Buonanotte a chi si sente come le nuvole ... vicine alla luna ma cariche di pioggia ..
Vale
La solitudine è una compagna essenziale per il mio cuore, è un’amica silenziosa che mi accompagna ai piedi del buio, sulle soglie: tra i ruscelli,nei sentieri profumati di legno,sulla spiaggia di notte,nella luna, nel cielo e nelle sue stelle. Dopo avermi fatto visita si siede con me e aspetta. La pace, la quiete. Vale
Quando le parole non bastano
appoggio il mio viso nel tuo viso,
in quel piccolo angolo che sento solo mio,
un angolo dove io mi incastro alla perfezione,
un angolo così caldo da ricordare un focolare d'inverno ma in qualunque stagione,
e lì,
tra la tua pelle e le mie labbra,
ci appoggio il mio respiro...
e tutta la mia vita.
Vale
Ci sono momenti difficili da decifrare in cui il cuore viaggia da solo e come un intrepido viaggiatore di mare su cui incombe una tempesta si lascia trasportare dalle onde e dal loro flusso agitato che gli fa quasi venire paura nonostante sia spesso abituato. E in quei momenti un viaggiatore può pensare di avere ben stretto il timone della vita e ritrovarsi poi invece in preda a direzioni non prese,a onde troppo grandi per guidare la vela. Succede cosi a volte nonostante le cose belle della vita, succede di ritrovarsi in momenti in cui un pensiero viaggia nella sua solitudine e viaggia quasi inerme difronte agli imprevisti della vita. Ma a volte ritrovarsi in mari agitati può bagnare pezzi di noi che a volte pensiamo di non avere, o non ascoltiamo abbastanza, a volte la cosa piu giusta da fare è farsi trasportare dal vento in serate come queste, ventilate,che stanno annunciando nuvole scure e pioggie imminenti. Il vento sa trasportarti in luoghi lontani e sicuri, in campi di grano bagnati dal sole dove tutto funziona al contrario, e i pensieri tristi svaniscono finalmente soffocandosi in spighe di per se sofferenti e cariche di emozioni, emozioni ancora più grandi della tristezza, che non sono ne bene ne male, ma sono in un mezzo indefinito, a metà tra quello che si conosce e quello che non si sa.
A momenti volti e pezzi di sorrisi riaffiorano,ricordi di persone che sentiamo vicine nonostante gli occhi non si incontrino, sono scudo protettivo del nostro divagare fragile, e a volte ci illudiamo di non essere soli,di avere altre anime in viaggio nel nostro vento. Ma se guardi bene scorci soltanto le stelle, e il profumo della notte, i grilli lontani a cantare e altri suoni indefiniti che vibrano nell'ombra. Quelli sono gli unici veri presenti in queste notti da viaggiatori, piccoli esserini che chissa a chi mai stanno dedicando il loro canto e la loro esistenza.
E allora succede di capire che i problemi quotidiani, non sono nulla,non sono niente di veramente reale,sanno soltanto strapparti via alla felicità e ti portano ad ascoltare in maniera più attenta. E di questo forse dovremmo ringraziare. Forse dovremmo ascoltare di piu anche le nostre emozioni, accettarle, e cantare in silenzio come i grilli nella notte.
Vale
Guardo le luci sfumare laggiù
mentre scendo dal monte,
le luci della pianura,
una leggera foschia davanti ai miei occhi
toglie l'ancora alla mia mente.
Sembra d'essere quasi a penzoloni su di una roccia,ad osservavare da lontano
un mondo grande
fatto di storie e di luci
di menti che vanno
di ninna nanne e di baci
di amore e passione
e purtroppo, anche di dolore e di solitudine
e di quest'ultima
mascherata spesso di bugie.
E poi m' immagino la musica,
dolcissima,
che mi accarezza da quel punto alto del monte,
la ascolto mentre si intona col vento.
Immagino tante cose,
piene ma fragili come un cristallo e andrebbero tenute al riparo
ma lentamente scivolano e traboccano come acqua fuori dal vaso.
Ora gli alberi che mi coprono il panorama,
fungono da tappo,
e io mi accorgo che non sono veramente nelle rocce dei monti
ma ancora in auto mentre scendo,
e cerco di scorgere tra gli spazi dei pini le luci,
per tornare dov'ero,
dove mi sentivo esplodere,
dove anche il cuore aveva il fiatone.
Aspetto.
E finalmente le rivedo,
case vive!
Come piccole stelle in un cielo nero brillano,
il terreno di notte
appare buio, proprio come un cielo
e quelle luci non possono essere altro che stelle.
Sempre belle,
calde ma piccole
lontane ma vicine,
tanto vicine da potermi quasi abbracciare.
Io sono al sicuro mentre le osservo da qui,
quasi non appartengo più a loro
quasi dimentico di avere una casa,
quasi il mio cielo diventa un altro.
E in questo momento mi chiedo cosa possa essere questa cosa che provo
negli angoli più profondi del mio cuore.
Osservo soltanto con occhi brillanti,
questa emozione.
E il tempo sembra fermarsi.
Tempo..ingannevole,
che scorre veloce. Troppo veloce.
E di nuovo scivola via tutto in un secondo.
Le luci della pianura via via scendendo si fanno sempre più grandi,
mi sto avvicinando,
ed io capisco di stare a tornare ai miei giorni
lasciandomi alle spalle questo momento d'incanto
in una notte pienissima di cose belle,
reduce dal sole di giorno che batteva
sul canto degli usignoli,
e le vallate a sorridere
e l'autunno che imprimeva i colori del fuoco
nella pelle e nel cuore bambino.
Lassù nelle montagne mi è stato concesso di vivere.
E ora sto scendendo
tornando a sentire il rumore dei pensieri
perdendo le stelle del cielo e della terra
e avvicinandomi sempre di più
a questa luce fatta d'uomo
che adempie fedelmente al suo compito
di igannatrice benevola
promettente stelle di luce
ma che il piu delle volte rilascia la polvere
e l'amaro di qualche delusione.
Ma noi intrepidi
continueremo a viaggiare,
su nei monti
tra le dolci curve delle emozioni
guardando dall'alto le luci della pianura
sognando.
Valentina
Qualche volta mi capita di ripensare alla mia infanzia dove passavo notti ad osservare il cielo da quel posto che per me è stato scudo protettore per molti lunghi anni ovvero la finestra di camera mia, nella mia vecchia casa. Ancora oggi mi capita di ricordare quel piccolo spazio quadrato con nostalgia e profonde emozioni che nessuno sa e che restano impresse come tatuaggi nella pelle del cuore. Ho passato tanti bei momenti nella mia solitudine mentre il mondo fuori festeggiava il nulla dei giorni con estrema convinzione di avere tra le mani la felicità e la spensieratezza di quegli anni giovani. Eppure nonostante la normalità di questo avendo quei 14 anni nudi e malleabili io continuavo a chiedermi perché al suono roboante di una discoteca preferivo il silenzio di una natura che in realtà suonava brani inediti con il cinguettio degli uccelli del giorno, del soffio delle nuvole, del fruscio del vento tra gli aberi, del tichettio delle stelle nel buio più cupo del cielo, e di quel bellissimo ed eccezionale momento in cui il temporale arrivava nelle sere d'estate portando con sè il taglio netto dei tuoni e dei rombi del cielo che sembrava in procinto di piangere. E allora in quei momenti mi sentivo diversa perché in lontanza tutti chiudevano le finestre ed io non aspettavo che quel momento per aprirle e per farmi travolgere da quel pianto che pareva portare con sé tutta la forza della terra e così piena di emozione che sentivo esplodere la vita come un brivido lungo le braccia,il collo e la schiena. E poi, in quel profumo d'estate io mi perdevo. E ancora mi domandavo perché non ero nel negozio di cui tutti parlavano dove vendevano l'ultimo Chanel che pareva essere importante per certificare il sesso che portavo. Io preferivo l'odore della pioggia caduta che sapeva di vero. A volte ho odiato la mia sensibilità perché non riuscivo a fare tutto quello che facevano le mie coetanee con la loro voglia di parlare con tutti. Io restavo in silenzio e mi piaceva ascoltare. Non parlavo tanto. Scrivevo. Ho 2 libri di pagine pieni di pensieri,frasi mischiate e confuse,sensazioni che non sapevo come fermare nel tempo e allora la penna mi aiutava a fissare nella carta,insieme alla musica, grande patrimonio del mondo,e insieme al mondo grande patrimonio della vita. Eppure non sappiamo davvero prendercene cura: lo rovinano,lo strapazziamo e per di più lo dimentichiamo. In tanti momenti ne ascoltavo il grido soffocato di quella natura che ho avuto la fortuna di avere attorno,con quel grande campo su cui si affacciava la mia finestra, e osservavo tutti i più piccoli particolari: dagli alberi alle stelle, sino a quel confine lontano del cielo e ne percepivo il dolore soffuso, non so di cosa o di chi ma io non mi sentivo sola grazie a quel dolore che mi faceva sentire parte di una natura che non mi avrebbe mai rifiutata o calpestata. Era forse una fragile illusione su cui puntavo tanti momenti di vita. E così ho conosciuto tante parti di me, tante emozioni uniche ed irripetibili. A quella finestra ho lasciato sogni e sorrisi giovani, anche pianti teneri di giovinezza e d'ingenuità. E se ripenso ora a tutto questo ne sento la nostalgia perché la vita porta a perdere tante cose e l'ingenuità scompare lasciando cicatrici segrete. Il tempo porta a ricordare con tenerezza alcuni momenti di ciò che eravamo e porta a conoscere una maturità personale che si riesce a dimostrare in tanti momenti e che per paradosso non serve dimostrare a nessuno. Come agiamo spiega chi siamo. Il tempo sa stabilizzare tante cose e queste restano a volte un ricordo. Ognuno forse ha avuto un angolo di paradiso in cui fissare parti di sé, ognuno ha avuto modo di nutrire la parte che più cercava di farsi largo. Io ho nutrito la parte più emotiva ed oggi mi ritrovo a ringraziare quello che sono stata e che per tanto tempo ho forse detestato, perché oggi mi ha fatto diventare la persona che sono e fiera di come ho nutrito l'amore vedendo tante persone attorno che non sanno più dove andare e divorate da cattiveria e comportamenti a volte infantili, insieme all'apata più totale. Ho imparato a gestire quello che sono,ho imparato a tenermi in una mano dopo avere attraversato oceani di istinti e oggi la mia istintività è chiusa dentro una consapevolezza che mi abbraccia e che comunque lascia spazio a tante cose ancora sconosciute. Perciò ringrazio la solitudine che mi ha insegnato a capire la compagnia ed a circondarmi di persone vere, mi ha insegnato a pesare le cose e ad incontrare quelle che non posso controllare. Ho imparato che la vita è quello che siamo e quello che ci succede non fa la differenza ma è come l' affrontiamo a farla. E io ho scelto il sorriso e lo scegliero sempre perchè questo è quello che so fare e questa è la mia finestra verso le persone vere.
Vale
Amare non è facile e non è per tutti,
Amare non è facile quando l orgoglio bussa alla porta,
Amare non è facile quando i difetti non sono i tuoi,
Amare non è sempre facile quando sei arrabbiato e i pensieri brutti ti stringono la mente,
Amare non è facile quando la tua solitudine ti chiama a parlarle,
Amare non è facile in un mondo dove si usano tante parole e spesso si confondono,
Amare non è facile con il tempo che cambia e il tempo che cambia noi
Amare non è per nulla facile quando credi alle tue convinzioni e non riesci ad aprire la mente,
succede che non è per nulla facile
cancellare le credenze pre confezionate.
Amare non è facile nei giorni tristi
E non è nemmeno facile farsi amare.
Amare non è facile nella lontanza
ne è facile tra le tante distrazioni.
Amare non è facile,
ma è un dono
e se è amore,
non amare è impossibile.
Valentina
Passano gli anni ma un vago ricordo accarezza,in molti istanti, qualcosa di noi non ben definito. La stupida convinzione di un pensiero indissolubile, di una roccia formata e blindata nei meandri del cuore. Sono i suoni di chi non è più presente ma speri di rivedere, sorridendo all'amicizia che è stata e mai davvero colta, di anni sospesi alla speranza di uno sguardo, di un segnale per guardare insieme gli orizzonti del mare e i tramonti infuocati. Soltanto ora, a distanza di anni, e di onde infrante, di navi cariche e partite per lunghi viaggi, in compagnia di un'alba sempre nuova e confortevole, di mani che si posano sulle tue e ti aiutano a guidare il timone della vita, di un nuovo lungo viaggio sospirato nel vento in una speranza d'amore senza tempo, soltanto ora si può riguardare a quegli anni come a lontani ricordi sbiaditi . Turbinii di forti emozioni nascoste, pressate nel terreno e forse a volte, auto calpestate dal dolore e dalle lacrime, per non essere state comprese e mai accolte. Ma soltanto ora posso capire, posso forse accettare e riguardare a quella mia fiamma che tanto ha bruciato, a quei passi che tanto ho seguito invano, e ricordare silenziosamente e senza fare rumore con le parole, ritornando a quello che eravamo e che forse in parte, ha contribuito a essere ciò che siamo oggi. E rimarrà sempre, la stima e l'onore, la gioia di essere riusciti ad amare senza chiedere, amare davvero senza essere amati facendo tanti gesti mai firmati, forse mai saputi, gesti nati sempre dalle più primitive passioni, gesti d'amore buono che ancora oggi ricorda con amicizia e affetto un volto mai dimenticato.
Vale
A volte non so in cosa credere. Giorni che la testa dice di andare in una direzione e poi in realtà soffochi soltanto il tuo cambiamento. C'è una frase che dice "possiamo chiudere gli occhi per non vedere ma non possiamo chiudere il cuore alle nostre emozioni che proviamo". Purtroppo è così,solo che le parole non servono, e ti devi tenere quel pensiero ostinato che poi si ripresenta di notte,e lo nascondi. Pensieri che possono fare del male,ma che ti muovono qualcosa,la voglia, il desiderio di toccarsi,di spogliarsi,pensieri che seducono. E intanto chi è vicino,non percepisce, non sorprende più,non desidera,non si muove di curiosità. E tutto muore nel silenzio, mentre il cuore resta comunque aggrappato a un filo di speranza, di ciò che vuole provare, di ciò che ha bisogno e che ha avuto ma forse dimenticato perché esso per primo è stato dimenticato,scontato.
Qualche giorno fa qualcosa mi ha portato a riflettere più intensamente di altre volte al mistero grande del cambiamento.
Stavo preparando scatoloni in vista della mia convivenza, e mentre cercavo di scrivere all'esterno dello scatolone di cosa trattasse mi sono accorta che il pennarello non scriveva più. Ma come? Quel pennarello che ho usato non ricordo quando fosse stata l'ultima volta, era periodo di scuola forse, tanto tempo fa,ma che scriveva, adesso si è scaricato. Per me è stato un momento come un pugno d'impeto nella testa, un chiaro segno del tempo che cambia. Oggi mentre preparo uno scatolone e dentro ci metto una nuova vita, le abitudini che avevo come quel pennarello usato tante volte adesso non vanno più. Mi sono ritrovata un po confusa, un po sola dentro a un momento forse insignificante da immaginare ma completamente vero e forse crudele. Non posso nascondere la paura che ho sentito salire, la tristezza nel vedere che anche le cose su cui facciamo affidamento prima o poi si scaricano. E quando hai bisogno ti ritrovi senza inchiostro e col vuoto nelle mani. Ricordare è importante, molta vita è fatta di ricordi e sguardi nel passato eppure per un attimo stavo perdendo davanti di me uno scatolone di cambiamenti e pieno di cose belle e poi anche difficili. Il mio pensiero è stato "la mia vita non è il pennarello scarico, ne lo scatolone pieno di cose x la futura convivenza. La mia vita è qui,ora,mentre scrivo in questo pezzo di cartone destinato al futuro ma che ancora non è arrivato. Sto vivendo un'attesa e ora io sono attesa."
Sono momenti importanti che segnano passaggi di vita altrettanto carichi di valenza. Momenti molto belli che il cuore sente vibrare forte. Il cambiamento è sempre un palcoscenico su cui ballare senza conoscere bene la coreografia, è quasi sempre un improvvisazione che passa veloce come un treno nei binari. Eppure balli perché questo è il movimento della vita che tiene accesi i passi. Il cambiamento è un ballo anche condiviso con qualcuno,ma pur sempre proprio non compreso da nessuno. Questo non fa altro che consolidare il mio pensiero dell'uomo solo, senza nulla togliere alla bellezza dell'amore che fa muovere tutto in questo tutto di nulla. Il tempo passa e me ne accorgo anche ora che sono giovane ma con uno sguardo attento ove posso. Il tempo è un maestro ineguagliabile ma anche sostanza corrosiva che strappa il vestito. A volte vorrei rimanere dentro all'ingenuità che mi contraddistingueva da altre persone capaci e forti. Sono una romantica che viaggia con gli occhi chiusi davanti alle cose brutte, sui peccati umani ai quali non crede. E il tempo non fa altro che soffiare sul tizzone della fiamma, spegnendo sempre di più quella ingenuità di bambina che crede che le cose siano vere mai false, sempre bianche mai nere. E il tempo da buon prestigiatore trasforma occhi sani in occhi sfumati, rovinati dalle cose crude,brutte e ingannevoli. Le favole piano piano cominciano a trasformarsi in realtà in cui la paura prende il sopravvento. Eppure la speranza è il soffio che ci tiene in vita, credere ancora in qualcosa o in qualcuno e donare fiducia è la base di una casa calda e confortevole, è il cuore di una fiamma che il tempo non può soffiare via durante quegli uragani di pensieri che indubbiamente, metteranno a dura prova i lati più deboli del nostro animo umano.
Vale
La luce della luna entra dolce nella mia stanza, tra gli scorci della finestra ad illuminare i miei pensieri di notte qualche filo di luce si posa sulla mia pelle,e nel frattempo i miei pensieri volano spiegando le ali alla ricerca di una libertà vana in questa gabbia di folli esistenze che hanno perso il senso delle stelle. Prigionieri invisibili del giorno e degli impegni,di un tempo che ha perso valore,vaghiamo senza meta come zombie dettanti sentenze e convinzioni. E io di questa vita lascio volare lontano il mio pensiero, tutto ciò che mi rimane di adesso e nel lento movimento di un filo d'erba si perderà,nel fresco vento della sera,nel chiarore d'un riflesso nell'acqua calma di un lago montano, e là si sentirà, finalmente,libero.
Vale
Puoi abbracciare tutto il mondo
ma non puoi abbracciare te stesso.
Vorrei che per almeno un secondo
tu potessi avere le mie braccia,
per poterti sentire
per poterti stringere tutto in una sola volta,
ma una volta non basta.
Se tu avessi le mie braccia
ti stringeresti la vita per sentire il corpo,
le mani lungo la schiena per salire
una cascata, che in piena stravolge,
e sui fianchi per scenderla.
Sentiresti il cuore in un orecchio,
dentro alla tua testa
il tuo cuore,
e rimarresti lì, appoggiato in te,
nel tuo petto caldo,
al sicuro, al riparo
ma anche al centro di un uragano.
Le sensazioni ti avvolgerebbero improvvisamente, trascinandoti alla marea, lungo fiumi senza argini.
Vorrei che ti abbracciassi almeno una volta, una, infinita,
perché è questo ciò che è.
Ciò che sei. Ma tu non la sai.
Se tu potessi avere le mie mani, mentre salgono il tuo collo e le tue guance,
quanti brividi sentiresti,
li sentiresti come il cibo nello stomaco quando hai fame,
come l'acqua nella gola quando hai sete,
come il sole nella punta dell'Everest.
Te lo assicuro li sentiresti e basta, senza tante spiegazioni, dai 4 punti cardinali,
da nord,sud,est,ovest,
ovunque dal tuo tocco, così gentile e buono, che manca tanto dal mondo,
che manca tanto dentro di me.
In un tuo abbraccio ti sentiresti molto piccolino, più piccolo di un metro e cinquanta, e ti domanderesti se sei tanto da poter avere tanto. Ti sentiresti grato,e anche fortunato.
Se solo tu avessi le mie braccia per un attimo, saresti te,
ma anche me
mentre ti amo.
Vale
Le persone cattive possono fare tanto male. Ma tanto male devono avere per essere tale. La vita è breve, e ogni giorno ci dobbiamo un sorriso. Amo la vita e amo l'amore e non mi vergogno a dirlo. Le cattiverie sono come il vento, prendi il colpo sotto le macerie ma poi passa e torna la calma, il sole caldo, e la gioia in un piccolo cuore .. povero
Vale :-)
È un sorso d'acqua in una mano che ha avuto sete di carezze,
sotto il caldo di un deserto arido
è un percorso all'incurvo della duna.
Un silenzio inaspettato,
atteso alquanto controverso
che diventa un pensiero corrugato
mai compreso
mai nato.
In un terreno incolto
è anche pianta rampicante
che avvolge tutta l'anima
e la rilascia nuovamente arsa
sperduta e senza mappa.
E durante una tempesta
il vento sorseggia sabbia accesa
Gialla,arancione,dorata;
poi si muove dentro il vuoto
e comincia a soffiare,
Sconvolge i capelli
Ed è quello ribelle,
ma è anche tutta la testa.
È l'amuleto al collo del viandante
che incanta gli occhi
su quel che sembra una lontana figura.
Forse un volto dal sorriso sofferente.
E così diviene una porta
spalancata all'eden
ma il giardino è così come lo è sempre stato:
solitario,
buio e senza scorrimano
dai contorni celati.
Sembra quasi un salto quantico che viaggia dal deserto al mare senza confini,
è sicuramente un'onda d'impeto
che distrugge tutti i castelli
ma non tocca mai riva.
Rimane lì,
a navigare in un mare
che sembra senza porto,
che cos'è!?!
È un pensiero,
è un ricordo,
è quel che resta del sogno
della notte.
Vale
La sensazione più bella che può rimanerti nel cuore e nella mente è quando senti ancora le sue braccia scorrere lungo le tue e stringerti in un abbraccio delicato ma intenso, e infinito; Quando ti senti ancora avvolgere eppure lui non è con te in quel preciso istante, ma la sua protezione la senti ancora viva e presente e nei tuoi occhi il ricordo del tuo capo stretto nel suo petto, fra le sue mani come se volessero tenerti loro per sempre. In quei momenti ti senti la testa come se fosse al riparo dal ghiaccio e dai pensieri e tutto scompare. Voi due, e la vostra forza nello stringervi sfocia in una unione di due corpi che diventano uno. E le parole e le spiegazioni non servono più, cosi come le tante cose futili che usi nei rapporti con le persone. Il vostro silenzio complice diventa il vostro riparo dalle intemperie e il senso del viaggio. Diventa il vostro abbraccio infinito, ed è quella la sensazione più bella che puoi provare nell'amore. Poi l'abbraccio ti rimane addosso più del suo profumo. Questa secondo me è la vita fatta a momenti, da assaporare fino in fondo, e nella tua solidità improvvisa godèrti ancora le sue mani e il ricordo che hai di lui.
Sono consapevole che, nel corso del tempo molte cose potranno cambiare, in quanto la vita o meno per quel che no sto cercando di capire è fatta di molte fasi e di cambiamenti continui. Tutto ciò è importante e non ne tolgo valore ma in molti sanno che le trasformazioni possono anche fare male. Il tempo ci potrà togliere lucidità, anni ed occasioni, ma non potrà mai togliere ad un cuore innamorato (un grande libro) un ricordo che è scritto fra le sue pagine. E basterà semplicemente aprirlo per riscoprire quelle sensazioni ed essere abbracciati ancora e ancora, ricordando però, ad entrambi i due nomi, di non lasciare il libro alla polvere, o peggio, calpestrarlo al fango dimenticando la favola che racchiudeva....
Penso: Non è poi cosi difficile vivere bene se tutti quanti rispetassimo i sentimenti dell'anima e ne avessimo la giusta cura. Ma oggi sono più importanti le custodie dei telefonini, ma io ci credo ancora e sto con una persona d'oro che spero continuerà a crederci con me.
Vale
Può succedere. Dico io. Di sentirsi cosi. Di non esserci più. Non so da cosa derivi, ma succede. Succede qui o dove?
Ci sono volte in cui le parole non riescono più ad esprimere il flusso del nostro cuore, che come un mare in tempesta, s'infrange su scogli di pensieri, tormenti, paure e dubbi carichi di gusci di razionalità. E come una conchiglia ti ritrovi a navigare, perdendo la sponda a cui tanto ti eri aggrappato. Non scompare, perché la vedi ed è presente, eppure, la perdi all'improvviso chiudendoti in te come se fosse tutto ciò che ti rimane. Ed è proprio questo il cammino segreto. Quando tutto diventa sbiadito, e i contorni perdono la loro delineazione, è in quel momento che affondi la mano nel dipinto e la tua forma si muove, muta, cambia, cresce. Sono questi i momenti in cui il tuo cuore, il tuo sentimento e la tua razionalità si mescolano creando un quadro che non è perfetto. E tu, da fuori, sembri il pittore osservatore che se ne sta in silenzio, che sembra quasi auto-osservarsi rendendosi conto di ciò che ha davanti senza davvero conoscerne il senso. E sai che è sbagliato mescolare il tutto. Sai che ciò che si muove non è la fiamma, ma la cera, sai che non sei fuoco ma il risultato sciolto di troppe cose, sei la parte bruciata che si muove e che spera ingenuamente di tornare ad essere. È proprio in questi momenti che prende nuovamente strada la ricerca, che si mette le scarpe e continua il suo cammino segreto, personale ed intimo In cui nessuno può entrare perche chi ti ama davvero, può bussare, può allacciare la sua scarpa e partire con te, ma non può mettersi i tuoi piedi. Quante volte pensiamo di avere diritto? Troppe. Troppe volte vorremmo entrare nelle persone, per cercare di comprenderle. Ma non ci sono metodi, perche il metodo non è metodo. È un incrociare il cammino, è uno scegliersi a vicenda, per strada, osservandosi in silenzio, da lontano da vicino, ma mai legandosi a lucchetti dai quali non possiamo più liberarci ma a volte ne siamo dipendenti. A volte abbiamo quasi bisogno di sentirci cosi stretti. Ma questo non rispetta l'amore. Non rispetta il rispetto. E allora ti sleghi per un attimo scorgendo il vento liberatorio che ti trasporta nei meandri dell'essere, dell'amore vero verso il proprio cammino. E chi comprende questo comprende se stesso, e chi addirittura arriverà ad amarti cosi, sarà il sole danzante sopra la collina, il fiore aperto alla primavera, il canto dell'usignolo lungo il cerchio dell'arcobaleno. Chi saprà amare, non cercherà di capire, ma smetterà. E in quel momento ti vedrà come fosse per la prima volta, ti sentirà come mai prima d'ora e ti ascolterà mentre tu percorri il sentiero di terra fresca.
Può succedere di ritrovarsi in blocchi emozionali, di non sapere quale sia la strada da prendere che conduca al senso delle cose, alle certezze tanto attese e improvvisamente diventi freddo nelle relazioni. Non sai più dire un ti amo alla persona amata, non sai più quali siano le tue paure, i tuoi sensi perduti, le lacrime che hai versato e il dolore che hai cercato di fare scivolare via. Non sai più perche diventi il ghiaccio di primavera. Sono momenti particolari ai quali non sai nemmeno dare un nome, ma succede di sentirsi cosi a volte e non lo sai spiegare. Non sai nemmeno tu che cosa si cela dietro la tua insicurezza. E non sai spiegarlo, a nessuno, che cosa senti realmente. Sembra quasi uno trasformarsi di stato, di forma. Un mutamento necessario che non va sciolto, mentre aspetti qualcuno che resti ad ascoltare, che resti ad aspettare con te il sole e che ti dica non temere. Non è colpa. È il corso naturale, perché è questo quello che senti, lieve. E nel frattempo il tuo blocco rimane in piedi e sei sola mentre cerchi di amarti.
Con difficoltà a volte, per la paura che non va piu via, per la fiducia che ci lascia da soli, che vorremmo ma che ci tradisce. Per la paura del futuro e l'unico grande pensiero che si riesce a fare è quello di non meritare, di non saper amare abbastanza,di fare male perché schiacciati da cosi tanti boschi bui personali. Ma non saremo mai distanti dal nostro sentiero, la ricerca di noi stessi sarà per tutta la vita.
E se vogliamo stiamoci accanto possiamo aspettare insieme il sole caldo, con la stessa speranza di non restare bruciati al freddo da questo nostro viaggio.
Stai con lei, per lei è una nascita, e con lei la primavera.
Vale
Questa è la storia dei quattro rabbini,che secondo me invita a una lunga riflessione. Molto più di una storia, dal libro "donne che corrono coi lupi" la riporto qui:
"Una notte quattro rabbini furono visitati da un angelo che li risvegliò e li condusse alla Settima Volta del Settimo Cielo. Là contemplarono la sacra Ruota di Ezechiele.
A un certo punto della discesa dal Paradiso alla Terra un rabbino, avendo veduto tanto splendore, perse il lume della ragione e vagò senza meta fino alla fine dei suoi giorni. Il secondo rabbino era estremamente cinico: <<Ho semplicemente sognato la Ruota di Ezechiele, ecco tutto. Nulla è davvero accaduto >>. Il terzo rabbino continuò a pensare a quanto aveva visto, perché ne era ossessionato. Teneva conferenze e non avrebbe mai smesso di raccontare come il tutto era costruito e quanto significava... e così si smarrì e tradì la sua fede. Il quarto rabbino, che era un poeta, prese un foglio e una penna e sedette accanto alla finestra a scrivere una canzone dopo l'altra, lodando la colomba della sera, la sua bimba nella culla, e tutte le stelle del cielo. E visse la sua vita meglio di prima."
Ci sono notti bellissime in cui mi prendo dei momenti per accarezzare il mio cuore e sentirmi, e mentre guardo la luna costruisco intorno a me uno spazio tutto mio cosi importante tanto intimo e sincero da farmi sentire piccolina in questo spazio immenso di Cielo. Sono momenti importanti, spazi di profonde sensazioni che non hanno nome ne racconto, attimi di musica dentro di me. In questi momenti ho l'occasione di accogliere la mia solitudine, di sentirla e di farle uno spazio nella sedia in cui siedo perché lei è l'unica amica che non mi abbandona che di me non ha paura. Questa mia solitudine dolce mi fa sentire unica in contatto con un universo che mi osserva e mi lascia sospesa in un vuoto che è come vibrazione. Il cielo sembra un prato blu e le stelle i fiori che danzano, tutto sembra prendere parte a un movimento che è dolce quiete. I pensieri non fanno più rumore, il corpo è immobile nella sua danza mentre l'anima vola con le sue grandi ali intorno al suo silenzio. Molto spesso in questi momenti un viaggiatore si rende conto che la via delle stelle e delle nuvole della notte non è paese, non è autostrada trafficata ma direzione che porta all'unicità dell'essere, al suo cammino senza confine strappando via quei cordoni ombelicali terreni che legano alla disperazione. L'uomo negherà di averne perché egli crede che tutto va bene, che tutto va come dovrebbe andare come se la vita fosse un grande dizionario dove ad ogni parola e a ogni situazione esista una pagina correlata dove vengono spiegate le istruzioni e il senso. L'uomo difficilmente andrà oltre perchè il buio della notte,che nessuno ha mai potuto insegnarci, spaventa anche il più intrepido dei viaggiatori. La paura della paura a volte è più forte del coraggio ma con la giusta calma e la giusta quiete anche il cielo con le sue nuvole potrà essere scalato. Non esistono cammini senza meta ne montagne senza cima. Questo è il mio pensiero importante perché spiega che ad ogni salita , dopo tanti passi e dopo tanta sofferenza ci sarà un punto di arrivo in cui si potrà finalmente stringere la mano a se stessi, a quello che siamo e siamo stati. Nel frattempo, i nostri occhi lucidi di emozione si aprono alla luna piena,rimasta a ricordarci che anche lei è luce, è il sole di una notte .
Vale
Qualche volta piango lacrime silenziose e io non so come poterle trasformarle in meravigliosi cristalli da donarti , ma posso spargerle al vento della speranza, aspettando il momento in cui esse ti accarezzeranno fragili lo spirito, per svegliarti con dolcezza nella prima luce tenue del mattino .
Per te che ascolti le mie paure non troppo vicino da sapere che ogni flusso di pensieri, come acqua, nasce da una sorgente, da un briciolo di segnale colto , forse, male.
Vale

Ho trovato questa frase che per me è bellissima, e vera :
"Se deicidi di innamorarti di me... Fammi ballare anche se non c'è musica"..
Strepitosa..
Le persone vicine ci fanno dono a volte di questa, bella, musica, e siamo tanto fortunati. Dovremmo però ricordare a noi stessi di aiutarci per creare il ritmo perfetto e diventare così meraviglia dell'universo.
Dovremmo tutti ballare.. Danzare all'amore..
Come ci comunicava Osho "Fa semplicemente qualcosa che genera in te una canzone e crea un ritmo, intorno a te, di celebrazione."
Grandi parole.. E a volte bastano davvero piccole cose, per sentirci bene, a volte basta una sfida con se stessi o una strada su cui correre, liberi.
Vale
L'essere umano ha un potere sicuro: si costruisce una gabbia con ferro invisibile. Mette in tasca la chiave, entra dentro. Sconfitto dal nulla resta lì. Poi in attesa. Di cosa. Di nulla. non si sa di preciso.
Vale.
Ci sono sogni nella notte che fanno male e il freddo avvolge improvvisamente tutta la rugiada, e nel mattino dopo, gelandola. Così perde, il suo riflesso caldo e svanisce, lentamente lasciando spazio a fredde e dure impressioni di vuoti di grigio e di azzurro cristallino che tingono le lacrime, di un gelo ardente come un tramonto che è distante.
Vale
Ci sono pensieri tristi a volte che sbiadiscono l'orizzonte davanti e gli occhi non vedono la luce, e così il richiamo del vento si fa strada sempre più intenso, tra le vie di un ricordo di notti sepolto e sbiadito dal tempo
Vale