La solitudine è una compagna essenziale per il mio cuore, è un’amica silenziosa che mi accompagna ai piedi del buio, sulle soglie: tra i ruscelli,nei sentieri profumati di legno,sulla spiaggia di notte,nella luna, nel cielo e nelle sue stelle. Dopo avermi fatto visita si siede con me e aspetta. La pace, la quiete. Vale
giovedì 18 settembre 2014
LIBERO
ed io ti auguro il nome di una vita per tutta la vita.
Anche se non leggerai queste righe,mi piace pensare che un giorno il vento le porterà da te.
Vale
mercoledì 17 settembre 2014
Lo spazio della nebbia
E’ abbastanza intuitivo capire perché in senso fisico, visto i sentieri del tutto naturali, dimenticati e selvaggi, che abitano i colli e che rendono poco agevoli i movimenti e la camminata. Mentre per il lato personale, parliamo di una sensazione che ho da sempre quando mi trovo immersa nel verde e ascolto i silenzi melodici ,ma sempre con un po’ di circospezione, sapendo bene che quella non è, fisicamente, la mia dimora ed io sono soltanto un ospite nella casa degli animali. Per me la sensazione non è paragonabile a nulla di terreno e sono quindi ogni volta, più emozionata che mai. Io mi sento di raccontarla così:
Con forza il tuo piede continuerà a camminare. Arriverai ai “mille metri” dove scorgerai un angolo di mondo sperduto, e tuo, perché non hai perso la curiosità e la capacità di guardare lontano, dove gli occhi persi all'orizzonte, acquistano incredibili sensazioni alate per raggiungere lo spazio della nebbia, laddove la tua anima, si spargerà ai confini del nulla.
sabato 6 settembre 2014
Cielo del primo settembre.
giovedì 4 settembre 2014
Il dipinto della Sera
lunedì 1 settembre 2014
La foresta nell'ombra della notte
venerdì 29 agosto 2014
Follie
Un momento: l’altro aspetto della medaglia è la disinformazione e purtroppo l’indifferenza. I mezzi di informazione che abbiamo oggi, in generale vengono utilizzati per il gossip, dal divo in spiaggia a prendere il sole all'amante che lo accompagna , dalla figlia illegittima all'amico della figlia per poi passare all'amica dell’amico della figlia arrivando alla fine di tutto alla bella presenza del cagnolino con le scarpette. Di clima se ne parla qualche volta, se ci riferiamo al meteo ecco , per informare magari il divo della spiaggia se è il caso o no di continuare le sua vacanza . La gente non ha altro per la testa , non si interessa del repentino cambiamento e poi se ne cade (come si usa dire) dal pero anche se di pero non ha proprio nulla perché la pianta ha molta più eleganza . Poi se per qualche strano miracolo in TV o in web sentiamo parlare di cose un po’ più serie allora ecco che scatta l’indifferenza e risulta più facile cambiare canale. Peccato che il mondo non può essere cambiato in maniera altrettanto semplice perché messi in questa posizione non siamo noi ad avere in mano il telecomando con le batterie cariche. Ma questo è un altro aspetto in cui non entro per vari motivi.
L’aria è indubbiamente sempre più sporca, e sempre più lontana è la sacralità del vento spirito di vita ormai dimenticato. E’ sempre più una sfida non sentirsi maliziosi, dissidenti che saranno prescritti probabilmente ad una sconfitta amara per averci sperato ed in parte anche sofferto.
E tutto questo scompiglio porta allo sconforto anche quei pochi giovani che provano ad interessarsi ma che si sentono sempre e comunque troppo ignoranti per stare al passo con un mondo che va sempre più veloce e fa gara per il primo premio alla pazzia.
giovedì 14 agosto 2014
Dialogo tra le stelle
V sono io
S la mia amica
V: perché? Non credo. Risiede tutto là oltre la religiosità
S: Perché?
V: risiede tutto là. Secondo me l'universo racchiude il senso di tutto
Per questo ci attrae
S: pensavo no, agli attori come Robin, che fanno tanti film e poi nella vita reale...
V: interpretano troppo il film?
S: no! Sono così abituati a cambiare espressioni nei loro film che poi nessuno si accorge nella realtà che stanno davvero male!
V: Non serve mica essere attori per nascondere questo.....
S: no certo che no però sono abituati a cambiare faccia. È il loro lavoro!
V: si ...
S: mah non ricordo.
V: pensavi a me che pensavo a che pensavi tu, mentre pensavi me che pensavo a che pensavi tu mentre pensavi me che pensavo a che pensavi tu!
...
V: regressione regressione ovunque cavolo
S: che vuoi dire? Cosa intendi con regressione?
V: Non puoi farmi questa domanda.
S: ma..
V: ha mille significati e nessun significato.
S: appunto. Dipende di cosa stai parlando. Di che regressione stai parlando?
V: Non te lo so spiegare, lo so, ma non voglio entrare nel tunnel.
S: Dai, di quale parlavi?
V: vattelo a vedere in internet sono sicura che trovi di quale ambito parlavo.
S: teologia?
V: No. Forse...
S: non mi piace la teologia.
V: hey! Ho visto una stella. Devo esprimere un desiderio? Vediamo... Non sarei capace di esprimere desideri egoistici (anche se ne avrei). Quindi non ho desideri, come faccio?
S: ah...
V: Ti rendi conto non ho desideri. Non so niente e non sono niente.
S: intendi in senso culturale? O altro
V: in tutti i sensi. Non so chi sono o cosa voglio.
S: sei Valentina Trivellin e vuoi v.....
V: si. la seconda è l'unica cosa che so e che sento. Per il resto non ho certezze.
S: Certezze?
V: Non ho niente;
Vorrei solo sapere perchè lui, perchè proprio lui?
S: non c'è un perché.
V: forse perché senza di lui non avrei avuto desideri.
S: non è detto. Pensaci. Se non incontrasti lui forse ne avresti avuti molti
di più.
V: ci ho pensato tante volte. Ma non è così che va: questa è la vita che stiamo vivendo e non c'è spazio per i "Se".
S: già...
V: forse nella prossima vita lo incontrerò in altre circostanze. Speriamo nella prossima. Sento però di reincontrarlo ogni volta, in passato sento che siamo stati molto amici.
S: come me e te?
V: esattamente.
S: per via dei dejavu che ti erano capitati con me,due-tre volte ?
V: Si proprio per quelli.
S: ma sono solo dejavu. Non possono dimostrare qualcosa!
V: perché no?
S: mmm... Ma tu vale credi che nella vita passata avessimo avuto le stesse sembianze? La stessa faccia?
V: nei dejavu si... Ma spero proprio che non sia così :-)
S: ahaha spero anch'io.
S: comunque tu puoi parlare con lui...
V: ma Scherzi? Non si può .
S: non si può o non vuoi?
V: vorrei tanto ma non si può. Lui non può e forse non vuole.
S: sono tutte scuse. Puoi eccome. Basta chiedere.
V: Non si può.
S: resterai con il peso Vale. Devi provare almeno puoi dire di averci provato.
V: Ma non si può. Resterò con il peso.
V: ah comunque devo ancora esprimere il mio desiderio, trovato!
Vorrei............... Essere una ragazza con un desiderio.
Il mio desiderio è avere un desiderio.
martedì 5 agosto 2014
La realtà di un sogno
Ti ho sognato, la scorsa notte e ogni volta lo stesso sogno. Si presenta in forme diverse, ma la sostanza però è una sola e sempre quella:
la tua attenzione nei miei confronti ed uno scambio di quello che siamo .
Così, non riesco a rispondere a questo mio tormento e non riesco a comprenderne il messaggio fra il sipario della confusione. Non so per quale motivo mi succeda la tua attenzione che non riesco a gestire nella realtà di un sogno fatato, ma in quell'istante ogni muro,ogni roccia che mi sono costruita attorno con tanta fatica, cade come una foglia al vento. E mi resta quella falsa e spietata consapevolezza di essere importante all'uomo che sei tu.
Il dolore più forte è esattamente questo: sapere che non sono niente nella vita di tutti i tuoi giorni, che il dovere è più forte del desiderio di parlare a te nell'astensione dei giudizi.
Poi il risveglio fa così male pur lasciandomi addosso una bella sensazione per averti rivisto dopo tutto il tempo passato, inesorabile.
È in quel momento che mi pongo il quesito di come sarebbe risiedere in un sogno per sempre ...
Per quanto ne vedo io, non può esistere sogno così lungo e disarmato in grado di allettare ogni mia tensione , per molti il sogno è comunque la vita in sé.
Ma se la vita è un sogno, allora il sogno CHE COS'È ???
...ed ho provato a lasciarmi andare, a lasciarti scivolare, a sorridere alla persona che per un po mi è stata vicina , ma non ci sono riuscita. Nessuno è come te, nessuno tocca il mio cuore quanto te.
giovedì 10 luglio 2014
Re (indietro) - Cor (cuore)
Ricordare significa portare nel cuore ovvero la sede del pensiero e dei sentimenti, così come fu sin dai tempi antichi. Ma parlando di ricordi il discorso diventa precisamente complesso, abbandono il susseguirsi di pensieri nascenti proprio ora. Se il ricordo passa attraverso il cuore,così come le idee arrivano al cervello in un secondo momento, allora tengo libero il percorso e per un attimo lascio scivolare via il ricordo come scivola il vento fra le foglie agitate degli alberi.
Ed ora, dell'insegnamento di Nietzsche cerco di fare gioiello di Vita, anche se nel mio cuore resta l'autostrada trafficata di ricordi e di dolore.
"La serenità, la buona coscienza, la lieta azione la fiducia nel futuro dipendono dal fatto che si sappia tanto meno dimenticare al tempo giusto,quanto ricordare al tempo giusto"
F.Nietzsche
Vale
giovedì 3 luglio 2014
Al di là della Notte.
La volta celeste sembra indicare il debito a me dovuto, da tempo ormai remoto: sono i doveri dell universo. Ogni giorno, ogni singolo giorno, lucido la mia palla di vetro, lontana dal contatto primitivo tipico della natura e la tristezza si impadronisce dei sensi. Non c'è spazio per le illusioni, ma solo per la tristezza che so di dover tenere per mano in queste strade deserte, dove le uniche luci che riescono a tenere accesa la stanza del mio cuore sono quei compagni sconosciuti (non del tutto) che per qualche ragione hanno toccato con mano il mio cammino, spirituale e non.
In poche parole mi domando a volte,se c'è qualcuno al di là della notte ad intraprendere le mie stesse strade e se c'è la possibilità di incontrarsi, solamente con uno sguardo o con un pensiero, in modo da usare un linguaggio pulito lontano da questo mondo alienante. Un mondo che è diventato società come in una palla di vetro e dove, prima o poi, ci si sbatte il naso.
Vale
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| immagine dal web |
mercoledì 25 giugno 2014
Correvo con Lui
la sua mano era forte
la sua mano era dolce ,
Sentivo che avrai potuto lasciare spazio alla corsa più bella della mia vita .
la sua mano era forte
la sua mano era dolce ,
ed io correvo con lui .
domenica 8 giugno 2014
L' avvenire della Luce
Qui alleggia la grande mano di Dio, nel silenzio del giorno che sembra quasi non esistere. Gran parte della gente dorme, sogna, e dimentica anche la notte più viva, dove in essa le sue creature, nel buio, armeggiano. Nell'oscurità che assilla il precedere del mattino si aggirano ancora,cauti e fuggiaschi i pipistrelli della Sera,reduci disperati dalla loro caccia al cibo. Gli uccelli, posti negli alberi vicini e lontani, che ancora nereggiano nella fresca aria mattutina, cantano inesorabili la loro melodia.
Ad interrompere il suono in lontananza che sembrava essere oramai perpetuo,la voce rauca ma inevitabilmente chiara di un'anatra che migra, Dio solo sa verso quale destinazione. Il suono è stato improvvisamente squarciato così come lo è stato il cielo, che canta con vigore l'inno alla Vita. Il mattino sta arrivando, annunciato anche dai galli, non molto lontani, e il suon tipico "chicchirichi" si dilaga nei molti campi che sovrastano l'orizzonte,dove, anche la più minuscola creatura partecipa con gioia all'avvenire della luce.
mercoledì 4 giugno 2014
Ci sono diversi modi di creare l'amore (qualunque esso sia)
così ,se io leggo ciò che scrive qualcun'altro: lo spoglio.....
E' un spogliarsi l'anima a vicenda,come ho letto un tempo,infine lo si sa:
"non c'è niente di più intimo di due pensieri che si toccano"
Vale
lunedì 26 maggio 2014
Segni dal cielo quando non sai cosa aspettarti
sabato 24 maggio 2014
lunedì 19 maggio 2014
NOVECENTO (io innamorata del pianista sull'oceano.....)
Importanti anche le rappresentazioni a teatro del monologo ,in particolare quella del grande ARNOLDO FOA' e della sua voce straordinaria detta anche la "voce di Dio" (sono d'accordo),avendo la capacità non solo di raccontare le cose ma anche di viverle. In ricordo di Arnoldo e di tutti gli altri artisti alcune frasi di questo successo:
"Il mondo, magari non lo aveva visto mai.
Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima."
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quar
to, fran. Non si capisce
È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave".
Ci rimasi secco.
"La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. (... ) Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra la pazzia. È genio, quello. È geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto."
Vedi il mare. Non l"aveva mai visto prima, lui.
Ne era rimasto fulminato.
L"aveva salvato, a voler credere a quello che diceva.
Diceva: "È come un urlo gigantesco che grida e grida, e quello che grida è:
"Banda di cornuti, la vita è una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa".
"I desideri stavano strappandomi l"anima.
Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
Allora li ho incantati."
"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla."
non c"è più nient"altro.
Un trucco da poveri, ma funziona sempre."
"Sapeva ascoltare, e sapeva leggere.
Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente.
I segni che la gente si porta addosso."
Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.>
sabato 17 maggio 2014
UN PUBBLICO LONTANO
L’erba verde che ricopre i campi è intensa e incanta tutti i miei sensi, lei si muove come un’onda,è una coreografia che posso assaporare come fa un pubblico da lontano. Una lunga striscia di papaveri dona il rosso acceso dei loro petali e invita i miei occhi a posarsi sulla loro temperanza, con una fiera portata non ballano e non si smuovono, fino a quando il vento non si intensifica e li piega,rendendoli parte integrante di questo grande balletto. E gli uccelli poi, tracciano lunghi schemi in un cielo che sembra promettere temporali oramai consueti, il loro volo agitato è già segno di una previsione abbastanza chiara. Pioverà e l’acqua si insinuerà tra le foglie degli alberi, scenderà dalle grondaie e poi lungo i marciapiedi fino a bagnare le piaghe dei cuori soffocati.
Alzo il capo sentendomi piccola di fronte a quelle poche rondini che sorvolano il territorio e regalano piccoli assaggi di libertà mostrando un volo libero dalle guerre e dalle prigionie,un volo che sembra riportare le voci della patria che tanto ha sofferto. Ai miei occhi non resta che seguire la direzione , sulla via di quelle poche nuvole bianche ormai rimaste ad indicare il sereno che è stato e se ne va,lasciando spazio a quel buio che ricoprirà la terra,di tanto in tanto la farà “tremare”. Ma in questa terra,in lontananza,viaggiano le ruote di un trattore,blu, che lascia dietro di sé una scia di polvere che si sparge lentamente al vento ,per arrivare poi chissà dove per diventare parte di chissà quale altra grande materia. Quel trattore presto rincaserà ed il vento continuerà a spirare … lasciando l’incanto ad un pubblico lontano, sempre più lontano.
venerdì 2 maggio 2014
Sento il tuo dolore
A cadere nel vuoto,
ed io con lei.
Vale
domenica 27 aprile 2014
HO SUSSURRATO IL TUO NOME AL VENTO
nel tuo cuore di cemento e tra le spine sul mio petto.
Il cielo è grande con il suo tumulto di sentenze
venerdì 11 aprile 2014
Scrivo di niente
mercoledì 26 febbraio 2014
La via del ritorno (a casa e in me stessa)
lunedì 17 febbraio 2014
che mi riportano a quei giorni in cui tu
eri così vicino ma distante
perché non sapevi e non immaginavi,
ma eri comunque lì
con me nei momenti in cui perdevo la strada e
non trovavo più la via,
restavo aggrappata ad un'amicizia che pronunciava il tuo nome e lieve
toccava gli angoli più profondi di tutto
ciò che di me rimaneva fra tanto dolore.
Vale 17 febbraio 2:47
giovedì 13 febbraio 2014
LA VERITA’ DI UN CUORE SOLO
I tre passi più importanti secondo me sono scoprire,conoscere e accettare.
Scoprire la solitudine nel corso della vita equivale a strappare il velo che fino ad allora aveva ricoperto la nostra esistenza, senza mostrarne i lati più nascosti e se vogliamo aggiungere anche più inquietanti. Succede tutto nel momento in cui ci ritroviamo ad affrontare situazioni serie e difficili,affanni che nessuno potrà mai comprendere e dolori destinati a rimanere, a volte per sempre, tra le piaghe del nostro cuore che aspetta di ritrovare la luce e la libertà vera. Pensiamo per un attimo al legame tra madre e figlio nel momento in cui il nostro cordone ombelicale viene tagliato , in quel momento siamo vite catapultate sole in un mondo tutto nuovo che va affrontato con la forza simile a quella di un uragano, come una fiamma che brucia dentro alla nostra anima. Capisco quanto possa sembrare triste l’idea di trovarsi soli sin dal primo istante in cui i nostri occhi si sono aperti al mondo , ma se abbandoniamo per un attimo tutti i filtri di autocompiacimento che come “cordoni ombelicali” ancora oggi ci stringono ad una falsa speranza di appoggio alla vita capiremo che la solitudine decide quale percorso siamo destinati e a seguire, e con lei ce ne andremo, portandoci dietro un peso come se avessimo in corpo una cicatrice. Forse lascia una ferita salutare e per questo e molto altro io la ritengo una compagna silenziosa, che veste di essenza un cuore tormentato fra le macerie della vita, fra il caos e le contraddizioni, dentro al vuoto di una vita che cerca disperatamente un senso a tutte le cose.
Conoscere la solitudine è forse il passaggio più complicato perché richiede tempo (a volte una vita intera non basta ) e un forte coinvolgimento sentimentale. La sensazione che la solitudine può provocare può essere paragonata alla perdita di un nostro caro nel momento in cui ci lascia, e rimane in noi un vuoto davvero disarmante e struggente. Tutti i nostri attaccamenti,i sentimenti, le relazioni, sono uno “strumento” per riempire il nostro cuore,ogni giorno,come bisogno silenzioso e impercettibile della nostra volontà di aprirci alla vita e di farne parte come in una grande famiglia. E così,succede che ci affezioniamo a persone che possono regalarci una qualche forma di pienezza interiore. Tendiamo spesso ad identificarci l’uno nell’altro sapendo bene che, alla fine, c’è un momento in cui ci si saluta e siamo costretti a rivedere la nostra immagine sola,proprio come alla nascita,proprio come fosse il taglio di un cordone ombelicale. Un filo sottile che sembrava essere stabile e duraturo risulta essere,invece, un filo che ancora una volta viene tagliato e poi ricordato ma lascia il segno di una cicatrice che non potrà mai più rimarginarsi,o forse in parte. Il vuoto rimane e ci sentiamo soli non tanto fisicamente,ma più astrattamente in quanto la persona che ci ha abbandonato se ne va e porta con sé un pezzo della nostra vita. Perché siamo così in uno continuo scambio di vite e di tempo,ma dimentichiamo che il nostro valore e le nostre qualità migliori,magari un po’ offuscate di questi tempi, risiedono in noi stessi ed esattamente nell’abisso profondo di una parola detta piano: la solitudine. Lei che è decisamente una forma bizzarra,perché sembra nascere dalla perdita di chi sembrava essere l’ unico portatore del nostro valore e invece,risulterà essere la più suprema conoscenza del nostro io e la più grande fra le illuminazioni dei nostri valori reconditi. Io penso alla solitudine come a un cammino lungo e faticoso, in cui ci si addentra da vecchi escursionisti confusi e smarriti a cui è necessaria una via nuova da seguire. Il tempo scorre in questo impervio percorso da eremiti e la strada verso alla vera conoscenza è ancora lunga …
martedì 21 gennaio 2014
pensieri notturni
manca di quel qualcosa di fondamentale che in questo caso è un amore..particolare. Manca tutto in questa TRISTE SOFFERENZA soffro e non
smetto!! (NON PERDO LA SCIA)...... eh.....c'è ancora lui nel mio cuore TU RIMANI. E rimane nella mia strada, IMPRONTATO NEL SENTIERO, nella quale ha
lasciato indelebili tracce.... E in questo sentiero una sola cosa condivido con lui: UN CIELO IMMENSO che come IL TUONO DELLA TEMPESTA (da un senso di
qualcosa di forte) è il FERVORE cioè quel sentimento-quell'emozione che mi ATTANAGLIA perciò mi stringe ma anche mi LASCIA. SENZA FARE RUMORE perchè
è un sentimento silenzioso di cui parlo a pochi o nessuno. Proprio per questo non fa rumore.
Vale
martedì 14 gennaio 2014
Dentro a una clessidra
Vale.
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giovedì 2 gennaio 2014
Come una cornamusa
"l'incanto di questa canzone oltrepassa la pelle
e come un brivido risuona dentro all'anima allo stesso ritmo del mio battito del cuore,quando
nell'istante in cui i miei occhi incontrano i tuoi
sento di poter morire abbracciata dalla vita."
vale 16 aprile 2013
...Ho associato a queste parole il titolo di cornamusa perchè mi ricordano tanto una canzone particolare molto bella "BUSINDRE REEL" di Hevia che suona appunto una cornamusa elettronica (la Gaita Midi),strumento che egli stesso creò. La cornamusa è uno strumento bellissimo e non molto conosciuto-usato dalle nostre parti per come la vedo io, ma il suono è unico e ricco di tradizione scozzese e riesce sempre a suscitarmi dei brividi. Chiaro che queste righe sono state scritte per una persona non solo per lo strumento,ma a volte ci riesce possibile soltanto usare metodi come dire "alternativi" per esprimere dei sentimenti,cioè in questo caso usare la musica e ad essa paragonarne i brividi dell'amore.
Vale
Volevo riassumere in poche righe tante cose,non so se sia servito,avrei voluto dirtele a voce ma non ho potuto
mercoledì 18 dicembre 2013
Avrai il mondo nella mente
Sono nata qui nella mia "terra madre" comunque accogliente. Anche nel momento in cui la sentii impropria al mio essere imperfetto e solitario.
Così iniziai a viaggiare(per ora purtroppo)soltanto nella mente,rimanendone colpita,in quanto artefice di mille e più mondi straordinari.
"Riuscirò poi a decidere in quale strada continuare il mio cammino?!"
Nel fluire della vita in molti cercano il loro posto nel mondo,ambizione non sempre solida e facile da realizzare. Ma in pochi ricercano il contrario...
Trovare il proprio mondo è un percorso unico nei suoi aspetti,fantastico: troverai una guida,una motivazione.
Riuscire a trovare quel luogo equivale a trovare abbondanza interiore, ricchezza e sostanza che possono cambiare il corso della vita.
Ciò di cui parlo non dev'essere necessariamente una città o un luogo preciso, ma potrebbe essere qualsiasi cosa,dal semplice al complesso, dal facile al difficile. Potrebbe essere una persona,un evento, o ancora un posto particolare. "Riuscirò,finalmente,a ritrovarmi fra il caos, incontrare me stessa privandomi dei condizionamenti esterni causa,oggi, di molte infelicità.
Io...il mio mondo...è tutto qui, nella mia mente."
I sogni ci indicheranno la via, a noi spetta il coraggio di realizzarli. Ricorda (vale): La forza dentro è nostra,nostra soltanto.
Usiamola. Giochiamo in questa grande partita che è la vita, proviamo almeno a realizzare il nostro mondo interiore. E' necessario prima imparare a conoscersi, capire qual'è la strada che accompagna il nostro nome per poi riuscire a intraprenderla e sperimentarla.
Il desiderio di realizzarsi non è soltanto meta ardente, ma anche rifugio per persone oramai perse e violentate dalla società,persone a cui molto è stato tolto ma non la speranza,non quella. Vale la pena di credere in qualcosa: in noi stessi e nelle nostre capacità.
(io ancora non ci sono riuscita,ma porto con me le parole di una persona cara)
Non dimentichiamo di ritornare alla realtà qual bisogna, anche se, con un po di ironia pungente mi soffermo a pensare (forse inutilmente) al vero e totale significato di 'realtà'.
Comprendo, "vivere nei sogni" non porta a realizzazioni materiali,è vero,ma direziona la mente verso una necessaria presa coscienza della propria vita
e lo spirito verso la propria via.Quale via? La via del cuore,chiaro.
Non saprei se credere nel destino, o no,ma almeno provare a costruire delle basi su cui improntare,a nostro modo,il sentiero. Einstein ci disse "ogni cosa che la mente riesce a immaginare la natura l'ha già creata" perciò perché non continuare a cercare?
Abbiamo tutti una voce sussurrante il nostro intenso bisongo di vivere, dobbiamo solo imparare ad ascoltare.
Vale
domenica 1 dicembre 2013
Un mio pensiero scritto in una notte di settembre...
non ho altro da donarti
in questa notte
se non il mio silenzio accompagnato da una musica che sfiora l'infinito.
non ho altro da osservare
in questa notte
se non l'incanto di una luna piena,
di tutta la sua bellezza
regalata a chi l'accoglie e a chi prova compassione.
non ho altro in cui credere
in questa notte
se non nell'emozione di un ricordo ancora vivo
non ho nient'altro che un sorriso
per Te che passi questo giorno con chi
spero possa regalarti tutto quello che
questa notte ha ancor di meglio da offrire.
Vale
lunedì 25 novembre 2013
Sogni "tiranni"

Inconfondibile è la sensazione di quando al mattino,appena svegli, ci si ritrova a dover distinguere un sogno fugace dalla stabilità reale, che per dirla tutta tanto stabile non è. In quell'istante ci si trova avvolti in una strana sensazione di smarrimento. Ma dove ci si è persi?
In questo caso, persi tra due aspetti di vita contrastanti,aspetti che tendono verso una sola direzione: il desiderio.
Il sogno è di per se soltanto una fantasia, così dicono. Ma il sentimento che il sogno trasporta con se è grande e per chi ne ha assaggiato l'emozione almeno una volta sa di cosa sto parlando. Non mi riferisco agli incubi né a sogni intesi come raggiungimento di un obbiettivo. Sto parlando di sogni notturni, quelle singole visioni che mentre dormi,o quasi,prendono forma nella mente e proiettano il proprio corpo (quello astratto) verso posti speciali, ove è possibile incontrare nel pieno della "vita" i segreti più profondi della nostra anima, non escludendo però che il sogno potrebbe essere soltanto un'avara illusione vestita da incantevole benefattrice. Vista la mia ingenuità posso dire che il sogno è un'opportunità per scoprire se stessi o comunque qualcosa in più. Uso il termine "scoprire" non a caso, proprio perché la sensazione in cui ci si ritrova dopo un intenso sogno è come quella che si ha, nudi, difronte a un qualcosa che non si riesce a gestire e che, in parte,riesce a scombussolare.
La domanda più frequente e forse inutile che molto spesso ci si pone è "perché?"... "Perché si sogna quella determinata persona o quella particolare situazione?". La domanda a mio avviso non può trovare risposta certa, anzi crea ulteriori dubbi e questioni.Perciò è probabilmente inutile restare fissi su una domanda simile e assai più conveniente,invece, tenersi stretta l'emozione provata in sogno che entra nel cuore come un soffio di vento leggero.
L'elemento più bello di tutta questa grande storia è capire a chi va il nostro pensiero. E' vero, capita a volte di sognare soggetti a noi indifferenti ma molto più spesso e volentieri capita di reincontrare persone a noi lontane. Contrariamente alla realtà il nostro sogno ci porta nelle loro vicinanze, lì, dove vorremmo essere,dove anche il nostro subconscio tenta di condurci. Il sogno non fa altro che condurre l'uomo al centro del suo cuore dove anche i più reconditi desideri trovano sfogo.
Tanto per essere più chiara, questa notte ho sognato una persona speciale e racconto qui l'aneddoto se così si può chiamare: eravamo a casa, io avevo pennelli e colori, lui fogli bianchi. Contrariamente a quanto si possa pensare non facemmo altro che colorare,insieme. Ricordo ancora il suo viso e i sorrisi. Ma per quanta felicità possa avermi regalato un momento simile mi rendo conto che non è stato reale.
Così le mie convinzioni e le mie speranze,come stupidi capricci, muoiono lentamente... una dopo l'altra...
E alla fine mi torna in mente una cosa legata al tempo,un frase abbastanza conosciuta(il tempo è galantuomo ma anche tiranno) e la modifico in:
"il sogno è galantuomo ma anche tiranno."
Questa volta ci sta... a pennello ;-)
Vale
lunedì 18 novembre 2013
Radici e terreno
Questo aspetto della vita è di portamento assurdo e irreale, ma infinitamente sorprendente. Esistono legami nati forse nell'epoca dei nostri antichi parenti quando esisteva un evidente equilibrio vitale (uomo-natura, mente-spirito) in grado di superare qualsiasi sorta di immaginazione. Queste energie, viaggiando ininterrottamente, superano la logica e i dubbi morali come i cosiddetti legami karmici che si instaurano nel corpo creando una sorta di catena tra due persone. Il primo,vero, momento è l'incontro profondo dello sguardo che si dilaga, poi, in una inconfondibile sensazione di familiarità. Ciò può nascere da esperienze passate talmente profonde da essere destinate a compiersi ancora una volta o forse più.
Io vedo tutto ciò come: la radice,l'albero e il terreno. In questo caso la radice rappresenta il nodo,il legame profondo con la persona in questione o 'terreno' ,in grado di fornire tutte le sostanze vitali di cui l'albero necessita. Perciò a questo punto è abbastanza intuitivo capire chi siamo e che ruolo abbiamo in questa grande rete. Siamo ciò che cresce,matura,vive e muore. Siamo alberi in cerca di terreno. Alberi con radici profonde le quali, soltanto dal destino, potranno assumere la forma.
Vale
venerdì 15 novembre 2013
La pioggia
Molto spesso la pioggia è per me motivo di riflessione e comprensione interiore, una specie di fragile emozione che trascina con se lo spirito verso luoghi sperduti e burrascosi.Mi perdo in lei abbracciando così tanta libertà, quella che pur fugace, attraversa il mio corpo con tutta la freddezza di un brivido minato. Ecco che la mente perde il suo pensiero, naviga dentro al riflesso di una goccia infranta nel vetro di una stanza vuota.
Sto cercando un nuovo percorso per liberarmi di un ricordo ancora vivo insediato negli angoli più profondi del mio cuore, mentre riaffiorano delicate sensazioni che riportano integra la mia passione. Negli affanni della pioggia sembra quasi di essere incatenata e a volte,rimane soltanto un confortevole rumore: il rumore di una pioggia fredda che inevitabilmente arde.
In quegli istanti sento vicino il suo calore, e mi accorgo che, la speranza trova ancora dimora.
Vale
Ascoltatori e osservatori
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| Foto che ho scattato dalla mia camera, si può notare in lontananza la prima stella della sera |
















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