venerdì 10 maggio 2019

Fratelli

Quando una persona ti delude è come sentire una lacerazione nello stomaco. Te lo senti strappare via e con lui, lentamente,muore il pensiero felice che avevi di qualcuno.  In amicizia come in amore, le tue credenze vengono tradite, la tua lealtà gettata al fango e le tue aspettative di un rapporto sincero gettate al vento come cenere. Mi rendo conto che avere delle aspettative, oggi piu che mai, è sbagliato, perché questo mondo di frenesia sociale ci costringe ad aprire bene gli occhi quando guardiamo qualcuno,  ma la colpa di queste aspettative errate siamo soltanto e  perlopiù noi stessi che crediamo negli gli altri. L'errore più grande è pensare che chi abbiamo difronte sia sincero. Ma cosa vuol dire veramente essere sinceri in amicizia? Vuol dire proteggersi e non farci diventare il punto rosso di un tiro al bersaglio. Ma questo purtroppo non succede nemmeno con chi tu stesso avresti protetto...
Abbiamo davvero pensato che gli uomini potessero essere fratelli? Ieri forse quando per sopravvivere dovevi unire le forze,non oggi quando la sopravvivenza è solo una metafora all'inutilità di mostrarsi sempre primi. Il fratelli li avanzi su 5 dita di una mano,non la riempiono nemmeno. È sbagliato pensare di poter aggiungerne uno,soltanto per la serenità che in alcuni momenti è riuscito a darti. È sbagliata la valutazione. Bisogna mettersi l'armatura e smettere di aprirsi difronte a chi ti sorride ma tradisce il tuo cuore.
Piu passa il tempo più credo che siamo fatti per essere eretici,per essere della natura e dei suoi cicli sperando di tornare in lei,lontani da mille distrazioni e frenesie... lontani dalla spazzatura. Una volta compreso questo la sofferenza prende un'altra forma, e noi ci rendiamo conto che il bagaglio di spazzatura fa presto a riempirsi quando credi troppo nelle persone e a volte andrebbe semplicemente gettato. Non si ripesca nulla,va gettato completamente e senza voltarsi. Crudo ma vero. L'amicizia è oramai una perla sempre più rara da trovare e custodire e purtroppo la famosa frase "c' è crisi per il posto fisso anche dentro le persone" è propria vera! Tendiamo a murarci,ad essere l'uno contro l'altro quasi a difenderci da un male inesitente invece di volersi bene. Il problema è poi che se vieni lacerato non torni più come prima.  Il bene è una cosa a se stante,magari non lo ammetti ma rimane,eppure va blindato e dimenticato,perché la vita bene o male ti riporta sulla tua giusta strada e su un percorso intricato di solitudine  e di amarezza,proprio come un bosco intricato di alberi che con i loro lunghi rami coprono i raggi del sole e spaziano l'oscurità. Da viandanti di solitudine, il viaggio continua... ma io ringrazio il cielo che mi ha donato  il sole che comunque tutto,passo dopo passo, si fa vedere tra le foglie,quasi a ricordarmi "io ci sono e ti riscaldo anche se tu non mi vedi" e questo sole ha un nome soltanto. Uno soltanto.  Ed è sempre stato sulla mia barca,la nostra barca nel grande mare della vita che stiamo ora condividendo. Grazie a te credo ancora,ma credo solo in te.

Vale

venerdì 5 aprile 2019

Guarda negli occhi e scoprici l'anima...

A volte mi trovo in difficoltà a parlare difronte alle persone. Il problema più grosso sono gli occhi, e paradossalmente sono anche la soluzione.  Ci sono volte in cui parlare diventa difficile,io caratterialmente non parlo molto di me stessa, e se per qualche strana ragione mi trovo in una situazione che si avvicina alla mia storia, si crea dell' imbarazzo,e ho paura di conseguenza che qualcuno si avvicini ai miei occhi, per paura che possa leggermi o metaforicamente spogliarmi senza il mio permesso. Gli occhi sono lo specchio più grande che abbiamo per far leggere la nostra anima,e vanno protetti come un amuleto magico. Molto spesso infatti, se qualcosa ci tocca particolarmente cerchiamo di fuggire con lo sguardo. Fateci caso. Si possono capire tante cose quando qualcuno fugge con gli occhi nel bel mezzo di una parlata. Molto spesso lo fa per nascondere qualcosa, qualcosa di se stesso che ha paura di mostrare. Persone cosi hanno sempre suscitato in me molto interesse, perché credo che sia molto difficile controllare la spontaneità dello sguardo, e la direzione degli occhi in particolare hanno sempre disegnato una mappa abbastanza chiara di ciò che si sta provando. Posso dire secondo il mio punto di vista, che spesso chi ha difficoltà a gestire il proprio sguardo ha di conseguenza una  sensibilità diversa al riguardo e quindi nei confronti dello sguardo di altre persone che lo circondano. Ecco perché all'inizio dicevo che paradossalmente lo sguardo è la soluzione, perché è un potere di cui alcuni sono a conoscenza e a volte,dove non arrivano le parole arrivano gli occhi, e ascoltate bene quando qualcuno vi guarda per un momento prolungato.  Forse vuole sentirsi nudo con voi, forse non ha più paura di nascondersi,o forse vuole cercare di vedervi dentro. Forse forse vuole semplicemente  fare l'amore con i vostri occhi. 

Vale

sabato 12 gennaio 2019

Volersi bene

Ci sono notti che sembrano infinite. Ti addormenti alla sera sperando di lasciarti abbandonare finalmente a un mare calmo e tranquillo e ti ritrovi poi trascinata da onde impetuose per tutta la notte,una notte che diventa lunga. I sogni ti aprono porte a cui credevi di aver messo un lecchetto e chiuse, lasciate riempire dalla polvere dei ricordi. Non le hai dimenticate ma hai dovuto chiuderle nella quiete dei giorni.
E poi all'improvviso si riaprono, si spalancano come se fossi entrata dopo una lite fuoriosa, le sbatti come se il rumore potesse far riecheggiare ancora più forte l'importanza di avere appoggiato la mano alla maniglia e di aver spinto quell'anta di lengo ed essere entrata. Ritrovarsi in sogni che ti trascinano via come onde del mare in tempesta è come ricevere uno schiaffo in faccia, anche se a dire il vero e, per fortuna, la sensazione al riguardo non ce l' ho,ma posso provare a darmene uno per capire, o semplicemente ammettere che quest'onda mi trasporta via come poche sensazioni mai finora provate.  Lasciamo perdere lo schiaffo. Prendiamo un dolore, e immergiamolo nel latte bollente come si inzuppa un biscotto.  Forse la sensazione è quella! Essere latte significa che,anche se al mattino ti risvegli, e il "biscotto" se n'è andato, ti ritrovi piena del suo gusto e in questo caso credetemi non è buono o dolce come può essere quello di un biscotto.
Ritornando alla porta, devo ammettere di avere risentito un dolore che secondo me è un dolore a cui non ci si abitua mai,semplicemente lo si seppellisce:
Il dolore di non essere amati. Non mi capita spesso di risentirlo,ma quando si fa vivo è perché ho creato un mare in tempesta dentro ai miei pensieri e in questo mare ci sono parte reali delle mie  lacrime, sparse dopo un momento di solitudine e di incomprensione tra due persone, che può accadere. Forse perchè a quel mare avevo dato troppi tuoni da reggere,troppo vento di inutili parole e alla fine nulla ha retto. Il mare si è agitato e questa notte, al freddo dell'inverno, mi sono ritrovata da sola in una barca difronte ad immagini che furono andate e venute e poi perse,assoppite nelle emozioni. Non so bene perché in questi momenti mi torna in mente il viso di chi non c'è e non ho più visto.  Eppure ritrovarsi difronte tenendolo per mano e dicendogli di avergli voluto bene. Non ricevere mai però la risposta che in passato avrei voluto sentirmi dire ovviamente. Ma l'amore di qualsiasi forma esso sia,che sia di amicizia,di rispetto,di stima o per la persona di una vita,qualcunque esso sia vive ogni oltre lucchetto che abbiamo aggiunto. Non basta chiudere la porta se poi d'improvviso di notte ritrovi la sensazione spiacevole di non essere amata, nonostante questo nella vita reale non sia vero, nonostante vecchie amicizie siano ormai soltanto un ricordo e volti di persone ormai lasciate indietro. 
Io so di  avere amato tanto,di non essere stata ricambiata,ma non ho rabbia ne cattivi sentimenti verso questa esperienza. Ho soltanto imparato ad amare con tutto quello che posso e come posso, mi ha insegnato a soffrire ma ad amare comunque, e a non smettere,se poi, per chi hai davanti,provi una stima ed un rispetto indescrivibili.
Porte simili non andrebbero riaperte secondo il mio punto di vista ora che qualcuno mi vuole davvero bene. Ma forse è necessario per farmi capire oggi nella relazione che sto vivendo che ci si può sempre allontanare,se pur nella stessa stanza, si può litigare, confrontare e lasciare spazio e libertà,pur continuando a volersi bene.

Valentina

domenica 26 agosto 2018

Buonanotte a chi si sente come le nuvole ... vicine alla luna ma cariche di pioggia ..

Vale

martedì 17 luglio 2018

Quando le parole non bastano

Quando le parole non bastano
appoggio il mio viso nel tuo viso,
in quel piccolo angolo che sento solo mio,
un angolo dove io mi incastro alla perfezione,
un angolo così caldo da ricordare un focolare d'inverno ma in qualunque stagione,
e lì,
tra la tua pelle e le mie labbra,
ci appoggio il mio respiro...
e tutta la mia vita.

Vale

sabato 14 luglio 2018

Come i grilli

Ci sono momenti difficili da decifrare in cui il cuore viaggia da solo e come un intrepido viaggiatore di mare su cui incombe una tempesta si lascia trasportare dalle onde e dal loro flusso agitato che gli fa quasi venire paura nonostante sia spesso abituato. E in quei momenti un viaggiatore può pensare di avere ben stretto il timone della vita e ritrovarsi poi invece in preda a direzioni non prese,a onde troppo grandi per guidare la vela. Succede cosi a volte nonostante le cose belle della vita, succede di ritrovarsi in momenti in cui un pensiero viaggia nella sua solitudine e viaggia quasi inerme difronte agli imprevisti della vita. Ma a volte ritrovarsi in mari agitati può bagnare pezzi di noi che a volte pensiamo di non avere, o non ascoltiamo abbastanza, a volte la cosa piu giusta da fare è farsi trasportare dal vento in serate come queste, ventilate,che stanno annunciando nuvole scure e pioggie imminenti. Il vento sa trasportarti in luoghi lontani e sicuri, in campi di grano bagnati dal sole  dove tutto funziona al contrario, e i pensieri tristi svaniscono finalmente soffocandosi in spighe di per se sofferenti e cariche di emozioni, emozioni ancora più grandi della tristezza, che non sono ne bene ne male, ma sono in un mezzo indefinito, a metà  tra quello che si conosce e quello che non si sa.
A momenti volti e pezzi di sorrisi riaffiorano,ricordi di persone che sentiamo vicine nonostante gli occhi non si incontrino, sono scudo protettivo del nostro divagare fragile, e  a volte ci illudiamo di non essere soli,di avere altre anime in viaggio nel nostro vento. Ma se guardi bene scorci soltanto le stelle, e il profumo della notte, i grilli lontani a cantare e altri suoni indefiniti che vibrano nell'ombra.  Quelli sono gli unici veri presenti in queste notti da viaggiatori, piccoli esserini che chissa a chi mai stanno dedicando il loro canto e la loro esistenza.
E allora succede di capire che i problemi quotidiani, non sono nulla,non sono niente di veramente reale,sanno soltanto strapparti via alla felicità  e ti portano ad ascoltare in maniera più attenta.  E di questo forse dovremmo ringraziare. Forse dovremmo ascoltare di piu anche le nostre emozioni, accettarle, e cantare in silenzio come i grilli nella notte.

Vale

martedì 5 giugno 2018

Vecchio pensiero d'autunno: scendendo dal monte

Guardo le luci sfumare laggiù
mentre scendo dal monte,
le luci della pianura,
una leggera foschia davanti ai miei occhi
toglie l'ancora alla mia mente.
Sembra d'essere quasi a penzoloni su di una roccia,ad osservavare da lontano
un mondo grande
fatto di storie e di luci
di menti che vanno
di ninna nanne e di baci
di amore e passione 
e purtroppo, anche di dolore e di solitudine
e di quest'ultima
mascherata spesso di bugie.
E poi m' immagino la musica,
dolcissima,
che mi accarezza da quel punto alto del monte,
la ascolto mentre si intona col vento.
Immagino tante cose,
piene ma fragili come un cristallo e andrebbero tenute al riparo
ma lentamente scivolano e traboccano come acqua fuori dal vaso.

Ora gli alberi che mi coprono il panorama,
fungono da tappo,
e io mi accorgo che non sono veramente nelle rocce dei monti
ma ancora in auto mentre scendo,
e cerco di scorgere tra gli spazi dei pini le luci,
per tornare dov'ero,
dove mi sentivo esplodere,
dove anche il cuore aveva il fiatone.
Aspetto.
E finalmente le rivedo,
case vive!

Come piccole stelle in un cielo nero brillano,
il terreno di notte
appare buio, proprio come un cielo
e quelle luci non possono essere altro che stelle.
Sempre belle,
calde ma piccole
lontane ma vicine,
tanto vicine da potermi quasi abbracciare.
Io sono al sicuro mentre le osservo da qui,
quasi non appartengo più a loro
quasi dimentico di avere una casa,
quasi il mio cielo diventa un altro.
E in questo momento mi chiedo cosa possa essere questa cosa che provo
negli angoli più profondi del mio cuore.
Osservo soltanto con occhi brillanti,
questa emozione.
E il tempo sembra fermarsi.
Tempo..ingannevole,
che scorre veloce. Troppo veloce.
E di nuovo scivola via tutto in un secondo.

Le luci della pianura via via scendendo si fanno sempre più grandi,
mi sto avvicinando,
ed io capisco di stare a tornare ai miei giorni
lasciandomi alle spalle questo momento d'incanto
in una notte pienissima di cose belle,
reduce dal sole di giorno che batteva
sul canto degli usignoli,
e le vallate a sorridere
e l'autunno che imprimeva i colori del fuoco
nella pelle e nel cuore bambino.
Lassù nelle montagne mi è stato concesso di vivere.
E ora sto scendendo
tornando a sentire il rumore dei pensieri
perdendo le stelle del cielo e della terra
e avvicinandomi sempre di più
a questa luce fatta d'uomo
che adempie fedelmente al suo compito
di igannatrice benevola
promettente stelle di luce
ma che il piu delle volte rilascia la polvere
e l'amaro di qualche delusione.

Ma noi intrepidi
continueremo a viaggiare,
su nei monti
tra le dolci curve delle emozioni
guardando dall'alto le luci della pianura
sognando.

Valentina

martedì 2 gennaio 2018

La finestra

Qualche volta mi capita di ripensare alla mia infanzia dove passavo notti ad osservare il cielo da quel posto che per me è stato scudo protettore per molti lunghi anni ovvero la finestra di camera mia, nella mia vecchia casa. Ancora oggi mi capita di ricordare quel piccolo spazio quadrato con nostalgia e profonde emozioni che nessuno sa e che restano impresse come tatuaggi nella pelle del cuore. Ho passato tanti bei momenti nella mia solitudine mentre il mondo fuori festeggiava il nulla dei giorni con estrema convinzione di avere tra le mani la felicità e la spensieratezza di quegli anni giovani. Eppure nonostante la normalità di questo avendo quei 14 anni nudi e malleabili io continuavo a chiedermi perché al suono roboante di una discoteca preferivo il silenzio di una natura che in realtà suonava brani inediti con il cinguettio degli uccelli del giorno, del soffio delle nuvole, del fruscio del vento tra gli aberi, del tichettio delle stelle nel buio più cupo del cielo, e di quel bellissimo ed eccezionale momento in cui il temporale arrivava nelle sere d'estate portando con sè il taglio netto dei tuoni e dei rombi del cielo che sembrava in procinto di piangere. E allora in quei momenti mi sentivo diversa perché in lontanza tutti chiudevano le finestre ed io non aspettavo che quel momento per aprirle e per farmi travolgere da quel pianto che pareva portare con sé tutta la forza della terra e  così piena di emozione che sentivo esplodere la vita come un brivido lungo le braccia,il collo e la schiena. E poi, in quel profumo d'estate io mi perdevo. E ancora mi domandavo perché non ero nel negozio di cui tutti parlavano dove vendevano l'ultimo Chanel che pareva essere importante per certificare il sesso che portavo. Io preferivo l'odore della pioggia caduta che sapeva di vero. A volte ho odiato la mia sensibilità perché non riuscivo a fare tutto quello che facevano le mie coetanee con la loro voglia di parlare con tutti.  Io restavo in silenzio e mi piaceva ascoltare. Non parlavo tanto. Scrivevo. Ho 2 libri di pagine pieni di pensieri,frasi mischiate e confuse,sensazioni che non sapevo come fermare nel tempo e allora la penna mi aiutava a fissare nella carta,insieme alla musica, grande patrimonio del mondo,e insieme al mondo grande patrimonio della vita. Eppure non sappiamo davvero prendercene cura: lo rovinano,lo strapazziamo e per di più lo dimentichiamo. In tanti momenti ne ascoltavo il grido soffocato di quella natura che ho avuto la fortuna di avere attorno,con quel grande campo su cui si affacciava la mia finestra, e osservavo  tutti i più piccoli particolari: dagli alberi alle stelle, sino a quel confine lontano del cielo e ne percepivo il dolore soffuso, non so di cosa o di chi ma io non mi sentivo sola grazie a quel dolore che mi faceva sentire parte di una natura che non mi avrebbe mai rifiutata o calpestata. Era forse una fragile illusione su cui puntavo tanti momenti di vita. E così ho conosciuto tante parti di me, tante emozioni uniche ed irripetibili. A quella finestra ho lasciato sogni e sorrisi giovani, anche pianti teneri di giovinezza e  d'ingenuità. E se ripenso ora a tutto questo ne sento la nostalgia perché la vita porta a perdere tante cose e l'ingenuità scompare lasciando cicatrici segrete. Il tempo porta a ricordare con tenerezza alcuni momenti di ciò che eravamo e porta a conoscere una maturità personale che si riesce a dimostrare in tanti momenti e che per paradosso non serve dimostrare a nessuno.  Come agiamo spiega chi siamo. Il tempo sa stabilizzare tante cose e queste restano a volte un ricordo. Ognuno forse  ha avuto un angolo di paradiso in cui fissare parti di sé, ognuno ha avuto modo di nutrire la parte che più cercava di farsi largo. Io ho nutrito la parte più emotiva ed oggi mi ritrovo a ringraziare quello che sono stata e che per tanto tempo ho forse detestato,  perché oggi mi ha fatto diventare la persona che sono e fiera di come ho nutrito l'amore vedendo tante persone attorno che non sanno più dove andare e divorate da cattiveria e comportamenti a volte infantili, insieme all'apata più totale. Ho imparato a gestire quello che sono,ho imparato a tenermi in una mano dopo avere attraversato oceani di istinti e oggi la mia istintività è chiusa dentro una consapevolezza che mi abbraccia e che comunque lascia spazio a tante cose ancora sconosciute. Perciò ringrazio la solitudine che mi ha insegnato a capire la compagnia ed a circondarmi di persone vere, mi ha insegnato a pesare le cose e ad incontrare quelle che non posso controllare. Ho imparato che la vita è quello che siamo e quello che ci succede non fa la differenza ma è come l' affrontiamo a farla.  E io ho scelto il sorriso e lo scegliero sempre perchè questo è quello che so fare e questa è la mia finestra verso le persone vere.

Vale

giovedì 14 dicembre 2017

neve di dicembre

C'è qualcosa che sa di magico nelle nevicate in pianura,forse perché non siamo spesso abituati a questo freddo colore, ma quando arriva è come un lontano amico che torna da un lungo viaggio.Aspettiamo la neve per chiuderci come ricci e restare con lei con qualche piccolo coccio di stupore negli occhi nel lungo silenzio del mattino....

Vale

mercoledì 25 ottobre 2017

Amare non è  facile e non è per tutti,
Amare non è facile quando l orgoglio bussa alla porta,
Amare non è facile quando i difetti non sono i tuoi,
Amare non è sempre facile quando sei arrabbiato e i pensieri brutti ti stringono la mente,
Amare non è facile quando la tua solitudine ti chiama a parlarle,
Amare non è facile in un mondo dove si usano tante parole e spesso si confondono,
Amare non è facile con il tempo che cambia e il tempo che cambia noi
Amare non è per nulla facile quando credi alle tue convinzioni e non riesci ad aprire la mente,
succede che non è per nulla facile
cancellare le credenze pre confezionate.
Amare non è facile nei giorni tristi 
E non è nemmeno facile farsi amare.
Amare non è facile nella lontanza
ne è facile tra le tante distrazioni.
Amare non è facile,
ma è un dono
e se è amore,
non amare è impossibile.

Valentina

sabato 21 ottobre 2017

Ci sono poche cose da dire:
aspetto di ridere con te,
e quando ti vedo mi resta il sorriso addosso

Non si riesce a capire da che parte va il cuore in questa vita così confusa...

sabato 22 aprile 2017

Ricordare

Passano gli anni ma un vago ricordo  accarezza,in molti istanti, qualcosa di noi non ben definito. La stupida convinzione di un pensiero indissolubile, di una roccia formata e blindata nei meandri del cuore. Sono i suoni di chi non è più presente ma speri di rivedere, sorridendo all'amicizia che è stata e mai davvero colta, di anni sospesi alla speranza di uno sguardo, di un segnale per guardare insieme gli orizzonti del mare e i tramonti infuocati. Soltanto ora, a distanza di anni, e di onde infrante, di navi cariche e partite per lunghi viaggi, in compagnia di un'alba sempre nuova e confortevole, di mani che  si posano sulle tue e ti aiutano a guidare il timone della vita, di un nuovo lungo viaggio sospirato nel vento in una speranza d'amore  senza tempo, soltanto ora si può riguardare a quegli anni come a lontani ricordi sbiaditi . Turbinii di forti emozioni nascoste, pressate nel terreno e forse a volte, auto calpestate dal dolore e dalle lacrime, per non essere state comprese e mai accolte. Ma soltanto ora posso capire, posso forse accettare e riguardare a quella mia fiamma che tanto ha bruciato, a quei passi che tanto ho seguito invano, e ricordare silenziosamente e senza fare rumore con le parole, ritornando a quello che eravamo e che forse in parte, ha contribuito a essere ciò che siamo oggi. E rimarrà sempre, la stima e l'onore, la gioia di essere riusciti ad amare senza chiedere, amare davvero senza essere amati facendo tanti gesti mai firmati, forse mai saputi, gesti nati sempre dalle più primitive passioni, gesti d'amore buono che ancora oggi ricorda con amicizia e affetto un volto mai dimenticato.

Vale

venerdì 21 aprile 2017

mercoledì 19 aprile 2017

Nella mia solitudine
guardo il cielo azzurro
e le sue nuvole spostarsi,
Lentamente ...

Vale

sabato 15 aprile 2017

I miei giorni di pioggia

A volte non so in cosa credere. Giorni che la testa dice di andare in una direzione e poi in realtà soffochi soltanto il tuo cambiamento. C'è una frase che dice "possiamo chiudere gli occhi per non vedere ma non possiamo chiudere il cuore alle nostre emozioni che proviamo". Purtroppo è così,solo che le parole non servono, e ti devi tenere quel pensiero ostinato che poi si ripresenta di notte,e lo nascondi. Pensieri che possono fare del male,ma che ti muovono qualcosa,la voglia, il desiderio di toccarsi,di spogliarsi,pensieri che seducono. E intanto chi è vicino,non percepisce, non sorprende più,non desidera,non si muove di curiosità.  E tutto muore nel silenzio, mentre il cuore resta comunque aggrappato a un filo di speranza, di ciò che vuole provare, di ciò che ha bisogno e che ha avuto ma forse dimenticato perché esso per primo è stato dimenticato,scontato.

domenica 19 febbraio 2017

Non siamo altro che granelli di sabbia
sconquassati
persi alla deriva sotto le onde impervide
soli nei nostri pensieri
tristi davanti al turbinio di sensazioni malate
capovolti, senza confine
su una spiaggia deserta lontana dalla brezza marina
che trasporta con sé
la libertà.

Vale 

martedì 6 dicembre 2016

Cambiamenti

Qualche giorno fa qualcosa mi ha portato a riflettere più intensamente di altre volte al mistero grande del cambiamento.
Stavo preparando scatoloni in vista della mia convivenza, e mentre cercavo di scrivere all'esterno dello scatolone di cosa trattasse mi sono accorta che il pennarello non scriveva più.  Ma come? Quel pennarello che ho usato non ricordo quando fosse stata l'ultima volta, era periodo di scuola forse, tanto tempo fa,ma che scriveva, adesso  si è scaricato. Per me è stato un momento  come un pugno d'impeto nella testa, un chiaro segno del tempo che cambia. Oggi mentre preparo uno scatolone e dentro ci metto una nuova vita, le abitudini che avevo come quel pennarello usato tante volte adesso non vanno più.  Mi sono ritrovata un po confusa, un po sola dentro a un momento forse insignificante da immaginare ma completamente vero e forse crudele. Non posso nascondere la paura che ho sentito salire, la tristezza nel vedere che anche le cose su cui facciamo affidamento prima o poi si scaricano. E quando hai bisogno ti ritrovi senza inchiostro e col vuoto nelle mani. Ricordare è importante, molta vita è fatta di ricordi e sguardi nel passato  eppure per un attimo stavo perdendo davanti di me uno scatolone di cambiamenti e pieno di cose belle e poi anche difficili. Il mio pensiero è stato "la mia vita non è il pennarello scarico, ne lo scatolone pieno di cose x la futura convivenza. La mia vita è qui,ora,mentre scrivo in questo pezzo di cartone destinato al futuro ma che ancora non è arrivato. Sto vivendo un'attesa e ora io sono attesa."
Sono momenti importanti che segnano passaggi di vita altrettanto carichi di valenza. Momenti molto belli che il cuore sente vibrare forte. Il cambiamento è sempre un palcoscenico su cui ballare senza conoscere bene la coreografia, è quasi sempre un improvvisazione che passa veloce come un treno nei binari. Eppure balli perché questo è il movimento della vita che tiene accesi i passi. Il cambiamento è un ballo anche condiviso con qualcuno,ma pur sempre proprio non compreso da nessuno. Questo non fa altro che consolidare il mio pensiero dell'uomo solo, senza nulla togliere alla bellezza dell'amore che fa muovere tutto in questo tutto di nulla. Il tempo passa e me ne accorgo anche ora che sono giovane ma con uno sguardo attento ove posso. Il tempo è un maestro ineguagliabile ma anche sostanza corrosiva che strappa il vestito. A volte vorrei rimanere dentro all'ingenuità che mi contraddistingueva da altre persone capaci e forti. Sono una romantica che viaggia con gli occhi chiusi davanti alle cose brutte, sui peccati umani ai quali non crede. E il tempo non fa altro che soffiare sul tizzone della fiamma, spegnendo sempre di più quella ingenuità di bambina che crede che le cose siano vere mai false, sempre bianche mai nere. E il tempo da buon prestigiatore trasforma occhi sani in occhi sfumati, rovinati dalle cose crude,brutte e ingannevoli. Le favole piano piano cominciano a trasformarsi in realtà in cui la paura prende il sopravvento.  Eppure la speranza è il soffio che ci tiene in vita, credere ancora in qualcosa o in qualcuno e donare fiducia è la base di una casa calda e confortevole, è il cuore di una fiamma che il tempo non può soffiare via durante quegli uragani di pensieri che indubbiamente,  metteranno a dura prova i lati più deboli del nostro animo umano.

Vale

venerdì 11 novembre 2016

Non sopporto più il rumore delle auto sfrecciare sulla strada,è l' emblema di questa civiltà che ha sostituito ogni sonorità di quiete con il rumore assordante dell'ingombro  umano. E mentre davanti di me un gabbiano si posa nel filo di un piccolo stagno d'acqua,dietro di me in una casa voluminosa si accende il rumore di una motosega elettrica e osservo, d'improvviso il gabbiano aprire le ali, spiccare un balzo e volare via.
Vale

giovedì 27 ottobre 2016

Pensiero libero

La luce della luna entra dolce nella mia stanza, tra gli scorci della finestra ad illuminare i miei pensieri di notte qualche filo di luce si posa sulla mia pelle,e nel frattempo i miei pensieri volano spiegando le ali alla ricerca di una libertà vana in questa gabbia di folli esistenze che hanno perso il senso delle stelle. Prigionieri invisibili del giorno e degli impegni,di un tempo che ha perso valore,vaghiamo senza meta come zombie dettanti sentenze e convinzioni. E io di questa vita lascio volare lontano il mio pensiero, tutto ciò che mi rimane di adesso e nel lento movimento di un filo d'erba si perderà,nel fresco vento della sera,nel chiarore d'un riflesso nell'acqua calma di un lago montano, e là si sentirà, finalmente,libero.

Vale

martedì 6 settembre 2016

Se tu avessi le mie braccia

Puoi abbracciare tutto il mondo
ma non puoi abbracciare te stesso.
Vorrei che per almeno un secondo
tu potessi avere le mie braccia,
per poterti sentire
per poterti stringere tutto in una sola volta,
ma una volta non basta.
Se tu avessi le mie braccia
ti stringeresti la vita per sentire il corpo,
le mani lungo la schiena per salire
una cascata, che in piena stravolge,
e sui fianchi per scenderla.
Sentiresti il cuore in un orecchio,
dentro alla tua testa
il tuo cuore,
e rimarresti lì, appoggiato in te,
nel tuo petto caldo,
al sicuro, al riparo
ma anche al centro di un uragano.
Le sensazioni ti avvolgerebbero improvvisamente, trascinandoti alla marea, lungo fiumi senza argini.
Vorrei che ti abbracciassi almeno una volta, una, infinita,
perché è questo ciò che è.
Ciò che sei. Ma tu non la sai.
Se tu potessi avere le mie mani, mentre salgono il tuo collo e le tue guance,
quanti brividi sentiresti,
li sentiresti come il cibo nello stomaco quando hai fame,
come l'acqua nella gola quando hai sete,
come il sole nella punta dell'Everest.
Te lo assicuro li sentiresti e basta, senza tante spiegazioni, dai 4 punti cardinali,
da nord,sud,est,ovest,
ovunque dal tuo tocco, così gentile e buono, che manca tanto dal mondo,
che manca tanto dentro di me.
In un tuo abbraccio ti sentiresti molto piccolino, più piccolo di un metro e cinquanta, e ti domanderesti se sei tanto da poter avere tanto. Ti sentiresti grato,e anche fortunato. 
Se solo tu avessi le mie braccia per un attimo, saresti te,
ma anche me
mentre ti amo.

Vale 

martedì 23 agosto 2016

Amore,
sei il mio libro di cose belle
che io apro e sfoglio,
e imparo tante cose,
imparo a essere felice. 

Vale

lunedì 22 agosto 2016

Le persone cattive possono fare tanto male. Ma tanto male devono avere per essere tale. La vita è breve, e ogni giorno ci dobbiamo un sorriso. Amo la vita e amo l'amore e non mi vergogno a dirlo. Le cattiverie sono come il vento, prendi il colpo sotto le macerie ma poi passa e torna la calma, il sole caldo, e la gioia in un piccolo cuore .. povero

Vale :-)

martedì 9 agosto 2016

Il sogno di notte

È un sorso d'acqua in una mano che ha avuto sete di carezze,
sotto il caldo di un deserto arido
è un percorso all'incurvo della duna.
Un silenzio inaspettato,
atteso alquanto controverso
che diventa un pensiero corrugato
mai compreso
mai nato.
In un terreno incolto
è anche pianta rampicante
che avvolge tutta l'anima
e la rilascia nuovamente arsa
sperduta e senza mappa.
E durante una tempesta
il vento sorseggia sabbia accesa
Gialla,arancione,dorata;
poi si muove dentro il vuoto 
e comincia a soffiare,
Sconvolge i capelli
Ed è quello ribelle,
ma è anche tutta la testa.
È l'amuleto al collo del viandante
che incanta gli occhi 
su quel che sembra una lontana figura.
Forse un volto dal sorriso sofferente.
E così diviene una porta
spalancata all'eden
ma il giardino è così come lo è sempre stato:
solitario,
buio e senza scorrimano
dai contorni celati.
Sembra quasi un salto quantico che viaggia dal deserto al mare senza confini,
è sicuramente un'onda d'impeto
che distrugge tutti i castelli
ma non tocca mai riva.
Rimane lì,
a navigare in un mare
che sembra senza porto,
che cos'è!?!
È un pensiero,
è un ricordo,
è quel che resta del sogno
della notte.

Vale

domenica 17 aprile 2016

La sensazione più bella

La sensazione più bella che può rimanerti nel cuore e nella mente è quando senti ancora le sue braccia scorrere lungo le tue e stringerti in un abbraccio delicato ma intenso, e infinito; Quando ti senti ancora avvolgere eppure lui non è con te in quel preciso istante, ma la sua protezione la senti ancora viva e presente e nei tuoi occhi il ricordo del tuo capo stretto nel suo petto, fra le sue mani come se volessero tenerti loro per sempre. In quei momenti ti senti la testa come se fosse al riparo dal ghiaccio e dai pensieri e tutto scompare. Voi due, e la vostra forza nello stringervi sfocia in una unione di due corpi che diventano uno. E le parole e le spiegazioni non servono più, cosi come le tante cose futili che usi nei rapporti con le persone. Il vostro silenzio complice diventa il vostro riparo dalle intemperie e il senso del viaggio. Diventa il vostro abbraccio infinito, ed è quella la sensazione più bella che puoi provare nell'amore. Poi l'abbraccio ti rimane addosso più del suo profumo. Questa secondo me è la vita fatta a momenti, da assaporare fino in fondo, e nella tua solidità improvvisa godèrti ancora le sue mani e il ricordo che hai di lui.
Sono consapevole che, nel corso del tempo molte cose potranno cambiare, in quanto la vita o meno per quel che no sto cercando di capire è fatta di molte fasi e di cambiamenti continui. Tutto ciò  è importante e non ne tolgo valore ma in molti sanno che le trasformazioni possono anche fare male. Il tempo ci potrà togliere lucidità, anni ed occasioni, ma non potrà mai togliere  ad un cuore innamorato (un grande libro) un ricordo che è scritto fra le sue pagine. E basterà semplicemente aprirlo per riscoprire quelle sensazioni ed essere abbracciati ancora e ancora, ricordando però, ad entrambi i due nomi, di non lasciare il libro alla polvere, o peggio, calpestrarlo al fango dimenticando la favola che racchiudeva....

Penso: Non è poi cosi difficile vivere bene se tutti quanti rispetassimo i sentimenti dell'anima e ne avessimo la giusta cura. Ma oggi sono più importanti le custodie dei telefonini, ma io ci credo ancora e sto con una persona d'oro che spero continuerà a crederci con me. 

Vale

lunedì 4 aprile 2016

Con lei la primavera

Può succedere. Dico io. Di sentirsi cosi. Di non esserci più. Non so da cosa derivi, ma succede. Succede qui o dove?
Ci sono volte in cui le parole non riescono più ad esprimere il flusso del nostro cuore, che come un mare in tempesta, s'infrange su scogli di pensieri, tormenti, paure e dubbi carichi di gusci di razionalità. E come una conchiglia ti ritrovi a navigare, perdendo la sponda a cui tanto ti eri aggrappato. Non scompare, perché la vedi ed è presente, eppure, la perdi all'improvviso chiudendoti in te come se fosse tutto ciò che ti rimane. Ed è proprio questo il cammino segreto. Quando tutto diventa sbiadito, e i contorni perdono la loro delineazione, è in quel momento che affondi la mano nel dipinto e la tua forma si muove, muta, cambia, cresce. Sono questi i momenti in cui il tuo cuore, il tuo sentimento e la tua razionalità si mescolano creando un quadro che non è perfetto. E tu, da fuori, sembri il pittore osservatore che se ne sta in silenzio, che sembra quasi auto-osservarsi rendendosi conto di ciò che ha davanti senza davvero conoscerne il senso. E sai che è sbagliato mescolare il tutto. Sai che ciò che si muove non è la fiamma,  ma la cera, sai che non sei fuoco ma il risultato sciolto di troppe cose, sei la parte bruciata che si muove e che spera ingenuamente di tornare ad essere. È proprio in questi momenti che prende nuovamente strada la ricerca, che si mette le scarpe  e continua il suo cammino segreto, personale ed intimo In cui nessuno può entrare perche chi ti ama davvero, può bussare, può allacciare la sua scarpa e partire con te, ma non può mettersi i tuoi piedi. Quante volte pensiamo di avere diritto? Troppe. Troppe volte vorremmo entrare nelle persone, per cercare di comprenderle. Ma non ci sono metodi, perche il metodo non è metodo. È un incrociare il cammino, è uno scegliersi a vicenda, per strada, osservandosi in silenzio, da lontano da vicino, ma mai legandosi a lucchetti dai quali non possiamo più liberarci ma a volte ne siamo dipendenti. A volte abbiamo quasi bisogno di sentirci cosi stretti. Ma questo non rispetta l'amore. Non rispetta il rispetto. E allora ti sleghi per un attimo scorgendo il vento liberatorio che ti trasporta nei meandri dell'essere, dell'amore vero verso il proprio cammino. E chi comprende  questo comprende se stesso, e chi addirittura arriverà ad amarti cosi, sarà il sole danzante sopra la collina, il fiore aperto alla primavera, il canto dell'usignolo  lungo il cerchio dell'arcobaleno. Chi saprà amare,  non cercherà di capire, ma smetterà. E in quel momento ti vedrà come fosse per la prima volta, ti sentirà come mai  prima d'ora e ti ascolterà mentre tu percorri il sentiero di terra fresca.
Può succedere di ritrovarsi in blocchi emozionali, di non sapere quale sia la strada da prendere che conduca al senso delle cose, alle certezze tanto attese e improvvisamente diventi freddo nelle relazioni. Non sai più dire un ti amo alla persona amata, non sai più quali siano le tue paure, i tuoi sensi perduti, le lacrime che hai versato e il dolore che hai cercato di fare scivolare via. Non sai più perche diventi il ghiaccio di primavera. Sono momenti particolari ai quali non sai nemmeno dare un nome, ma succede di sentirsi cosi a volte e non lo sai spiegare. Non sai nemmeno tu che cosa si cela dietro la tua insicurezza. E non sai spiegarlo, a nessuno, che cosa senti realmente. Sembra quasi uno trasformarsi di stato, di forma. Un mutamento necessario che non va sciolto, mentre aspetti qualcuno che resti ad ascoltare, che resti ad aspettare con te il sole e che ti dica non temere. Non è colpa. È il corso naturale, perché è questo quello che senti, lieve. E nel frattempo il tuo blocco rimane in piedi e sei sola mentre cerchi di amarti. 
Con difficoltà a volte, per la paura che non va piu via, per la fiducia che ci lascia da soli, che vorremmo ma che ci tradisce. Per la paura del futuro e l'unico grande pensiero che si riesce a fare è quello di non meritare, di non saper amare abbastanza,di fare male perché schiacciati da cosi tanti boschi bui personali. Ma non saremo mai distanti dal nostro sentiero, la ricerca di noi stessi sarà per tutta la vita.

E se vogliamo stiamoci accanto possiamo aspettare insieme il sole caldo, con la stessa speranza di non restare bruciati al freddo da questo nostro viaggio.
Stai con lei, per lei è una nascita, e con lei la primavera.  

Vale

martedì 23 febbraio 2016

Piuma nel vento

Un ricordo è come una piuma nel vento,
volando prende spazio in un sogno e si posa su di una panchina,
Sola e leggera,
aspetta l'indomani
in un altro luogo,
perché un amico è un porto sicuro con cui parlare nel silenzio,
e la piuma un indicatore del flusso del vento
Vale

lunedì 30 novembre 2015

L'alba


Quello che mi manca è questa... questa foto... che ho scattato in cammino mentre percorrevo i Pirenei... quest'alba... Che potevo vedere da vicino... tra le montagne e il silenzio... e il freddo... e il buio che poco a poco si sfumava... e non c'era niente... c'era tutto... C'erano le persone... Ma persone diverse... Non  alieni come quelli che vedi qua... Le capivi... dico io... le ascoltavi mentre camminavano... Ma non sentivi le voci... I passi quelli si... che dicevano molto... Erano in cammino come te... erano consapevoli... seguivano un sentiero... Ognuno con la sua ragione... ognuno con la sua motivazione... e chi...  una motivazione non l'aveva... ma era partito... perché non c'era motivo... Perché il motivo non era motivo... ma una chiamata... numero sconosciuto. Ti svegliavi ogni mattina dopo il parto di una notte...ed era vita nuova... Cosi diversa... senza niente... con tutto... con tanto peso sullo zaino...e poco spazio... così ti accorgevi... di quello che credevi ma non serviva... le cose importanti,quelle sì piano piano si formavano... e non avevano bisogno di grandi spazi... erano già di per se sparse... ovunque... nell'aria... nei fiori... negli alberi... nella fatica.. nella stretta dei denti...erano importanti.. così che anche l'animo pesasse meno... e si perdesse... per ritrovarsi. E l'alba, che aspettava... Aspettava i passi... I respiri... La voglia di camminare... Stanchi ma decisi... Per una meta...Per il viaggio... Per una consapevolezza... e il ritrovo di un sole che si innalzava tra la foschia... ma che non avevi mai visto...  perchè non avevi occhi... Ma solo convinzioni... idee... pensieri... che dovevano essere normali...comuni... altrimenti sei diverso... fai paura... la gente ti guarda storto... e ti fa del male gratuito... non hai diritto di essere... ma di fare... di fare credere,di dovere... invece il cammino... toglieva gli schemi... le distanze... ti faceva ricordare... la memoria che hai sotto pelle... la forza... di avere le gambe... di non essere normale...che fortuna... di avere un cuore che batte in petto..una libertà, un movimento in corpo che è ritmo... Che è musica nell'aria... movimento nella terra... nel vento... e il freddo lo sentivi ma non era un problema... altre cose erano ghiacciate... e poi le strette di mano... scioglievano... i sorrisi...i respiri... gli abbracci con le proprie sensazioni... abbracci con il proprio nome che tornava finalmente a firmarsi... con un inchiostro indelebile... una nuova speranza... nel nuovo incontro...
in un mondo di bambini... meravigliati all'alba...


Vale

domenica 1 novembre 2015

I quattro rabbini

Questa è la storia dei quattro rabbini,che secondo me invita a una lunga riflessione. Molto più di una storia, dal libro "donne che corrono coi lupi" la riporto qui:

"Una notte quattro rabbini furono visitati da un angelo che li risvegliò e li condusse alla Settima Volta del Settimo Cielo. Là contemplarono la sacra Ruota di Ezechiele.
A un certo punto della discesa dal Paradiso alla Terra un rabbino, avendo veduto tanto splendore, perse il lume della ragione e vagò senza meta fino alla fine dei suoi giorni. Il secondo rabbino era estremamente cinico: <<Ho semplicemente sognato la Ruota di Ezechiele, ecco tutto. Nulla è davvero accaduto >>. Il terzo rabbino continuò a pensare a quanto aveva visto, perché ne era ossessionato. Teneva conferenze e non avrebbe mai smesso di raccontare come il tutto era costruito e quanto significava... e così si smarrì e tradì la sua fede. Il quarto rabbino, che era un poeta, prese un foglio e una penna e sedette accanto alla finestra a scrivere una canzone dopo l'altra, lodando la colomba della sera, la sua bimba nella culla, e tutte le stelle del cielo. E visse la sua vita meglio di prima."

lunedì 26 ottobre 2015

Sogni di altri mondi

Forse abbiamo tutti quel momento in cui la paura prende il sopravvento. E così, i nostri pensieri si vestono d'ali per volare con leggerezza dentro ai sogni più nascosti della nostra anima. D'improvviso il nostro cuore torna bambino e lo stupore con esso torna a risplendere dentro attimi dorati e viaggi infiniti. Mi immagino ancora occhi ingenui, volti colorati di persone non segnati dal tempo e dai ricordi tristi. Un luogo magico dove il tempo non esiste e con esso l'orologio, dove non esiste la frenesia e il programma. Allora ci ritroviamo a vivere l'eternità di un attimo, a rincorrerci come bambini in un prato di fiori bellissimi che non strapperemo. Ascolteremo il vento soffiare tra i fili d'erba formando danze magnifiche e lente, e come onde del mare ci spargeremo a riva in un giorno di sole. Immaginate quanto bello sarebbe prendersi per mano senza mai toccarsi, avvolgersi in un abbraccio e non avere piu paura. Ci ritroveremo avvolti in una ingenuità d'amore. Noi uomini saremo di nuovo fratelli, senza più paura di perdersi, vivi in un mondo di compassione che non conosce tradimento. E solo allora come neve al sole le nostre paure più profonde si scioglieranno, lasciando spazio ad un tappeto infinito di cristalli luminosi che si estenderà sotto ai nostri piedi nudi.
Non saremo più pietra, ma anima e corpo in un unico fuoco, agli albori della vita.  L'anima potrebbe finalmente sentirsi a casa e mai più in pericolo ma questi, forse, sono solo sogni di altri mondi.
Vale

lunedì 12 ottobre 2015

Come pietra

Non ricordavo più 
perché ti chiamavano dolore
poi d'improvviso
ovunque
nei muri,nei cieli,nell'asfalto,
nei pensieri.
Il vino ti è sfuggito.
Ora ti ricordo.
Ricordo la rabbia,
 la paura,
La notte.
Non ho timore di te,
ma del mio ritorno.


Vale



mercoledì 16 settembre 2015

Paura e sofferenza

Ci sono certe teorie riguardo al dolore e alla paura che sento di condividere per dimostrare quanto possano essere importanti e fondamentali per passare ad un passaggio successivo di miglioramento personale e di fiducia nelle proprie capacità. Sono due aspetti diversi ma altrettanto simili, sono due porte per una comprensione più spontanea verso se stessi , che spesso sottovalutiamo o peggio pensando che siano aspetti puramente negativi e inutili. Il dolore non è mai un elemento di benessere mentre lo viviamo, ma è una perla racchiusa in un'ostrica poi, quando lo rivediamo dalla giusta prospettiva riuscendo quasi ad apprezzarlo e a toccarlo per quello che porterà poi in un futuro non troppo lontano. Una delle cose più difficili è proprio quella di sedersi ad ascoltarlo e passarci attraverso lasciando a casa le aspettative e le convinzioni che ci hanno trapanato nella testa da sempre. Molti affermano che il dolore corporeo sia una chiave per riuscire a toccare il limite assoluto e arrivare così a sentire quel nocciolo di verità racchiuso dentro di noi ma offuscato da questa società che allontana, standardizza, suddivide e divide da tutto quello che siamo stati all'origine dei tempi. Quando il dolore diventa fisico ma anche spirituale si arriva a sentire una sensazione di vuoto, un vuoto grande che abbiamo perso e che ci riporta a quello che siamo,  ci spoglia e ci porta ad ascoltarci come mai non siamo riusciti a fare. Ecco perche ci hanno sempre fatto credere che il dolore deve essere necessariamente curato con qualsiasi tecnica o farmaco, e in altri casi anche prevenuto. In questo modo creiamo la massa e diventiamo macchine telecomandate a distanza senza alcuna consapevolezza e se non pensiamo al dolore come a un qualcosa che deve essere evitato come la peste diventiamo pericolosi, sempre più vicini a sensazioni proibite che trasformano e migliorano, e che danno consapevolezza  all'uomo di essere vivo.
Ovviamente ci sono diversi dolori , i quali ognuno con caratteristiche che andrebbero approfondite in maniera diversa. Il dolore di per se non è bello eppure se abbiamo un lato positivo dentro di noi riusciamo quasi a trovarne uno scorcio essenziale. Come si può riconoscere il senso del benessere senza soffrire un po, e  la felicità senza attraversare un po di dolore ? Una frase di cornice ma un pochino fa riflettere. Ci sono poi alcune definizioni interessanti riguardo alla salute, cos'è davvero? Chi ha definito il termine "salute"? È sempre "valido"?
Qui si apre un mondo di cose, consiglio di leggere tanti libri al riguardo che sono davvero costruttivi. Magari riproduco qui una delle cose che mi è successo di trovare riguardo alla salute, a grandi linee diceva cosi:
"Un uomo può definirsi sano quando non è malato, un uomo ritorna in salute quando la malattia cessa, perciò la salute non può esistere senza essa" questo fa pensare un bel po,  non trovo del tutto sbagliato queste frasi (che ho riscritto secondo ciò che ricordo)  che mi riportano alle porte di un pensiero su cui credo cioè che in questo mondo ogni cosa è collegata e che spesso una non può esistere senza un'altra. Ora non vorrei essere linciata per questa affermazione, ne sento di dare una medaglia al dolore ma penso che sia molto importante sentire la sofferenza che ci accade, non nascondiamola, non sopprimiamola per una vergogna ma soltanto siamo un attimino più consapevoli di quello che siamo. Il problema è che spesso diventiamo delle pecore nere e magari con le dicerie di oggi portiamo anche sfortuna a chi ci sta intorno. Ma la domanda che mi sporge spontanea è: CHI CI STA INTORNO?
Forse qualcuno che non riesce sentire le vibrazioni giuste, che no sa ascoltare le onde che emaniamo nel silenzio.  Forse qualcuno che la sfiga ce l'ha nell'arroganza di sapere tutto di tutti. Allora forse sono queste persone che hanno bisogno di un po di sofferenza, non intesa come male, ma come momento, ed esperienza, da vivere ,che può regalare un nuovo paio di occhiali permettendo una vista più estesa delle cose. Non è sicuramente semplice trasformare una sofferenza in un'esperienza importante da custodire ma a volte non restano altre soluzioni, e per questo motivo ci spingiamo un po oltre.
Per qualche tipo di esperienza vissuta mi sento di dire che lo stress fisico quando va oltre i limiti corporei può spalancare dentro di noi grandi vuoti e luoghi misteriosi dove i sensi si affinano, diventano più attenti, dove dentro di noi si sviluppano forme astrali così primitive, così selvagge e così spoglie da portarci direttamente al centro di quello che noi siamo. C'è proprio un momento in cui il corpo affaticato spinge a una trasformazione, e avviene tutto in modo molto naturale e spontaneo, come quando sbocciano i fiori,  o la farfalla esce dal bozzolo. È come se la sofferenza d'improvviso cominciasse a smantellare tutti i pensieri e le paure inutili e in quel momento l'unica meta a formarsi nella testa sia una fine, la fine di quella sofferenza, un porto sicuro dove riposare, ma non si vede  la fine di tutto quel grande mare in tempesta. Cosi non ci resta altro che sopravvivere e per farlo, si diventa amici del nemico. Passare tanto tempo in uno stato di zona rossa porta ad ascoltarlo, ad entrarci dentro e viverlo a contatto diretto per conoscerlo, capirlo, per imparare ad amarlo. È difficile da spiegare e non posso dimostrare come accade a parole, ma  succede. Succede e basta. E d'improvviso ci si ritrova più coscienti di se stessi. È una sensazione unica, un contatto con la vita unico e prezioso e poco conosciuto, magari spesso sottovalutato. Penso comunque che ognuno debba provare a cercare, per trovare una connessione con la propria anima attraverso il mezzo che ritiene più opportuno. Almeno una volta, provare ad incontrare se stesso.
La sofferenza può, a mio modo di vedere le cose, trasformarsi in una chiave di vita importante quanto difficile da comprendere. La paura fa altrettanto, come campanello d'allarme ci avvisa che stiamo entrando in zone buie non conosciute,ci sbarra la strada come sasso e macigno. Ma senza di essa non potremmo mai dire di essere riusciti a camminare oltre.
Vale

sabato 29 agosto 2015

Il sole della notte

Ci sono notti bellissime in cui mi prendo dei momenti per accarezzare il mio cuore e sentirmi, e mentre guardo la luna costruisco intorno a me uno spazio tutto mio cosi importante tanto intimo e sincero da farmi sentire piccolina in questo spazio immenso di Cielo. Sono momenti importanti, spazi di profonde sensazioni che non hanno nome ne racconto, attimi di musica dentro di me. In questi momenti ho l'occasione di accogliere la mia solitudine, di sentirla e di farle uno spazio nella sedia in cui siedo perché lei è l'unica amica che non mi abbandona che di me non ha paura. Questa mia solitudine dolce mi fa sentire unica in contatto con un universo che mi osserva e mi lascia sospesa in un vuoto che è come vibrazione. Il cielo sembra un prato blu e le stelle i fiori che danzano, tutto sembra prendere parte a un movimento che è dolce quiete. I pensieri non fanno più rumore, il corpo è immobile nella sua danza mentre l'anima vola con le sue grandi ali intorno al suo silenzio.  Molto spesso in questi momenti un viaggiatore si rende conto che la via delle stelle e delle nuvole della notte non è paese, non è autostrada trafficata ma direzione che porta all'unicità dell'essere, al suo cammino senza confine strappando via quei cordoni ombelicali terreni che legano alla disperazione. L'uomo negherà di averne perché egli crede che tutto va bene, che tutto va come dovrebbe andare  come se la vita fosse un grande dizionario dove ad ogni parola e a ogni situazione esista una pagina correlata dove vengono spiegate le istruzioni e il senso. L'uomo difficilmente andrà oltre perchè il buio della notte,che nessuno ha mai potuto insegnarci, spaventa anche il più intrepido dei viaggiatori. La paura della paura a volte è più forte del coraggio ma con la giusta calma e la giusta quiete anche il cielo con le sue nuvole potrà essere scalato. Non esistono cammini senza meta ne montagne senza cima. Questo è il mio pensiero importante perché spiega che ad ogni salita , dopo tanti passi e dopo tanta sofferenza ci sarà un punto di arrivo in cui si potrà finalmente stringere la mano a se stessi, a  quello che siamo e siamo stati.  Nel frattempo, i nostri occhi lucidi di emozione si aprono alla luna piena,rimasta a ricordarci che anche lei è luce, è il sole di una notte .

Vale

venerdì 31 luglio 2015

Capire chi siamo

Una delle cose più belle quando incontri una persona è l'idea che questa possa capire qualcosa di te a un livello profondo e intimo, tanto da renderti nuda anche sotto la pelle più coperta. Una sensazione che ha valore  ed è sacra ma che spesso sottovalutiamo e quasi pretendiamo da chi ci sta attorno. È cosi bello... pensare che qualcuno possa davvero sentire... quella cosa che batte nel tuo petto...capire il ritmo  del suo silenzio...ballare con esso . È cosi bello...  Ma  succede a volte di capitare in cose che ci fanno male. E poi, nel tempo che usi per la tua riflessione comprendi che non sono le persone a farci del male, ma le aspettative che noi abbiamo di esse. Una persona ci fa male quando ha un'arma, ancor di più quando noi pensiamo che lei stessa lo possa diventare. Allora eccola lì che scatta, la paura, scatta ancora prima che tu possa sentirla. Mangia la tua energia e ti lascia vuoto. Ma allora come si fa a fermare tutto questo? Nell'istante in cui la tua consapevolezza affiora comprendi che l'unica arma davvero temibile è la dipendenza da qualcuno. Questo è il coltello sulla nostra carne. Ne abbiamo cosi tanti dentro di noi e sono tutti vestiti da convinzioni che la nostra mente ci detta. Questo sì che è temibile. Dovremmo avere paura di quello che a volte ci accorgiamo di essere. Dovremmo avere paura dei dolori che attribuiamo alle persone, e questo lo sto capendo solo adesso. Ogni persona agisce secondo una cornice di un quadro pressoché complesso, e non sempre questa cornice corrisponde con la nostra. Ma non c'è nulla per cui allarmarsi. Due cornici possono... devono confrontarsi. Due persone, come due dipinti, avranno bisogno di una cornice più grande, più ampia e più spaziosa che possa lasciare il libero arbitrio ai due dipinti di esprimersi nella loro unione e complicità. Perciò non devono distruggere il loro legno ma unirlo l'uno con l'altro, così come fanno i pensieri pur essendo qualche volta diversi l'uno dall'altro .
A volte deludiamo le nostre aspettative ed ecco che ci facciamo male, ci scontriamo. Ma noi non dipendiamo da esse, noi dobbiamo imparare ad essere felici per i colori che ci portiamo addosso. Ma non è sempre cosi semplice. A volte ci sentiamo puntare il dito contro. Veniamo scambiati per armi, ma non lo siamo. Siamo solo due persone che si sono avvicinate, due persone che si vogliono capire. Ma questa è l'impresa più grande di tutte,  la meta irraggiungibile dettata dall'amore . A volte pretendiamo di essere capiti. È un errore, per come la vedo io.  A volte non è solo una meta ma è anche un percorso, quando qualcuno ti tiene per mano e decide di creare un'unica strada, un unico sentiero passo dopo passo, ecco che lì,  accade la meraviglia, momenti di rara follia in cui decide di ascoltare il tuo cuore e di accompagnarti sulla strada della verità rifiutando quella della menzogna. Solo allora capirai, senza avere chiesto nulla,  che x un attimo, qualcuno è riuscito davvero a capire capire chi sei, senza che tu debba elemosinare una parte di te.
Senza che tu debba chiedere la verità.

E a volte dovremmo lasciare andare l'idea che la nostra felicità dipenda da qualcuno, ma non è sempre facile soprattutto quando ti accorgi che i sorrisi più belli li fai quando condividi qualcosa di importante con la persona che segue il tuo sentiero, e che prova nelle intemperie a capire chi sei.
Vale

martedì 9 giugno 2015

Cristalli

Qualche volta piango lacrime silenziose e io non so come poterle trasformarle in meravigliosi cristalli da donarti ,  ma posso spargerle al vento della speranza, aspettando il momento in cui esse ti accarezzeranno fragili lo spirito, per svegliarti con dolcezza nella prima luce tenue del mattino .

Per te che ascolti le mie paure non troppo vicino da sapere che ogni flusso di pensieri, come acqua, nasce da una sorgente, da un briciolo di segnale colto , forse, male.

Vale

mercoledì 20 maggio 2015

Temporali di silenzi

Alcune volte viene semplice sentirsi parte di un forte temporale, di una calma in tumulto che sconvolge l'ordine illusorio delle cose. La mente non riesce a trovare un riparo sicuro e il cuore soffre tanto nel suo silenzio. In questi momenti lo spirito si sente fratello del vento, figlio dell'ignoto e compagno del dolore. Inevitabile è il susseguirsi di pensieri un po' tristi e di frammenti di delusioni che hanno lasciato il segno nel caos della vita e proprio in questi momenti viene la voglia di abbandonare tutto quello che è stato costruito qui e che crediamo di possedere,  partire: lontano verso nuove destinazioni, lontano, dai volti di carta, dalle persone che ci hanno fatto del male e ritrovare finalmente il nostro spirito che si era perso in tanta nebbia di false identità .
La società? una brutta bestia che ti condanna all'infelicità in una strada con impronte standard, e dove le radici sono lontane dalla terra e i piedi non hanno forma.
C'è chi si porta dentro questo silenzio e questa voglia assidua di incontrare, se stessi, in giorni senza regole e in giorni senza vincoli,lasciare l'idea di una vita di vetro con relazioni,modi,stili ed azioni sempre uguali e ... normali. Questo è quello che ci insegnano: a essere normali.
Ma non si può , se si è ribelli una parte di se è già in cammino,una parte di se è consapevole mentre l'altra è disfatta e ha paura, tanta, di rinascere.
Un circolo di ideali ci è stato imposto senza fare rumore e poi succede che, nel temporale di maggio, il dolore ci chiama e noi non possiamo fare altro che ascoltare, e sperare , in un coraggio che non ha eguali .
Vale


Un giorno la paura bussò alla porta,il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno. (Goethe)

mercoledì 15 aprile 2015

Un fiore di papavero

Una rosa di papavero 
nel campo del silenzio
annida stati emotivi lontani dal tempo e 
si conserva nel buio,
solitaria e  selvatica 
Cantando con voce di infinito il  nome di un ricordo .
Mi porge il rosso acceso
del suo petalo
così come nel vento fa mostra della sua danza:
Rimane il sospiro lungo un filo
d'un ricordo di anime vicine e
il sole in un istante 
porge alla mia mano 
quello che è stato,
un  fiore di inchiostro e di intenso 
nel campo dei papaveri di primavera 

Vale




giovedì 26 marzo 2015

Eremo

Nella notte, le stelle coperte dalla pioggia del cielo.
Ogni respiro una goccia terrena
sei Tu, il suolo
e il sentiero di questa valle,
l'Eremo d'amore
che sovrasta imponente
le pietre .
Vale

venerdì 13 marzo 2015

venerdì 27 febbraio 2015

Strepitosa..

Ho trovato questa frase che per me è bellissima, e vera :
"Se deicidi di innamorarti di me... Fammi ballare anche se non c'è musica"..

Strepitosa..

Le persone vicine ci fanno dono a volte di questa, bella, musica, e siamo tanto fortunati. Dovremmo però ricordare a noi stessi di aiutarci per creare il ritmo perfetto e diventare così meraviglia dell'universo. 
Dovremmo tutti ballare.. Danzare all'amore..

Come ci comunicava Osho "Fa semplicemente qualcosa che genera in te una canzone e crea un ritmo, intorno a te, di celebrazione."

Grandi parole.. E a volte bastano davvero piccole cose, per sentirci bene, a volte basta una sfida con se stessi o una strada su cui correre, liberi.

Vale

venerdì 20 febbraio 2015

Sospiro

Sospiro, nel prato immenso. Il vento muove quello che l'occhio non vede , quello che l'uomo non sente. Muove le foglie, muove l'invisibile. Muove il sospiro della Terra. Questa grande carezza di Dio, placa i pensieri, asciuga il viso dalle lacrime come una carezza di madre. Non c'è conforto in questo giorno perchè non c'è giorno in questo buio. 
Vale

venerdì 13 febbraio 2015

QUELLO CHE NON SAI

Quello che non sai
sono le parole , queste 
parole tra le righe .
Quello che non sai
è l’aria che respiri
nei colori delle stagioni che cambiano ,
come gira il mondo e
il mondo che cos'è.
Quello che non sai
è come brilla il sole 
sui rami della tua gentilezza ,
e nessuno sa  
il volo
di una farfalla che vive
un giorno solo .
Quello che non sai
è come io mi sento
quando abbracci il mio corpo
che, corpo, solo 
non è  .
Quello che non sai
sui miei pensieri 
fili spinati  sospesi ,
paure
al confine delle mura ,
fuggo dagli archi di guerra ,
e in un leggero tocco
dalla tue mani
la libertà.
Quello che non sai è che
mentre io ti guardo 
bramo  
accolgo
il buio nei tuoi occhi 
per la perla del fondo ,
per l’acqua del pozzo,
per il senso perduto
e mai trovato.
Quello che non sai
sono io ,
curiosa di te.
E ancora, non sai 
che parlo mentre taccio
e che nel silenzio
io canto di te.
Quello che non sai , amore mio ,
alla fine ,
non è tanto ciò che non ti ho detto
ma quello che già sai ,
una carezza fatta piano sul tuo viso
e un sospiro in un orecchio  .


Vale

Per Christian





mercoledì 4 febbraio 2015

Sui cigli di notte

Distesi su sensazioni al crepuscolo
Lievi e freddi di giorni 
gli occhi degli innamorati si attizzano di luci ,
sui finestrini la pioggia ,
la notte lunga ha le sue strade di sospiri
che accudisce come in grembo
le voci e i battiti degli amanti. 
Cosa guida il fervore delle mani
e del cuore di chi si vuole bene ,
cosa incalza i rami ad intrecciarsi
gli ulivi ad innalzarsi
l’unione dentro a riflessi
volteggianti
come in danze di maestri ,
e che cosa porta
le labbra a sfiorarsi
nel senso perduto,
le menti a toccarsi, nel cuore
stanzino della notte
dove il buio adula e  il silenzio ripara .
Io chiedo che cosa spinge ,
questo amore
ma mai fu per me cotanto mistero
ne droga migliore
sui cigli di notte.

                                                                                                                   Vale


lunedì 26 gennaio 2015

A volte vorrei essere terra, albero e vento. Vorrei tornare a quello che sono stata, distante dalle incomprensioni degli uomini,  da questo pane vuoto e tornare a quella che è polvere di vita.

Vale

mercoledì 21 gennaio 2015

Il Porto

Mi sono fermata su di un porto un tempo, dove il soffio del vento, dolcemente portava i profumi di quella zona e io ne ho amato il sapore per lunghi anni.  L’acqua marina si mostrava illuminata, su di un lento movimento di onde colpite come da un fascio di luce di un faro. Ho passato notti lunghe ai piedi del porto: parlavo alle sue mura, scrivevo su pezzi di carta fissa nella sedia del mare. Sentivo il vento sulla mia pelle e io facevo l’amore con i suoi canti. Percepivo i fremiti e il dolore e sorridevo da lontano dentro lacrime nere di solitudine. Urlavo spesso, sottovoce, e  Il freddo della notte gelava il mio corpo inerme, mentre dentro di me scorreva il sangue caldo di una passione ramata di follia, e cercavo invano di riscaldarmi con le poche stelle dalla luce fioca rimaste a guardarmi, immobili e lontane.  Ero sola, in quel porto dove anche solo per un attimo la vita sembrava perdere peso e avvolgersi di magia con contorni di incomprensibili emozioni. E io mi chiusi nel silenzio bussando, ogni tanto, alla porta del faro . Ogni sera nel palmo della mano la speranza, inutile, mi trascinava sugli abissi di quel mare nero e io aspettavo la nave per salire ma non passò mai per quell'orizzonte. Rimasi lo stesso fedele  alle mie emozioni , sedendo ogni sera all'alba di un tramonto che non si tinse mai di colore,  sulla  riva sbagliata e sullo di sfondo di un porto eminente che non scavò mai le mura della roccaforte del cuore.  Il mare mi faceva paura, e io non avevo altro che il rifugio di quel posto tanto conosciuto.  Il tempo  poi , allontanò da me la via di navigazione tanto mirata e così salii su di una zattera spartana, e un po’ rovinata,  tra brandelli di legno sparsi un po’ ovunque di là e di qua. Partii.  Non avevo cibo ne acqua, nessun segno di vita attorno a me ma poi, all'improvviso e in lontananza, per un breve istante,  il porto sospirò. Dietro di me alla fine, il suo respiro si sparse al vento e come brezza , fu per me, linfa per i giorni avvenire.
Ricordo come un saluto la vibrazione, che io misi, poi,  nel bagaglio e suonava così:  
 “ogni tanto, però, riemergono pensieri e attimi che,come vecchi amici, ci riconducono a quello che siamo stati.  A noi la scelta e la capacità di fare tesoro di tutto questo.”


Rimasi a riflettere sulle onde di un nuovo mare , mentre la zattera si allontanava lasciandomi alle spalle quello che  fu Porto sicuro e Amico.

Vale


lunedì 19 gennaio 2015

Un nulla totale

L'essere umano ha un potere sicuro: si costruisce una gabbia con ferro invisibile. Mette in tasca la chiave, entra dentro. Sconfitto dal nulla resta lì. Poi in attesa. Di cosa. Di nulla.  non si sa di preciso.

Vale.

lunedì 12 gennaio 2015

Gabbiano libero

Uccello marino trascinato alla deriva, sei preda e predatore nella tua migrazione, tu voli mentre il tempo delinea il mare nel territorio infinito con le grandi onde che infrangono gli scogli, e il tuo volteggio è sinfonico, fra i colori intensi del mare. E non importa la diversità, se c'è distanza tra le ali dei migratori ricorda c'è distacco ma c'è complicità. 
Tu non sai di contenere il mare ed il silenzio e che nel volo del vento, tu sei gabbiano libero.


Vale
(vecchie frasi incomplete che avevo scritto e mai pubblicato)

domenica 11 gennaio 2015

Questo sentiero portava in un punto panoramico interessante, ho visto la vastità sopra il dirupo e, in un solo quadro, l'immenso sopra al baratro.
Vale
Monte Cecilia

domenica 4 gennaio 2015

Vorrei riuscire a dare voce ai miei silenzi
in questo mare di lacrime che mi scorre addosso e  assomiglia a torrenti in cui l'acqua passa risoluta sulla roccia.

Vale

Pensieri d'inverno

Ci sono sogni nella notte che fanno male e il freddo avvolge improvvisamente tutta la rugiada, e nel mattino dopo, gelandola. Così perde, il suo riflesso caldo e svanisce, lentamente lasciando spazio a fredde e dure impressioni di vuoti di grigio e di azzurro cristallino che tingono le lacrime, di un gelo ardente come un tramonto che è distante.

Vale

Vento

Ci sono pensieri tristi a volte che sbiadiscono l'orizzonte davanti e gli occhi non vedono la luce,  e così il richiamo del vento si fa strada sempre più intenso, tra le vie di un ricordo di notti sepolto e sbiadito dal tempo

Vale

domenica 28 dicembre 2014

Preghiera

Gridi soffocati in lunghi anni di prigione,
Sui muri di dolore
gli schianti di lacrime in polvere
risuonavano fortemente
nella gabbia.
Mio universo che hai udito e
mi hai mostrato il tuo potere
dalle mani tue pulite nasce il senso del mio cuore.
Lui è salvezza dalle mie paure
salvezza dentro di me,
è la mia preghiera. 
Vale

martedì 23 dicembre 2014

ALI DI UNO STESSO GABBIANO

Sul vasto cielo della vita 
noi siamo ali 
sul blu dell'orizzonte
sospesi
lontani e liberi 
noi siamo ali,
ali di uno stesso gabbiano. 

Vale

 Vetta del Monte Pirio, C.Euganei

martedì 16 dicembre 2014

Tutto ciò che è lui

Mani ghiacciate e respiro lento 
sono le tre di notte nella mia stanza vuota e 
qui, nel silenzio di una tarda serata aleggia il suo profumo dolce
su  ogni mio angolo. 
Lui è il suono delicato della pioviggine di questo sedici dicembre,  
è la melodia di queste finissime goccioline che si infrangono, nel vetro di un muro di incanto e lì , in uno spazio di luci e di ombre  il suo volto è riflesso nella pienezza di un sorriso. 
Lui è la pioggia fuori e dentro di me, è l'acqua che ristora nel bosco della solitudine è quel fiore che spunta all'improvviso tra le mani gelide di inverno, perché lui è sempre lui  ed è il gusto dolce della notte e il desiderio più forte. 
E poi, giunge il suo sapore e la sua essenza che si riverberano in me sotto la pelle  sotto le stelle ed io sento tremare il cuore a un ritmo veloce e che nessuno sa'. 
Il pensiero mio esplode in una corsa selvaggia, come bestia feroce, mangia il tempo tra i sentieri più intimi della notte. 
Lui è tutta questa energia che trabocca dal vaso, è una cascata di limpide emozioni che si spargono al vento in una danza di ricordi di baci e di carezze che riscaldano il mio corpo e la mia mente. 
Non ho più mani ghiacciate e respiro lento, ho lui,  fisso nel mio centro.  

Valentina.