombelicali terreni che legano alla disperazione. L'uomo negherà di averne perché egli crede che tutto va bene, che tutto va come dovrebbe andare come se la vita fosse un grande dizionario dove ad ogni parola e a ogni situazione esista una pagina correlata dove vengono spiegate le istruzioni e il senso. L'uomo difficilmente andrà oltre perchè il buio della notte,che nessuno ha mai potuto insegnarci, spaventa anche il più intrepido dei viaggiatori. La paura della paura a volte è più forte del coraggio ma con la giusta calma e la giusta quiete anche il cielo con le sue nuvole potrà essere scalato. Non esistono cammini senza meta ne montagne senza cima. Questo è il mio pensiero importante perché spiega che ad ogni salita , dopo tanti passi e dopo tanta sofferenza ci sarà un punto di arrivo in cui si potrà finalmente stringere la mano a se stessi, a quello che siamo e siamo stati. Nel frattempo, i nostri occhi lucidi di emozione si aprono alla luna piena,rimasta a ricordarci che anche lei è luce, è il sole di una notte .
Vale
venerdì 31 luglio 2015
Capire chi siamo
A volte deludiamo le nostre aspettative ed ecco che ci facciamo male, ci scontriamo. Ma noi non dipendiamo da esse, noi dobbiamo imparare ad essere felici per i colori che ci portiamo addosso. Ma non è sempre cosi semplice. A volte ci sentiamo puntare il dito contro. Veniamo scambiati per armi, ma non lo siamo. Siamo solo due persone che si sono avvicinate, due persone che si vogliono capire. Ma questa è l'impresa più grande di tutte, la meta irraggiungibile dettata dall'amore . A volte pretendiamo di essere capiti. È un errore, per come la vedo io. A volte non è solo una meta ma è anche un percorso, quando qualcuno ti tiene per mano e decide di creare un'unica strada, un unico sentiero passo dopo passo, ecco che lì, accade la meraviglia, momenti di rara follia in cui decide di ascoltare il tuo cuore e di accompagnarti sulla strada della verità rifiutando quella della menzogna. Solo allora capirai, senza avere chiesto nulla, che x un attimo, qualcuno è riuscito davvero a capire capire chi sei, senza che tu debba elemosinare una parte di te.
Senza che tu debba chiedere la verità.
giovedì 2 luglio 2015
martedì 9 giugno 2015
Cristalli
Qualche volta piango lacrime silenziose e io non so come poterle trasformarle in meravigliosi cristalli da donarti , ma posso spargerle al vento della speranza, aspettando il momento in cui esse ti accarezzeranno fragili lo spirito, per svegliarti con dolcezza nella prima luce tenue del mattino .
Per te che ascolti le mie paure non troppo vicino da sapere che ogni flusso di pensieri, come acqua, nasce da una sorgente, da un briciolo di segnale colto , forse, male.
Vale
mercoledì 20 maggio 2015
Temporali di silenzi
La società? una brutta bestia che ti condanna all'infelicità in una strada con impronte standard, e dove le radici sono lontane dalla terra e i piedi non hanno forma.
C'è chi si porta dentro questo silenzio e questa voglia assidua di incontrare, se stessi, in giorni senza regole e in giorni senza vincoli,lasciare l'idea di una vita di vetro con relazioni,modi,stili ed azioni sempre uguali e ... normali. Questo è quello che ci insegnano: a essere normali.
Ma non si può , se si è ribelli una parte di se è già in cammino,una parte di se è consapevole mentre l'altra è disfatta e ha paura, tanta, di rinascere.
Un circolo di ideali ci è stato imposto senza fare rumore e poi succede che, nel temporale di maggio, il dolore ci chiama e noi non possiamo fare altro che ascoltare, e sperare , in un coraggio che non ha eguali .
Vale
Un giorno la paura bussò alla porta,il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Goethe)
mercoledì 15 aprile 2015
Un fiore di papavero
nel campo del silenzio

annida stati emotivi lontani dal tempo e
si conserva nel buio,
solitaria e selvatica
Rimane il sospiro lungo un filo
d'un ricordo di anime vicine e
il sole in un istante
porge alla mia mano
quello che è stato,
un fiore di inchiostro e di intenso
nel campo dei papaveri di primavera
Vale
giovedì 26 marzo 2015
Eremo
Ogni respiro una goccia terrena
sei Tu, il suolo
e il sentiero di questa valle,
l'Eremo d'amore
che sovrasta imponente
le pietre .
venerdì 27 febbraio 2015
Strepitosa..
Ho trovato questa frase che per me è bellissima, e vera :
"Se deicidi di innamorarti di me... Fammi ballare anche se non c'è musica"..
Strepitosa..
Le persone vicine ci fanno dono a volte di questa, bella, musica, e siamo tanto fortunati. Dovremmo però ricordare a noi stessi di aiutarci per creare il ritmo perfetto e diventare così meraviglia dell'universo.
Dovremmo tutti ballare.. Danzare all'amore..
Come ci comunicava Osho "Fa semplicemente qualcosa che genera in te una canzone e crea un ritmo, intorno a te, di celebrazione."
Grandi parole.. E a volte bastano davvero piccole cose, per sentirci bene, a volte basta una sfida con se stessi o una strada su cui correre, liberi.
Vale
venerdì 20 febbraio 2015
Sospiro
venerdì 13 febbraio 2015
QUELLO CHE NON SAI
mercoledì 4 febbraio 2015
Sui cigli di notte
lunedì 26 gennaio 2015
mercoledì 21 gennaio 2015
Il Porto
Ricordo come un saluto la vibrazione, che io misi, poi, nel bagaglio e suonava così:
lunedì 19 gennaio 2015
Un nulla totale
L'essere umano ha un potere sicuro: si costruisce una gabbia con ferro invisibile. Mette in tasca la chiave, entra dentro. Sconfitto dal nulla resta lì. Poi in attesa. Di cosa. Di nulla. non si sa di preciso.
Vale.
sabato 17 gennaio 2015
lunedì 12 gennaio 2015
Gabbiano libero
Tu non sai di contenere il mare ed il silenzio e che nel volo del vento, tu sei gabbiano libero.
Vale
(vecchie frasi incomplete che avevo scritto e mai pubblicato)
domenica 11 gennaio 2015
domenica 4 gennaio 2015
Pensieri d'inverno
Ci sono sogni nella notte che fanno male e il freddo avvolge improvvisamente tutta la rugiada, e nel mattino dopo, gelandola. Così perde, il suo riflesso caldo e svanisce, lentamente lasciando spazio a fredde e dure impressioni di vuoti di grigio e di azzurro cristallino che tingono le lacrime, di un gelo ardente come un tramonto che è distante.
Vale
Vento
Ci sono pensieri tristi a volte che sbiadiscono l'orizzonte davanti e gli occhi non vedono la luce, e così il richiamo del vento si fa strada sempre più intenso, tra le vie di un ricordo di notti sepolto e sbiadito dal tempo
Vale
domenica 28 dicembre 2014
Preghiera
Sui muri di dolore
gli schianti di lacrime in polvere
nella gabbia.
Mio universo che hai udito e
mi hai mostrato il tuo potere
dalle mani tue pulite nasce il senso del mio cuore.
Lui è salvezza dalle mie paure
salvezza dentro di me,
è la mia preghiera.
martedì 23 dicembre 2014
ALI DI UNO STESSO GABBIANO
martedì 16 dicembre 2014
Tutto ciò che è lui
domenica 14 dicembre 2014
Il cielo del12 dicembre
martedì 9 dicembre 2014
La paura
[È sempre la paura il sentimento che si oppone al nostro risveglio: la paura di essere autonomi, la paura dell'ignoto, la paura di perdere il proprio ego, la paura della responsabilità. Eppure, per colmare il divario, per raggiungere l'altra riva, è necessario affrontare l'abisso; e questo non può essere fatto se non si eliminano i mille timori che ci accompagnano nell'attraversamento. Il coraggio è indispensabile sulla Via della liberazione, come, d'altronde, in tutte le imprese fondamentali della vita. Come recitano dei versi di Wu-men, si tratta di "Camminare sul filo d'una lama, correre sulla cresta del ghiaccio, non preoccuparsi della scala, lasciare il sostegno sul precipizio."]
... Quante volte la paura blocca e nega la vita
Poi quando apriamo la mano e la guardiamo per un attimo, ci accorgiamo che restano poche scintille di coraggio, e prevalgono tante polveri di paure e di timori che lasciato segni neri sulla pelle. Il tempo alla fine, porta via tutto come vento.
Vale
domenica 7 dicembre 2014
Il volto della luna
lunedì 1 dicembre 2014
L'amicizia oltre
Mi capita di rivedere volti, nella notte, di amici che sono e sono stati, e di pensare che cosa ci abbia portato a dividerci nel tempo, alcuni motivi sono chiaramente evidenti, altri no, ma tutti lasciano un po di amaro in bocca e rimangono costantemente senza un PERCHE'. Divento matta se continuo a cercarlo, oh si... Perciò rimango immobile,tante volte, dentro a un ricordo galleggiante. Infine ciò che rimane del e nel tempo è proprio e soltanto questo: un RICORDO. Le persone se ne vanno, il fisico scompare, le voci i sorrisi le mani se ne vanno... A volte mi prende l'istinto di tornare ad esserci ,esserci per molte persone, parlo in senso fisico, di ritornare con la mia presenza sperando di nuovo in uno scambio costruttivo. Ma poi lascio, passo oltre. Non si può tornare a quello CHE E' STATO, lo sanno tutti, il passato non può essere futuro (frase che troviamo spesso nei cioccolatini). Ma c'è una cosa importante da dire: una vera amicizia va oltre il tempo, va oltre a quello che succede qui e ora. Il segreto è proprio questo. Nel silenzio di ogni giorno, da lontano, il cuore riscalda una piccola parte di pensiero e di sentimento. E come dire: tu non sai che ci sono amico o amica mia, ma sono QUI. Non lascio. "Perdo la parte materiale di te, la presenza fisica (se così vogliamo chiamarla) ma non perdo l'essenza." Quando il cammino di due persone è destinato ad incrociarsi non può svanire l'effetto dell'amore. Due amici si amano. Ci sono diversi modi per dimostrare un affetto, ma quando il percorso finisce non è più necessario "fare slogan all'amore". L'impronta svanisce dietro di se, più si avanza, più diventa lontana e sbiadita, ma nessuno passa a cancellarla. Nessuno ha tale potere, o diritto. La strada è tua, ed il terreno su cui sondi è TUO PER SEMPRE.
martedì 25 novembre 2014
Aspettando te.
Sono qui tra me e me, nel reparto ospedaliero in piedi sulle mattonelle di un pavimento abituato alle impronte. Sto aspettando mia sorella in visita per il suo bambino, quello che tiene dentro alla sua pancia e che si muove senza fare rumore, che respira senza aria, quello che ascolta senza vedere e che vede senza ascoltare ed è quello che i suoi spediti battiti li fa sentire in una cornice di pensieri che da qui a qualche giorno tamburellano la testa di noi amici e parenti rimasti ad aspettare il suo prezioso arrivo.
"Fra quanto nascerai piccolo? Sembra tutto così strano sai, pensare di averti qui, di vederti con occhi veri e lucidi, di pensare alla tua vita... a dove tutto comincia. questa cosa mi manda fuori di testa, mi chiedo: ma come fanno? Come ? Tutti quegli infermieri, con i loro lunghi camici bianchi intoccabili, e dico bianchi, che svolazzano di qua e di là, con passi spediti, senza sguardi persi ne distrazioni, solo e ancora passi spediti e marcati in questo enorme pavimento di silenzio. E mi chiedo come fanno... Ad abituarsi a tutto questo. Sai, io non ci riuscirei. Dico no non ci riuscirei a vedermi passare sotto il naso tutti questi universi in miniatura. Non ne ho il coraggio ti direi, di abituarmi. Proprio no. Ti dico... Ricordo quando è nato tuo fretello 4 anni fa lo ricordo ancora bene, io prima di quel momento non sapevo cosa fosse un bambino. Si ok, li vedevi passare a manina con gli adulti o li vedevi piangere da lontano i bambini, ma non sapevo che cosa fossero. Poi è nato Tommaso... E ho capito tante cose. Ora arrivi tu e il mio bagaglio diventa più grande. Ti amo come fossi mio figlio lo sai questo...
Sai la vita scorre... furiosa... ancora prima di accorgertene e ti sentirai vecchio, un giorno. Ma non ti spaventare. Non devi avere paura... non devi avere catene... non farti prigioniero di te stesso. Vorrei tanto dirti sottovoce che l'orizzonte di fronte a te è infinito, e che tu, sei infinito. Vorrei dirti che la vita e facile e non fa domande ma in questo caso non ci credo nemmeno io. Vorrei dirti tante cose ma non sono tante, sono poche."
Ore 10.44 "sai... Mentre scrivevo queste righe, è uscita un'infermiera e mi ha chiamato dentro. Da te. Ma tu ancora sei nascosto. Sono scesa a prendere le valigie. Lo so che giochi, e ti diverti. Non avere paura. Questo potrebbe essere il tuo giorno... E le mie mani non smettono di tremare. Sono qui da sola eppure sento un mondo attorno a me, sento che tutti ti aspettano con il cuore in gola. Dio, che momenti. Mi riesce a scrivere per allentare un po di tensione... Non voglio darla a vedere, perche voglio essere forte per la tua mamma. Eppure lei è in lacrime. Dentro lo sono anche io. Oh si che lo sono. Non so dirti pero il gusto che hanno, non è dolore, non è gioia... sono e basta. Sono li, in bilico per te.
Ti stanno aspettando. Piene.
Senza riserve.
Forza."
La tua zia.
martedì 18 novembre 2014
L'OGGI SENZA RITORNO
È arrivato lui. Sono arrivata io.
Oggi, sono stata nei colli con il mio gruppo escursionistico, ben 10 ore in uno continuo scambio di
Vale
| Monte Vendevolo. Spettacolo senza confini |
lunedì 10 novembre 2014
Mi chiedo
Vale
...
Vale
giovedì 6 novembre 2014
Correre nella pioggia
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| immagine dal web |
disarma,
distrugge
ogni singolo muro di cemento costruitosi attorno con violenza da tanto,troppo tempo ormai. Il corpo trema dentro alle barriere perché lo sa: è nudo e fragile e solo. Sente il bisogno di scendere dall’auto, dal quel confortevole “sedile” che per tanti anni ha privato l’uso delle gambe. Così, dal grigio di lassù, dove attorno le nuvole preannunciano la pioggia, il richiamo scende sulla pelle così come scende la prima goccia sul viso e sui vestiti ancora asciutti. Cade Lieve e gentile, ad ogni passo sempre più intensa ma mai pesante, accompagna la corsa libera di chi parte in compagnia e arriva in solitudine tra le strade desolate, fra i campi circondate, dove sotto ai piedi la resistenza dell’asfalto scorre veloce e, fuggono i pensieri in un passo dietro all’altro a liberar la mente, bisognosa di quegli spazi aperti ma pieni, di voci silenziose. Questo è il messaggio segreto della vita che tocca il cuore, quando arriva a conoscere realtà sconosciute e nuove. Ora, soltanto il rumore delle gocce dove tutto scompare e loro si infrangono, si dibattono a terra e sì, ballano, senza costumi e senza scarpette. Trasparenti come il sentimento che dà alla corsa. E quante volte, quante volte, nei piedi una direzione senza meta porterà, insaziabilmente, sugli spazi immensi e complicati dell’anima. Correre, correre e correre con le braccia aperte alla pioggia dove lo sguardo sotto i capelli bagnati tocca il punto che non c’è, dove il fuoco e la sua brace sciolgono dal freddo, dove anche il vento accarezzerà un cuore di cemento.
Dove anche il cielo piange senza velo.
martedì 4 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
La ricerca
Prima di dormire esplodono i pensieri, mentre tu rivedi i giorni in uno scorrere del tempo incessante, dove il meccanismo appare sbiadito e confuso in un istante che, marcato come in una vecchia mappa al tesoro, rilascia le tracce di chi è partito con te e di chi, scava a fondo, con le mani nude, la terra che racchiude il tesoro.
E durante la ricerca mi accorgo che quando, prima, il mio cuscino asciugava le mie lacrime perse, ora non può che ammirare da lontano il mio lieve sorriso che scriverà indubbiamente nella tela una lezione argentea:
"non può finire una cosa che non ha inizio".
Pensiero importante quanto l'oro.
Vale.









